# Granularità: l’Universo è granulare, anche la società umana

Provvedimenti lineari (un unico bacino)
vs
provvedimenti per bacini uniformi.

I provvedimenti dalla Pubblica Amministrazione nazionale tendono ad essere lineari, cioè applicati a tutti allo stesso modo come se i cittadini vivessero in un unico ed uniforme contesto socio-economico con esigenze molto simili.
Purtroppo, l’ipotesi di uniformità non è realistica e gli scostamenti dalla media possono essere tali produrre una pericolosa eterogensi dei fini: effetti non del tutto favorevoli o persino opposti a quelli attesi.
Una progettazione dei provvedimenti calibrata con il criterio di granularità (frazionamento in bacini più piccoli e intrinsecamente più omogenei) potrebbe forse mitigare gli effetti indesiderati.

Per banalità statistica i grandi bacini, per esempio geografici, tendono a mostare scostamenti dalla media molto grandi. Un paesino di montagna tende ad avere parametri climatici molto diversi da un paesino di mare o da un paesino di pianura.
Un provvedimento lineare correlato al clima inevitabilmente produrrà effetti diversi nelle diverse situazioni.

Al contrario, i bacini ragionevolmente piccoli tendono a presentare caratteristiche simili (moderati scostamenti dalla media). Un provvedimento tarato sulla media del bacino probabilmente mostra, agli estremi, deviazioni meno forti, anche proporzionalmente meno importanti.

In sintesi

  1. Un provvedimento lineare è più semplice da progettare e da realizzare
  2. Un provvedimento granulare produce effetti più coerenti con i risultati attesi e con minori esternalita sfavorevoli.
Una domanda e conclusioni: una «schiuma» di bacini funziona meglio di un solo grande bacino?
 
Difficile dare una risposta in termini binari, bianco o nero; più probabilmente si tratta di trovare il miglior compromesso fra complessità della progettazione e la massimizzazione dei risultati favorevoli.
 

Per gli scopi di questo sito, migliorare i processi decisionali e la governance, è interessante osservare l’evoluzione storica delle forme organizzative di governo. Un’evoluzione che non necessariamente è il risultato di una esplicita e razionale volontà, ma assomiglia piuttosto all’evoluzione naturale dei «sistemi complessi».

Fino al 1950 circa la forma di governo più diffusa era l’autocrazia; le eccezioni democratiche erano davvero pochissime. Potremmo dire che il modello di governance più accettato era quello centralizzato autocratico senza alcuna granularità democratica. Probabilmente anche perchè la tecnologia disponibile non consentiva soluzioni socio-economiche diverse, per esempio nelle reti logistiche e di comunicazione.

Fra la prima e la seconda guerra mondiale, i grandi imperi autocratici hanno cominciato a frazionarsi. Molti dei nuovi, o rinnovati, Stati sono diventati democrazie.
In parallelo, dall’inizio del ‘900, le democrazie hanno iniziato a creare livelli di governance «sussidiarie» sovra-inter-sub nazionali e funzionali, come l’EU, l’ONU, il WTO, l’OCSE, l’ISO insieme a decine di migliaia di altre associazioni/società mirate a regolare i rapporti fra Stati e comunità (governance) e per definire standard «tecnici».
Le autocrazie sono sempre state ostili agli standard e alle organizzazioni sovra, inter o sub nazionali che venivano
percepite come indebolimenti militari. Per esempio lo scartamento ferroviario era diverso fra nazioni per impedire il rapido trasporto delle armi e degli eserciti.

Questo è solo uno degli esempi di applicazione «naturale», cioè non necessariamente e consapevolmente voluta, del concetto di granularità.

Il principio di ganularità è ricorsivo:

  • ogni bacino di applicazione può essere frazionato in bacini più piccoli
  • ogni bacino di applicazione può far parte di un bacino più grande

I due criteri di cui sopra sono ben riconoscibili nell’esempio storico del frazionamento e riagggregazione degli Stati.

Il principio di granularita può essere ulteriormente semplificato: ogni bacino può aggregarsi ad altri bacini associativi, ciascuno dei quali ha ragione di esistere perchè focalizzato su uno o pochi interessi comuni. Per esempio il WTO si focalizza sulle regole del commercio, l’ISO si focalizza su alcuni standard tecnici.

In effetti la società cosiddetta «occidentale» può essere anche vista come una schiuma elastica di entità distinte, ma cooperanti.
È probabilmente l’effetto della tecnologia che, per esempio, consente di condividere efficaci reti di conoscenza e logistiche fra entità interessate ad alcuni specifici oggetti o informazioni.

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