Definizione
La Treccani ci spiega che il primo significato di immaginario è l’effetto dell’immaginazione e non ha fondamento nella realtà: è l’effetto emotivo di ciò che vediamo.
Non ostante siano passati quasi 2500 anni da quando Platone e Aristotele hanno espresso dubbi sul senso della realtá, non ostante le scoperte delle neuroscienze,
non ostante quelle della regina delle scienze della realtá: la fisica,
non ostante nel 1905 Einstein ci abbia detto e dimostrato che la realtá, e con essa la veritá, dipende dal punto di vista
non ostante, nel 1950, le arti, in questo caso Akira Kurosawa, ci presentino il film Rashomon ispirato da un racconto scritto da un altro giapponese nel 1915
siamo ancora fermi nel credere che la percezione sia subordinata alla realtá.
L’immaginario e l’immaginato hanno un’enorme potenza prevalente su qualsiasi realtá.
Realtá e percezione
La vista è il più veloce generatore di informazioni massive inviate al cervello che le elabora e ne estrae l’espressione della realtà più vera, indubitabile, vista con i propri occhi.
Qualche dubbio su cosa sia la realtà era venuto già agli antichi greci e non solo: ad esempio Siddhartha spiegava che la mente crea mostri paurosi, nel senso che vengono dalla paura e dalle preoccupazioni, i quali sembrano talmente veri da spaventarci davvero.
Per secoli sono mancati gli strumenti logici e tecnologici per dimostrare che la realtà è solo ciò che ciascuno distilla, a suo modo, dal tutto, sconociuto, che ci circonda.
I custodi della veritá
Fino all’arrivo della Scienza, la realtà è stata regolata dai nostri occhi e dai custodi della verità [1]. Tolomeo diceva che la Terra era al centro del cosmo e veniva creduto tanto quanto coloro che asserivano che la peste veniva trasmessa dai miasmi e dai peccati.
Per millenni gli uomini hanno vissuto in un mondo di fake-news, ma con la convinzione che qualche custode della verità fosse in grado di distinguere quelle buone da quelle false.
Sfortunatamente è successo il contrario: da tempo le verità stanno cadendo una a una e i custodi delle verità sono sempre meno creduti, le fake-news dominano più che mai.
Ognuno è padrone della propria opinione e verità, non c’è più nessuno che può negare le verità individuali che oltre tutto sono anche garantite dalla Costituzione nella forma di libertà di opinione.
La conoscenza non é veritá
Nel frattempo, la Scienza avanzava e moltissimi hanno riposto in essa le proprie speranze di verità. Ironia della natura: proprio i sacerdoti della scienza, gli scienziati, sostengono che la Scienza non dice la verità, solo racconta storie probabili che vengono rapidamente sostituite da altre storie più probabili.
La verità scientifica accelerò inesorabilmente fino alla sua caduta verticale quando Einstein spiegò che il tempo è un’illusione e Heisenberg enunciò il principio di indeterminazione.
Si è presentata una nuova speranza quando i neuroscienziati hanno iniziato ad esplorare il funzionamento del sistema decisorio centrale: il cervello. Le notizie però non sono buone, pare stia emergendo che il sistema decisorio centrale tenda a funzionare per sintesi miscelando le percezioni del momento con un modello della realtà costruito dalle esperienze precedenti.
Cosa abbiamo scoperto?
Che la realtà non precede, ma segue il mondo immaginato custodito nel nostro sistema nervoso. Che prendiamo decisioni irrevocabili sulla base di informazioni insufficienti, sulla base di un mondo immaginato dominato dalle percezioni e popolato dai mostri di Siddhartha.
Ci vengono lanciate addosso fake-news così numerose che la sfida del secolo è riconoscerle e distruggerle.
Forse disporre individualmente di un mondo immaginato ben costruito può essere utile.
—— NOTE ——
[1] I custodi della verità sono coloro che si sono proposti o sono stati scelti come interpreti della parola del trascendente: portavoce degli spiriti, sciamani, predicatori, ideologi, pasdaran, guardie rosse o di altri colori, santoni e infinite altre categorie di persone che ritengono di stare fra la terra e il cielo.nel