In italiano non esiste una parola che esprima il concetto di accountability. Molti hanno preso l’abitudine di usarla come vezzoso inglesismo per significare responsabilità. Altri percepiscono che responsabilità e accountability hanno significati non sovrapponibili, ma non riescono a specificare esattamente quali siano. L’ambiguità, come sempre, crea una certa confusione. In questo post cerchiamo di spiegare la differenza
C-LAB tenta di disambiguare in modo da ridurre i malintendimenti e propone i seguenti criteri:
Paradossalmente, la responsabilità sta nel capo e non nell’esecutore che evidentemente non ha responsabilità.
Accountability è una parola essenziale al senso civico. La sua applicazione implica che gli Amministratori Pubblici si assumano il compito di rendere conto, periodicamente, a tutti gli interlocutori attivi nei rispettivi bacini di influenza.
Nel nostro Paese sono rare le occasioni in cui questo accade. Sono però da segnalare molti casi positivi fra i quali la Relazione annuale del governatore della Banca d’Italia e l’inaugurazione dell’anno giudiziario nelle Corti d’Appello. Vi sono anche lodevoli iniziative di qualche Ufficio Periferico dello Stato come ad esempio la Pinacoteca di Brera che pubblica un rendiconto annuale sulle proprie attività.
L’impatto dell’accountability sul funzionamento della comunità è altissimo perchè sollecita una partecipazione attiva alle decisioni delle PA. L’accountability implica l’adozione di comportamenti a vantaggio di tutti, come ironicamente esemplificato nella vignetta nell’incipit.
La responsabilità si limita invece a curare solo gli aspetti nella relazione verticale capo-subordinato.
Un ulteriore elemento distintivo:
– la responsabilitá pone l’enfasi sulla precisa esecuzione delle procedure
– l’accountability pone l’accento sugli effetti, sperabilmente benefici, delle decisioni e delle azioni
Solo la cooperazione di responsabilità e di accountability induce benefici per sé e per gli altri.