# Società: gruppo di persone e/o di società

La Treccani ci offre una definizione di società:
In senso ampio e generico, ogni insieme di individui uniti da rapporti di varia natura e in cui si instaurano forme di cooperazione, collaborazione, divisione dei compiti, che assicurano la sopravvivenza e la riproduzione dell’insieme stesso e dei suoi membri.

Sembra potersi applicare ad ogni gruppo di esseri viventi.
Si potrebbe aggiungere che, in molti casi, i singoli individui ritengono che sia più facile raggiungere i propri obiettivi se uniscono le forze con altri che abbiano obiettivi non uguali, ma almeno coerenti.
Anche se associarsi ad altri è sempre stato rischioso perchè implica un accordo di parziale e reciproca cessione di sovranità. Oltre al rischio che gli accordi non vengano rispettati, ognuno effettivamente riduce le opzioni di manovra individuali. Alcune decisioni, con i conseguenti comportamenti, vengono subordinati alle scelte di un organo coordinatore.
A questo svantaggio però si contrappone un maggiore beneficio: le azioni di gruppo sono più potenti.
L’ottimismo, la fiducia e il rispetto reciproco, la cessione (regolata) di sovranità ad un organo coordinatore sono gli ingredienti fondamentali delle società che funzionano meglio. La rinuncia, nel presente, a parti di sovranità apre all’aspettativa di più grandi benefici futuri e condivisi.

(In)consapevolezza

Gli accordi sono frutto di atti consapevoli, ma per migliaia di anni le società si sono formate semplicemente e inconsapevolmente come conseguenza del maggiore successo della cooperazione rispetto all’agire in solitaria.
Allontanarsi dal gruppo significava aggravare decisamente la probabilità di morire anticipatamente e nel peggiore dei modi. Non è un caso che, in passato, la pena più terribile non fosse la morte, ma l’esilio.
La consapevolezza razionale degli accordi fra individui è invenzione recente. Qualcuno suppone che sia iniziata quando abbiamo concepito, ma forse si può più propriamente dire escogitato, l’idea della scrittura. Da allora, la mente umana ha saputo creare accordi sempre più sofisticati ed efficaci.

La consapevolezza prende corpo nella governance

Gli statuti (accordi fra partecipanti) delle società sono il risultato formalizzato di complesse negoziazioni. Accordi espliciti (negoziati) e ragionevolmente stabili nel tempo (scritti) sono fra i riconoscibili fattori identificativi delle società più avanzate (prospere).     
La democrazia è una delle forme di governo (governance) più recenti e di grande efficacia nel produrre qualità della vita. Nelle dittature, che sono primitive forme di governance, difficilmente si trovano i fattori di cui sopra, come la fiducia reciproca e la stabilità degli accordi fra pari. Vigono altri principi rudimentali come la legge del più forte.
Sebbene non sia chiaro se la democrazia preceda o segua la creazione di benessere, possiamo comunque osservare che il reddito pro-capite delle democrazie è più alto di quello delle dittature.
Nel tempo, anche le dittature tendono a maturare trasformandosi progressivamente in democrazie sempre più evolute. Iniziano con l’auto-definirsi repubbliche e democrazie, che è di per sé il riconoscimento implicito della superiorità della loro efficacia.

Per governare una società serve una società

L’arte del governare richiede metodi e competenze sempre più complessi. L’organo coordinatore prende forma di governance; parola che non si traduce con il termine Esecutivo/Governo; la governance è l’insieme delle istituzioni dedicate al governo dell’intera comunità delle quali l’Esecutivo è solo una parte; una parte di quella società o organo amministrativo che chiamiamo Stato.

La società, che chiamiamo Paese, contiene tutte le persone, il popolo, e i beni che sono entro i confini del territorio italiano. Il Paese Italia è una società che conta 60 milioni di persone circa; più di 3 milioni di queste sono anche parte della società che chiamiamo Stato.

Che significato dare alla parola «società»

In questo sito interpretiamo la parola società nel senso proposto dalla Treccani. Per chi volesse evitare qualsiasi equivoco, si può usare la scarsamente intuitiva espressione «forma sociale».

Società: un concetto ricorsivo

L’attitudine ad aggregarsi si manifesta anche per i Paesi, rappresentati dai rispettivi Stati; già a partire dall’inizio del ‘900 furono fondate associazioni sovra-ordinate e ultra-confinarie, come l’Unione delle Nazioni. Più in avanti presero forma l’ONU e l’Unione Europea.
Anche ciascuno Stato tende ad articolarsi in società sub-ordinate come le regioni e i comuni.
L’intero puzzle è un insieme di entità ricorsive, una dentro l’altra.

Il principio di ricorsività delle società, è applicato, ancor prima di essere capito. I Cittadini tendono intuitivamente ad aggregarsi fra loro per scopi diversi da quelli delle amministrazioni pubbliche. Per esempio si associano, contemporaneamente, a molte altre società, ciascuna delle quali è dedicata ad uno o più interessi di ogni singolo partecipante. La bocciofila, la società industriale o degli industriali del legno, le società di ricerca e infiniti altri raggruppamenti anche ultra-confinari. Al venir meno dello scopo comune, le società si sciolgono o i singoli partecipanti di dissociano.
Al contrario delle dittature che si immaginano perfette ed eterne, nulla è eterno, tutto si trasforma. 

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