Debito pubblico … e dazi

  • Il Debito Pubblico non ha quasi nulla a che fare con il disavanzo commerciale.
  • Il debito pubblico è di chi lo fa, non si possono accusare gli altri per il proprio elevato debito.
  • La tassazione non è sufficiente in volume, ma anche nel mix della sua allocazione.
  • Il disavanzo è creato da insufficiente capacità concorrenziale globale.

Il debito è una questione relazionale. Quando un individuo, un’impresa, un ente, un’Amministrazione Pubblica spende più di quanto ha, può chiedere soldi in prestito a qualcun altro. Qui si forma il debito.

Interpretazione morale
Molte culture ritengono che spendere più di quanto si abbia e fare prestiti, peggio se con interessi, siano comportamenti gravemente asociali. Per loro è una questione morale.

Interpretazione secolare
Nel nostro mondo secolare e democratico, possiamo forse permetterci un ragionamento più pragmatico; il debito è:

  • Buono, quando non supera, in generale, il 50/60 % dei ricavi annuali. In questi casi il debito facilita investimenti che in futuro renderanno più di quanto speso.
  • Cattivo, quando supera le percentuali di cui sopra senza la ragionevole possibilità che sia restituito.
 

Comportamenti contrari al benessere dei Cittadini
Sorge una domanda: perché mai una Pubblica Amministrazione (PA) dovrebbe fare debiti, oltretutto con soldi non suoi, cioè quelli affidateli dai Cittadini? Superando inoltre i limiti sia morali sia di prudenza?

Perché le PA spendono così sproporzionatamente?
Perché glielo chiedono i Cittadini i quali esagerano. Le PA, che «amano» troppo i loro Cittadini, non sono capaci di resistere alle loro infantili richieste.

Perché le PA non incassano abbastanza da coprire i costi?
Sempre perché «amano» troppo i Cittadini che non gradiscono di essere tassati.

Esistono rimedi?
In democrazia, la governance può procedere solo con decisioni che raccolgono sufficiente consenso che fin troppo spesso assomiglia molto ad uno scambio elettorale. È il lato oscuro della ricerca del consenso.
Non sono ancora stati trovati rimedi a questo effetto collaterale della democrazia, forse non c’è nemmeno tanto entusiasmo per cercarli. 

La crescita esagerata del debito è quasi sempre causa di collassi o di guerre, come nel caso dell’URSS o delle due guerre mondiali. Dovrebbe essere sufficiente per ricordarci di stare alla larga dal troppo debito. Invece eccoci qui, coinvolti in una improvvida guerra dei dazi.

I dazi sono una soluzione?
I dazi sono una tassa che lo ~Stato impone ai propri Cittadini per disincentivarli ad acquistare prodotti e servizi dall’estero.
Se i dazi sono abbastanza elevati, tali importazioni non si concretizzano e perciò i dazi/tasse all’importazione non producono volumi fiscali sufficienti per ridurre il debito pubblico (obiettivo dichiarato dagli impositori di dazi).

… e il disavanzo commerciale?
Il disavanzo commerciale resta tale e quale o probabilmente peggiora perché la competizione economica premia i prodotti sulla base del rapporto prezzo/prestazioni. Se questo rapporto già ora è negativo (c’è un enorme disavanzo) è destinato a peggiorare perché i componenti che entrano nei prodotti interni costano di piú peggiorando ulteriormente il rapporoto prezzo/prestazioni. Esempio: difficilmente un’auto americana viene acquistata in Europa; non per i dazi, ma perché spesso non è adatta alle strade, alle città europee e al costo dei carburanti.

Debito pubblico e disavanzo commerciale
Il disavanzo commerciale non ha quasi nulla a che fare con il debito pubblico, ma è il sintomo di una socio-economia che non riesce a competere. Peggiorata anche dal fatto che i prodotti distintivi USA sfuggono alla tassazione interna, specialmente quando sono esportati. Il che non aiuta ad abbassare il debito pubblico. Inoltre, non protetti nelle loro parti più distintive, vengono subito copiati dalla Cina e dagli altri Paesi copiatori

Incompetenza e visione
Chi vuole i dazi è un incompetente e lavora contro gli interessi dei propri Cittadini.

L’Europa cerca di abbasare le barriere che ostacolano la libera circolazione delle merci; anche se c’e  ancora tantissimo da fare, la direzione è quella. Altri hanno scelto la strada suicida in direzione dell’autarchia, ben noto disastro socio-economico.

In sintesi

  • Il Debito Pubblico non ha quasi nulla a che fare con il disavanzo commerciali
  • Il debito pubblico è di chi lo fa, non si possono accusare gli altri per il proprio elevato debito.
  • La tassazione non è sufficiente in volume, ma anche nel mix della sua allocazione.
  • Il disavanzo è creato da insufficiente capacità concorrenziale globale.
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