Ciascuno ha diritto di vedere il mondo come crede e di immaginare un futuro a propria misura 

Settant’anni di pratica della democrazia hanno insegnato che le «verità certificate» non erano sempre verità e anche che talvolta le falsità erano invece verità.
Così i certificatori hanno perso credibilità e sono caduti in disgrazia.
Se qualche ottimista ha pensato che finalmente il dubbio, pilastro del metodo scientifico, sarebbe diventato umiltà davanti ai misteri della natura, ebbene ha sbagliato clamorosamente.
Le persone hanno cominciato a credere alle proprie opinioni personali con una fede ancora più radicale di quando credevano nelle verità certificate da altri.
Il dubbio, anzi il terrore del dubbio, spinge le persone a cercare conforto in altre persone con opinioni simili. In fuga dalla responsabilità delle proprie opinioni, si raggruppano in «sette» credenti nelle opinioni condivise all’interno del gruppo (echo chamber).
Il fenomeno era ed è facilitato dalle tecnologie neuro-social. È il luogo dove gli accoliti fanno rimbalzare la stessa credenza, dall’uno all’altro, all’infinito come una litania ipnotica. 

Il diritto di opinione

Con l’arrivo della democrazia è comparso anche il diritto alla libera opinione. Un enorme passo in avanti rispetto al mondo primitivo dove era essenziale, in senso stretto, aderire all’ideologia comune (vietate le opinioni personali).
Il fenomeno delle echo-chamber ha messo in luce che non tutti sono in grado di reggere alla sfida della responsabilità di avere opinioni proprie. Eliminati Principi e sacerdoti dell’unica verità, si è creata una società a fanatiche sette (echo-chamber).
Il diritto alla libera opinione è stato da molti rigettato preferendo invece il caldo nido protettivo dell’uniformità.