Articolo – 2

TESTO ORIGINALE

La Repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell’uomo, sia come singolo sia nelle formazioni sociali ove si svolge la sua personalità, e richiede l’adempimento dei doveri inderogabili di solidarietà politica, economica e sociale.

TESTO APOCRIFO

  • Noi Cittadini Italiani riconosciamo ad ogni cittadino, italiano o non italiano, i Diritti Universali dell’Uomo.

  • Noi Cittadini Italiani impegniamo lo Stato italiano e tutte le Pubbliche Amministrazioni italiane a diffondere e sollecitare la concretizzazione dei Diritti Universali dell’Uomo entro e oltre il territorio italiano.

  • Noi Cittadini Italiani richiediamo alle Società di adoperarsi per la concreta applicazione dei Diritti Universali dell’Uomo entro le proprie organizzazioni e nei rapporti con i loro interlocutori.

  • Noi Cittadini Italiani richiediamo alle Società di conformare le proprie organizzazioni allo spirito costituzionale di cooperazione e di equa solidarietà economica e sociale.

  • Noi Cittadini Italiani, insieme alle Società, vogliamo cooperare fra di noi e con le Pubbliche Amministrazioni al fine di sollecitare l’applicazione concreta dei Diritti Universali dell’Uomo e di realizzare le aspettative dichiarate in questo documento fondativo.

  • Noi Cittadini Italiani, insieme alle Società ed entro i limiti stabiliti dal Diritto, chiediamo alle Stato e alle Pubbliche Amministrazioni trasparenza sul proprio operato.

COMMENTARIO

  • Noi Cittadini – Nella Costituzione Italiana non esiste un organo amministrativo che assomigli ad un’assemblea dei cittadini. La Repubblica è perciò una categoria collettiva, i cittadini, che richiede di essere convocata a decidere ed agire con processi organizzati e condotti dalle Pubbliche Amministrazioni. Come accade per esempio con lo strumento del referendum. In ogni caso la Repubblica, l’assemblea dei cittadini, che conterebbe quasi sessanta milioni di partecipanti non potrebbe essere convocata troppo frequentemente e perciò la sua capacità di decidere sarebbe molto inefficiente. Per contro, il principio fondamentale sul quale si basano i sistemi democratici è «la progressiva cessione del potere verso i cittadini». Per ora, ed entro un orizzonte prevedibile, siamo quindi costretti a trovare soluzioni organizzative intermedie fra la massima partecipazione e l’efficienza dei processi decisionali.   È quindi più realistico indicare la volontà collettiva dei Cittadini, Noi Cittadini, e delegare agli organi amministrativi la impostazione dei processi decisionali più democratici possibile per ogni categoria di decisione.   

 

Le provocazioni aggiunte riguardano:

  1. Le Società – Con l’avvento della democrazia, la natura delle relazioni fra cittadini si estende ben oltre i confini nazionali e vi sono decine di migliaia di società-associazioni, governative, miste e non governative, che aiutano le amministrazioni pubbliche a prendere decisioni di ogni tipo. Per esempio sugli standard internazionali come le prese elettriche e i voltaggi, le dimensioni ISO delle viti e dei bulloni, le radiofrequenze e migliaia e migliaia di altri standard. Il ruolo delle Società è sempre di più oltre-confinario e influenzante la vita dei Cittadini i quali orami partecipano ciascuno a molte Società contemporaneamente. Dalla famiglia al partito di riferimento, dalla Società per cui lavorano al Comune, dal club fan-calcistico al circolo dei ciclisti dall’associazione civica alla ONLUS di solidarietà.
  2. La trasparenza – Non è un principio ideologico, come purtroppo tanti intendono; lo scambio di informazioni è lo strumento principe per la cooperazione. La trasparenza non può essere totale per vari motivi. Per efficienza, ad esempio. Non è possibile informare ciascun cittadino con volumi ingestibili di informazioni. È necessario limitare all’essenziale le informazioni per ogni specifica funzione privata o pubblica. Dobbiamo rilevare tuttavia che le amministrazioni pubbliche non eccellono per rendicontazione accountable sul proprio operato. In effetti sarebbe necessario stimolare attività di sorveglianza sull’operato pubblico, via media o altri strumenti. In ogni caso l’obbligo alla trasparenza acountable deve esere un principio costituzionale; il potere non può abusare delle deleghe e degli affidamenti che i cittadini fiduciosi offrono agli enti privati e pubblici, questi ultimi i particolare.
  3. L’impegno individuale – Un’abdicazione troppo ampia verso le PA è troppo comoda per i cittadini. È un alibi per la non-responsabilità individuale. Deve essere chiaro che la Costituzione è un impegno di ciascun cittadino verso tutti i cittadini. Per converso, è troppo facile per le PA trovarsi con un eccessivo potere, non sorvegliato, che le posiziona fuori degli equilibri. L’impegno di ciascuno è il punto di partenza per qualsiasi sistema democratico.
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