# Inflazione e la relatività di Elettro

Tutto cominciò quando Mario Neanderthal e Giuseppe Sapiens scambiarono N pecore con M cammelli. Non se ne resero conto, ma inventarono l’economia che anni dopo alcuni filosofi sintetizzarono con la semplice ed elegante formula fondamentale

N pecore valgono M cammelli.

L’inconsueta particolarità di questa equazione è che non è mai vera salvo quando  Mario e iGiuseppe concordano che sia vera e allora si stringono la mano.

Pecore e cammelli scoprono la relatività dell’inflazione

Ben prima dell’economista Ricardo Mario e Giuseppe avevano capito che i «prezzi» non solo cambiano a seconda della domanda e dell’offerta, ma anche che quando uno scende l’altro sale e viceversa:

  • Se le pecore sono molto richieste, qualsiasi ne sia la ragione, servono meno pecore per avere lo stesso numero di cammelli. In questo caso si dice che il «prezzo delle pecore sale» e questo fenomeno si chiama inflazione.
  • Al contrario se le pecore diventano poco richieste servono molte più pecore per ottenere lo stesso numero di cammelli. Il prezzo delle pecore scende e il fenomeno si chiama deflazione.

In questo esempio cambia il numero delle pecore necessario per comprare lo stesso numero dei cammelli. Ma questo non vuol dire che il prezzo dei cammelli sia rimasto fermo, accade infatti che il pecoraio e il cammelliere vedono lo stesso fenomeno in modo speculare l’uno rispetto all’altro: quando il pecoraio vede salire il prezzo delle pecore simmetricamente il cammelliere vede il prezzo dei cammelli scendere, e viceversa. Fu così che pecorai e cammellieri scoprirono la relatività dell’inflazione e della deflazione che per giunta sembrava loro un concetto talmente banale che non ebbero nemmeno bisogno di dargli un nome diverso da quello di «mercato».

Elettro, il mediatore, facilita gli scambi

Elettro campava combinando matrimoni e altri affari similmente pericolosi, sapeva benissimo come combinarli e come disfarli, il metodo più affidabile consisteva nell’introdurre un terzo (talvolta incomodo), ma più spesso portatore di soddisfazioni di vario genere. Trasferì questa sua speciale competenza nei mercati per intromettersi nella relazione fra pecorai e cammellieri sostenendo di essere il garante degli scambi eseguiti in Talleri. Così l’antica equazione N pecore = M cammelli diventò una fibrillante relazione triangolare:

N pecore = X Talleri

         M cammelli = Y Talleri.

I pecorai e i cammellieri non dovevano negoziare più di tanto, anche perché l’intermediario Elettro portava efficienza negli scambi, per esempio non era più necessario tagliare a pezzi qualche pecora o qualche cammello per calibrare bene il prezzo. Una non secondaria efficienza veniva dal fatto che trasportare Talleri, difenderli in uno scrigno e scambiarli con qualsiasi merce era certamente meno faticoso e più rapido.

I triangoli, la fiducia, un «piccolo» e giusto guadagno

Non si sa se fu lo stesso Elettro a battezzare con il proprio nome la lega di oro e argento con la quale spesso erano fatti i Talleri, ma si sa che parte della sua genialità consisteva nel fatto che non era necessario che i mercanti si fidassero di Elettro, era sufficiente che si fidassero del valore dei Talleri che corrispondeva allo sbarluccicante valore della lega con cui erano fatti. Elettro era davvero un genio: l’essenziale prerequisito di qualsiasi scambio, matrimoni inclusi, è la fiducia reciproca; lui però si era intelligentissimamente posizionato come arbitro terzo e risolutore di controversie rispetto a qualsiasi scambio, la fiducia in Elettro era diventata un assioma indiscutibile.

In ingegneria i triangoli sono molto stabili, ma sono portatori di temporali e tempeste nelle relazioni umane[1]. In questi casi serve qualcuno che porti pace e chi può essere più attrezzato di chi monta le triangolazioni? Elettro è sempre a disposizione non tanto nei rumorosi sporchi e puzzolenti mercati, ma nelle silenziose, beneolenti e sacrali stanze dove si parla invece di spostare pesi. Ad ogni mediazione di successo Elettro il Grande, giustamente si trattiene un compenso espresso con i numeri delle percentuali che sembrano molto piccoli e perciò poco preoccupanti.

Il Tallero si smaterializza e l’equazione torna semplice

Dopo aver convinto l’umanità che le merci si scambiano sempre e solo con i Talleri l’equazione fondamentale tornò ad essere semplice:

N pecore = X Talleri

Naturalmente anche in questa situazione quando le pecore sono meno richieste valgono meno e quindi servono meno Talleri per comprarle (deflazione = i prezzi calano), viceversa quando le pecore sono più richieste i prezzi salgono e servono più Talleri per comprarli (inflazione). Questo però è vero solo quando il valore del Tallero è costante e allora il significato di inflazione e di deflazione si riferisce essenzialmente al «valore intrinseco» delle pecore.

Quel furbacchione di Elettro tuttora cerca di evitare di rispondere alla domanda: chi definisce il valore dei Talleri? Avrebbe dovuto raccontare una verità preoccupante: solo lui può cambiare il valore dei Talleri che non è affatto costante.

Bisogna però dire che i Talleri non si comportano affatto come quei cammelli puzzolenti che abbiamo incontrato all’inizio di questa incredibile storia. Elettro dunque aveva convinto tutti i pecorai e tutti i cammellieri ad usare i Talleri perché valevano tanto quanto il peso di oro e argento della sua famosa lega, ma sul più bello Elettro fece una giravolta e le monete divennero banconote, un pezzo di carta con su un numero con la promessa che l’avrebbe prontamente convertita in oro e argento su richiesta[2].

I Talleri diventano debito ed Elettro diventa il «signore del debito».

In sintesi le pecore rimasero pecore, ma a loro era stato proibito di liberamente puzzare nelle lustratissime stanze delle parole; nel contempo i Talleri erano diventati numeri scritti nei segreti e bellissimi registri di Elettro. Ormai completamente smaterializzati i Talleri non sparirono affatto, al contrario rimasero ben visibili negli estratti conto, nelle fatture, negli incassi e a pensarci bene erano diventati dichiarazioni di debito: fin dall’inizio i Talleri erano stati «prestati» ai mercanti come strumento per facilitare gli scambi, ma rimanevano di proprietà di Elettro il quale poteva cambiarne il valore a suo piacimento. I Talleri erano e sono proprietà di Elettro e sono promesse di restituzione del debito.

Più Talleri ci sono in giro più Elettro ci guadagna.

Nemmeno ad Elettro interessa più avere il forziere pieno di metalli preziosi, ormai non è più un mediatore, è invece un prestatore di «garanzia di pagamento» a tempo pieno. Il debito è il suo «core business», più debito c’è più Talleri sono in circolazione e più Elettro guadagna. Talleri e debito sono la stessa cosa e si chiama massa monetaria in circolazione.

Il Tallero dunque non si comporta come un cammello, per esempio non olet, ma specialmente non nasce e non muore, ma viene prodotto scrivendo un numero o cancellandolo. Quando Elettro si sveglia la mattina, prima di tutto si chiede: oggi quanti Talleri metto in giro (che ormai non vengono nemmeno più stampati ma solo registrati un qualche computer)? La sua tentazione è ovviamente quella di metterne in giro tantissimi (più ce ne sono, più Elettro ci guadagna), ma guardiamo cosa succede:

  1. La sera prima 100 pecore valgono 1000 Talleri
  2. La mattina dopo 100 pecore valgono 1100 Talleri.

Le pecore valgono meno o valgono di più? La risposta è: Nessuna delle due. Sono i Talleri che valgono di meno. All’inizio di questo post abbiamo detto che quando i cammelli, e ora i Talleri, perdono valore, il loro prezzo diminuisce e questa si chiama deflazione. Quel furbacchione di Elettro invece gioca con le parole e quando fa perdere valore al Tallero la chiama comunque inflazione. Che confusione!

Proviamo a sbrogliare gli equivoci riformulando l’equazione fondamentale:

N pecore + inflazione/deflazione intrinseca = X Talleri – Inflazione/deflazione del Tallero.

In definitiva, le pecore cambiano il loro valore in Talleri per l’effetto combinato dell’inflazione sia delle pecore sia del Tallero e quest’ultima deve avere il segno negativo per includere l’inversione del significato di inflazione.

—— NOTE ——

[1] Notare ancora una volta che relatività e relazione hanno la stessa radice.

[2] Una delle buone ragioni di questa giravolta stava nel differenza di rischio fra il perdere una «promessa di pagamento» (la banconota) e perdere il metallo prezioso che Eletro preferiva conservare al sicuro nel suo caveau, qualche malizioso sussurra che lui sorridesse quando venivano perse le banconote. Per i Cittadini invece il vantaggio di tenere in tasca un biglietto con numero non compensava assolutamente, semmai aggravava, il rischio di perdere il pesante argento.

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