# Repubblica e # democrazia non sono la stessa cosa

Repubblica

La parola «Repubblica» indica quella particolare «società», gruppo di persone, che decide di mettere in comune una parte delle proprie risorse individuali per perseguire alcuni obiettivi comuni.  
La Repubblica infatti riguarda le cose: la res (le cose) publica (messe in comune). 
Si presume che i Cittadini abbiano intuito che:
in alcune circostanze è impossibile, o quanto meno improbabile, che un singolo individuo possa perseguire obiettivi sproporzionati rispetto alle sue capacità individuali
l’aggregarsi in società renda possibili obiettivi anche arditi, ne acceleri la realizzazione e riduca i rischi di fallimento.
È evidente che uno dei prerequisiti per l’esistenza della Repubblica è che i partecipanti, i Cittadini, siano sovrani e che conseguentemente abbiano il diritto di trasformare i propri beni come meglio credono (diritto di proprietà).
Sarebbe infatti tutto diverso se invece si trattasse di un’autocrazia dove qualsiasi trasformazione è decisa da un unico sovrano che dispone delle risorse sufficienti per agire, mentre  la partecipazione dei cittadini è passiva (ubbidiscono agli ordini del sovrano).

Per dare senso concreto al concetto di Repubblica, possiamo ricorrere all’analogia del condominio dove ciascuno e proprietario:
• di un appartamento del quale dispone liberamente salvo i limiti imposti dalle regole di convivenza con gli altri
• di una quota delle parti comuni, non metricamente definita (quindi indivisibile). Queste potrebbero essere, ad esempio, le scale, il portone di ingresso allo stabile, gli apparati per l’illuminazione esterna agli appartamenti et similia.

La proprietà implica la responsabilità/diritto di preservare e gestire il patrimonio:
• Per le cose proprie, il cittadino esercita la sua volontà individuale, possibilmente negoziando sugli effetti collaterali di interesse per i vicini.
• Per le cose in comune, i comproprietari adottano metodi collegiali. È necessario sottolineare che ciò vale nelle democrazie, ma non nelle autocrazie dove i diritti/responsabilità sono prevalentemente concentrati al vertice.
Va da sè che il controllo collegiale dei beni in comune implica una parziale, generalmente piccola, cessione della piena sovranità dai singoli alla collegialità. Per le ragioni sopra accennate, si tratta di una conveniente cessione di sovranità.

La governance (amministrazione)
Il patrimonio va amministrato e per amministrarlo è necessario scegliere fra varie forme organizzative; tale scelta è particolarmente critica per la gestione dei beni in comune e per regolare la convivenza fra individui con aspettative diverse. Qui di seguito esemplifichiamo alcuni modelli di amministrazione:
• le monarchie costituzionali (es. UK, Olanda, Paesi scandinavi), che al contrario di quelle autocratiche (potere centralizzato) prevedono ampli gradi di decentramento 

• le repubbliche socialiste nelle quali la maggior parte dei beni sono messi in comune e i cittadini non esprimono le proprie opinioni su provvedimenti specifici, ma si esprimono per approvare o disapprovare gli indirizzi generali proposti dagli amministratori; le disapprovazioni sono, nei fatti, estremamente rare.
• le democrazie dirette, come in Svizzera; i beni in comune sono gestiti, quanto più possibile, dai singoli titolari della proprietà comune e indivisibile che sono bene identificati in specifici gruppi di proprietari
• le democrazie rappresentative, dove l’amministrazione è esercitata tramite complessi organismi e processi decisionali
• le democrazie «presidenziali» dove i cittadini esprimono la loro opinione raramente e solo su indirizzi generali piuttosto generali pur inn presenza di governance multilivello (es. municipality, county, state, federation). In queste forme democratiche, per evitare di scivolare verso forme socialiste e autocratiche, le elezioni sono generalmente frequenti (come negli USA, ogni due anni).

Una possibile conclusione
Il prerequisito per l’esistenza della forma di convivenza chiamata «repubblica» (Res publica) è il diritto individuale di trasformare le parti dell’ambiente di propria influenza. Questo diritto è normalmente chiamato «proprietà».
Non solo, la Repubblica consente agli individui di aggregarsi in «società» che a loro volta hanno di diritto di proprietà collegiale.
La democrazia è il modo di governare la «proprietà», individuale e collegiale, secondo processi decisionali il più possibile decentrati come recita anche la Costituzione italiana.
In termini più generali potremmo ipotizzare che:
• qualsiasi gruppo di cittadini (società) può «aggregarsi in Repubblica», cioè può mettere in comune parte delle risorse individuali
• tali risorse sono dedicate al perseguimento di obiettivi comuni
• la democrazia è uno dei possibili modelli decisionali e di azione per raggiungere gli obiettivi comuni.
Una interpretazione del significato di Repubblica e di democrazia
La Repubblica sembrerebbe perciò l’assemblea delle persone, in questo caso i Cittadini italiani, che hanno la piena sovranità su sè stessi e sulla formanda società «Repubblica Italiana».
In conseguenza si danno la legge fondamentale, la Costituzione, che si impegnano a rispettare, nella quale stabiliscono le regole secondo il modello della democrazia rappresentativa. 

 
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