Il #conflitto di interessi a noi piace

Il conflitto di interessi si risolve negoziando. È la convergenza di interessi che desta qualche preoccupazione.

In democrazia i Cittadini sono tutti diversi fra loro e sovrani. Come riescano a vivere bene insieme è il miracolo organizzativo delle Costituzioni-liberali [1].
La legge di riferimento regola pochi comportamenti fondamentali e lascia che ciascun ulteriore aggregato sociale (Società) regoli propri comportamenti subordinati, quelli che i «soci» decidono di adottare. Alla fine, le singole persone amano comportarsi secondo i gradi di libertà individuale residua.

? cos? che persone del tutto diverse fra loro possono avere la libert? di scegliere con chi stare sulla base degli interessi di ciascuno. Di pi?, ciascuno condivide con altri alcuni dei propri interessi dando vita e partecipando a pi? comunit? contemporaneamente; ciascuna di esse sviluppa uno o pi? interessi di ciascun partecipante, ma difficilmente una sola comunit? si prende cura di tutti gli interessi di un solo individuo e viceversa, difficilmente uno individuo soddisfa tutti i suoi interessi entro una sola comunit?.

In conclusione gli interessi complessivi di una singola persona non possono che essere in conflitto con almeno uno dei comportamenti delle altre persone.

Dobbiamo per? riconoscere che persistono situazioni in cui gli individui sono o costretti o scelgono di riconoscersi completamente in una sola societ? nella quale quasi tutti i comportamenti sono finemente regolati da un potere centralizzato e sacrale. Noi Europei che siamo appena usciti dalle tragedie del secolo degli psicopatici, sappiamo bene cosa + successo in quelle comunit? e continuiamo a vederlo in quelle che non ne sono ancora uscite.

Il significato di conflitto si interessi ? stato rovesciato di centottantagradi ed ? ora un beneficio per la societ?. Le diversit? sono motore di innovazione e di benestare. Il conflitto di interessi non ? pi? occasione di scontro, tantomeno violento. Ma ? occasione di tollerante e arricchente scambio.

Il riconoscimento della diversit?, e del conflitto di interesse che ne deriva, ? alla base della soddisfazione anche emotivamente entusiasmante di far convergere le diversit?. Tutto felicemente converge nelle diversit?. Ma ? anche purtroppo vero che, quando non si converge, il conflitto si fa serio e talvolta duro fino alla violenza, con tristezza.

Quindi va bene sia il conflitto di interesse sia la convergenza di interesse?

Come quasi sempre: ni.

Abbiamo gi? detto che quando il conflitto si interesse ? insanabile, porta male e sofferenza. Per fortuna prevale il conflitto di interesse sanabile e generatore di grandi sentimenti positivi, cooperativi, felici che traducono il conflitto in convergenza felice.

Ci sono purtroppo convergenze assai perniciose: quelle che mettono d?accordo gli interessi di alcuni contro gli interessi degli altri. Sono queste le convergenze di interessi che vanno ostacolate, ridotte all? improduttivit?. Delle convergenze, di queste convergenze, si deve temere e non del conflitto di interesse che quanto meno tende ad essere palese.

Certi tipi di convergenze di interesse preoccupano.

Il mafioso che ricatta il negoziante costringendolo a pagare il pizzo, ? una convergenza di interessi, se vogliamo forzosa e pericolosa per il negoziante, ma specialmente per gli altri che presto saranno sopraffatti dalla prepotenza di pochi sui tanti. In termini econotecnici queste convergenza che generano effetti sulle parti non direttamente coinvolte si chiamano ?esternalit??.

Pi? strisciante ? la convergenza di interessi ?soft? nella quale nessuno ? ricattato, ma i portatori di interessi convergenti trovano il loro tornaconto nelle ?esternalit?? negative cio? nell?estrarre risorse dalle tasche dei terzi non coinvolti (spesso i pi? impreparati). Qui sta la determinata battaglia delle democrazie liberali: nella continua riduzione delle eternalit? negative, delle convergenze di interesse a danno dei Cittadini.

Uno dei principi caratterizzanti delle democrazie liberali ? che ogni cambiamento deve produrre benefici per tutti i partecipanti, o quantomeno non deve produrre danni non risarcibili a nessuno. L?applicazione di questo principio ? complicata perch? dipende da due fattori molto incerti:

  1. manchiamo di un algoritmo, di un metodo di calcolo, che consenta di individuare chi ci guadagna e chi ci perde
  2. le negoziazioni fra le parti son necessariamente complesse.

Ma pi? di tutto manca la consapevolezza civica che se non si riesce a trovare un compromesso equo sul cambiamento non resta che uno status quo litigioso, immobile, inefficace, declinante.

Ben venga invece l?enfasi positiva e crescente sul conflitto di interessi. Assistiamo in questi giorni a proposte e sperimentazioni sul sistema fiscale che pone fornitore e cliente in conflitto di interesse sull?emissione degli scontrini e delle fatture. La convergenza ad esternalit? negativa esiste perch? vi ? una ovvia convergenza di interesse fra fornitore e cliente nel evitare di pagare (entrambi) costi addizionali (le tasse). Il conflitto di interesse invece facilita comportamenti fiscali civici, cio? a favore di tutti, ma necessariamente non dei due coinvolti. Come si fa a superare quest?ultima barriera alla convenienza generale? Non vi ? che una soluzione: che l?arbitro (lo Stato) giochi pulito, che gli Amministratori Pubblici non siano parte attiva di convergenze di interesse personali e di categoria, che tenga per s? il minimo (massima efficienza trasparentemente dimostrata), che fornisca servizi veri e non fittizi come la RAI.

=========== NOTE ==========

[1] Le Costituzioni liberali non sono una categoria politica, ma sono una categoria organizzativa. Negli ultimi due tre secoli sono state sperimentate diverse forme di Costituzioni, nei regni costituzionali, in forma di Costituzioni socialiste o comuniste, mentre ora si affacciano tentativi di democrazie dirette. Statisticamente parlando, nel presente la maggioranza delle popolazioni aspira alle Democrazie liberali. Alcune forme di democrazia non si sono dimostrate adeguate e non hanno resistito (Es. il comunismo) mentre altre, quelle dirette, non hanno ancora dimostrato di funzionare meglio con l’esclusione della Svizzera che sembra essere il migliore esempio di democrazia diretta. 

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