#Cittadino: persona fisica

La singola persona (fisica), l’individuo, è l’unità indivisible dell’umanità; ciascuna è unica e diversa da tutte le altre.

Da sudditi a Cittadini

Sono le persone, tutte uguali, appartenenti (posseduti) ad una sola Società di proprietà del Principe da lui governata.
Dopo molti secoli, l’idea di persona è quasi del tutto uscita dall’idea della massa uniforme di persone tutte uguali, appartenenti ad una sola Società di proprietà del Principe, da lui governata. La lingua italiana ancora oggi ricorda tale sudditanza in espressioni come «appartenere all’associazione dei bocciofili». In una prospettiva un po’ più aggiornata sarebbe forse preferibile l’espressione «essere socio/comproprietario dell’associazione dei bocciofili».
Ci è voluto molto tempo perché, progressivamente, una parte delle persone considerate massa uniforme si trasformassero in persone, ciascuna diversa dalle altre. Queste, un poco alla volta e sempre più numerose, si sono espanse nello spazio fra i Prìncipi e il popolo dei tutti indistintamente uguali.
Una grande parte, non ancora maggioritaria, degli esseri umani sono persone, sovrane di sè stesse, che liberamente e volontariamente possono aggregarsi ad una o più società di loro interesse e per una durata di loro scelta.

Questi sono i Cittadini: gli aventi diritti di decisione sulle società alle quali hanno deciso di aderire, per un tempo lungo a loro scelta.

Un campo relazionale che sembra una schiuma

La società umana non è più l’insieme di tante società piramidali, separate l’una dall’altra, ciascuna governata da un Principe e ciascuna sempre in attrito con i confinanti.

Proviamo ad immaginare ogni singola persona al centro di un campo relazionale, di attrazione e di spinta. Un campo nel quale ciascuno è responsabile degli effetti delle proprie azioni e lo è perchè è libero di decidere e di agire. Un campo relazionale che assomiglia ad una schiuma nella quale ciascuna bolla spinge e tira con effetti sulle bolle aderenti, con l’unica auto-limitazione di non rompere le bolle degli altri.
Se rappresentassimo la singola persona come una cellula potremmo pensare il confine fra una cellula e l’altra non sia una separazione, ma una superficie di contatto che trasmette spinte e controspinte che modificano elasticamente la forma complessiva della schiuma-società.

 

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