# Morale, Etica e Legge

Quasi sinonimi

Tutte e tre le parole separano i comportamenti leciti da quelli illeciti, ma lo fanno in modo diverso.
Per molto tempo le parole morale ed etica sono state sinonimi. L’unica loro differenza stava nella loro origine, latina o greca.
Nel suo percorso evolutivo, la società ha iniziato a percepire la necessità di differenziare il significato di morale e di etica.

Alcuni esempi di pensiero

– Platone diceva: «Il bene è ciò a cui tutto e tutti tendono, certo; ma ognuno ha il suo bene, diverso da quello altrui».
– Secondo Heghel la morale è soggettiva (ciascuno ha la sua), mentre l’etica è oggettiva: l’etica è condivisa fra più persone che così formano un’affinità del sentire.
– Recentemente un alto e autorevole rappresentante della chiesa cattolica si è espresso così: la morale è ciò che è dovuto a Dio e l’etica è ciò che è dovuto agli uomini

Una possibile sintesi pro-tempore

Oggi possiamo provocatoriamente concludere che:
La morale è questione individuale; definisce il rapporto uno-a-uno, di ogni singola persona con il suo trascendente elettivo. La morale è una relazione verticale fra l’alto e il basso. La morale è completa, eterna ed immutabile.
– L’etica riguarda i comportamenti fra due o più persone, orizzontali, che si impegnano a reciprocamente rispettarne alcuni e ad evitarne altri; non tutti, ma solo alcuni. Si tratta di affinità paritetiche, temporane, modificabili nel tempo e riguardano pochi specifici temi.
La Legge è il rapporto formale fra ciascun cittadino e l’amministrazione delle sue società.

Dall’alto o dal basso?

Si tratta di relazioni sociali stratificate che possono essere viste secondo due prospettive opposte:

Dall’alto: la morale prevale su tutto e comprime tutti gli strati in quello della morale. La morale è totalizzante e tende a uniformare la cultura di tutti. A questa prospettiva corrisponde una struttura organizzativa dello Stato autocratica, talvolta ideologica se non addirittura teocratica. In essa non vi è distinzione fra morale, etica e legge. Tutti devono sottostare ai dettami di una morale che discende da un «alto» più spesso trascendente che umano. Il verbo del trascendente è completo, eterno ed immutabile.

Dal basso: la legge prevale su tutti gli altri strati, ma solo entro limitati ambiti; articolati per temi e specifici gruppi umani. Le leggi sono scritte dagli uomini, dai cittadini, non dal trascendente, dall’ideologia o dal Prìncipe. La legge è mutevole, temporanea e si adatta all’evoluzione del contesto. A questa prospettiva corrisponde una struttura organizzativa di tipo democratico. La legge è uguale per tutti. L’etica mantiene la sua forza aggregante di gruppi di persone che si ritengono affini per alcuni caratteristiche ma non per altre. La morale è dei singoli individui. La diversità di etica e di morale sono parte della scontata diversita degli individui in democrazia. La morale e l’etica contribuiscono alla formazione di una legge comune e uguale per tutti.


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