Come quasi tutti gli ismi, è cosa pericolosa.
Il populismo è un fenomeno tipico delle democrazie e di queste è il nemico numero uno. Un termitaio che divora la democraazia dall’interno facendola crollare su sé stessa.
Il populismo sta nell’analfabetismo funzionale e nelle persone felici di esserlo.
Trasversale a quasi tutti i partiti ed anche alle persone di ogni grado di educazione.
Peggio ancora è il popelitismo. Ci si aspetta che il populismo venga dalle masse, invece no: è un movimento generato dalle elite. Provate ad elencare i campioni del populismo e scoprirete che sono tutti parte delle cosiddette elite.
Spaziando fuori dell’Italia, guardate dove sono i nuovi templi del populismo e quali sono i loro leader.
I populisti sono largamente presenti in quasi tutti i partiti, in tutte la fasce sociali e non sono consapevoli di esserlo; hanno tutti una caratteristica comune: sono felici di essere finalmente presi in considerazione (ascoltati) da qualcuno. Soffrono di una forma di narcisismo che qualcuno definirebbe sindrome di Dunning-Kruger (*).
Per questo sono (facilmente) manipolabili ed infatti sono manipolati da quei popelitisti consapevoli che padroneggiano le tecniche di manipolazione.
Ecco un articolo di Panebianco che descrive il fenomeno con efficacia.
Un’altra caratteristica dei populisti è l’antifrasi, il linguaggio che contrappone, a significati rovesciati, le elite «corrotte» al popolo «puro». Ovviamente i popelitisti non si considerano «elite corrotte», ma sono «illuminati» che operano per il puro bene del popolo contro le vere elite corrotte.
Il populismo non è di destra né di sinistra, sono entrambi contro la democrazia. Qui alcuni esempi di elementi comuni che uniscono i populisti di destra e di sinistra:
Non votate i populisti.
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(*) L’effetto (o sindrome) di Dunning-Kruger è una distorsione cognitiva per cui le persone con competenza, tanta o poca, in un campo sovrastimano le proprie capacità in tutti gli altri campi. Chi ne è affetto non sa di non sapere: manca della consapevolezza metacognitiva, manca di un metodo consapevole per riconoscere i propri errori e la reale complessità della materia. L’ingiustificata superiore autostima, proietta un’elevata energia sugli interlocutori che invece sono consapevoli della complessità, sono prudenti e dubitano di avere una risposta certa e duratura.