Governance: un’ingannevole italianizzazione

In sintesi

Governance è una parola inglese il cui significato potrebbe essere: il metodo e la struttura organizzativa con la quale si articolano i processi di comando e controllo di una società
In italiano il Governo è solo il quarto dei poteri dello Stato; è preceduto dal Presidente della Repubblica e dai due presidenti di Senato e Camera.
La traduzione di governance in governo è perciò errata; il governo è solo una parte della governance e nemmeno la più importante.

La complessità della democrazia

La complessità del funzionamento della democrazia facilita decisioni a vantaggio di tutti, e non solo del Pìncipe e dei suoi immediati sottoposti. Ma la forza della democrazia non sta nel governo del popolo, ma nella sua capacità di flessibilmente adattarsi all’evoluzione del contesto.
Per contro, le lentezze e le incertezze delle democrazie possono portarle all’autodistruzione. È già successo molte volte e può facilmente succedere ancora.
Le democrazie possono sopravvivere solo se sono più efficaci ed efficienti delle tirannie.

La Società che chiamiamo Stato

La Costituzione Italiana definisce bene i vertici della governance dello Stato:

  1. Il Presidente della Repubblica
  2. Il Presidente del Senato
  3. Il Presidente della Camera
  4. Il Presidente del Consiglio dei Ministri, brevemente l’Esecutivo.


Da questo si evince che la traduzione «governance = governo» è errata perchè in Italia il governo è solo una parte della governance.
Inoltre i quattro poteri principali sono accompagnati ed integrati, nella conduzione di parti e di funzioni dello Stato, dagli enti costituzionalmente indipendenti (quali le amministrazioni locali), le authorities ed altre entità con specifiche missioni.
Un principio essenziale per il funzionamento della democrazia è la ricerca pacifica del punto di equilibrio fra poteri con interessi divergenti.

Esecutivo

L’Esecutivo non è un organo elettivo ma nominato dagli altri poteri dello Stato. Inoltre, l’indicazione della Costituzione è che i Ministri vengano scelti, non fra le fila dei parlamentari (come invece viene preferito dal Parlamento) ma fra gli esperti delle materie sulle quali devono prendere decisioni di gestione. I ministri dovrebbero essere quei tanto osteggiati «Ministri tecnici» che vengono dalle competenze dei mondi imprenditoriale, professionale ed accademico.
A causa di questa anomalia, è perciò corretto parlare di «aspirazione alla democrazia» invece di democrazia compiuta.

Legislativo  

In tutte le democrazie, la maggior parte delle proposte di legge viene prodotta dall’Esecutivo.
Sebbene la Costituzione indichi che praticamente tutti i Cittadini e le loro società possono presentare proposte di legge. Tale pratica è osteggiata dal Parlamento che tenta sistematicamente di ostacolare la partecipazione dei Cittadini e delle loro società alle decisioni. L’esempio forse più rilevante di questa pratica poco democratica sono i referendum che si posso convocare solo entro stringenti griglie di «presentabilità»; quei pochi che passano le griglie sono prevalentemente quelli di carattere consultivo. L’effetto dell’azione consultiva è poi quasi sempre annullato dall’indifferenza governativa/parlamentare o da altri rallentamenti estremi.
Anche il Parlamento può e deve lanciare proposte di legge, ma la sostanza del potere legislativo è modificare/approvare/disapprovare le proposte di legge. Il Parlamento è l’unico organo della governance che può esercitare questa funzione.

Tirannia

Il modello della governance tirannica è invece molto più semplice e prevede:

  1. Un capo al vertice, senza vincoli di alcun tipo. Ciò che dice il tiranno deve essere eseguito.
  2. Gli organi parlamentari, se esistono, sono solo consultivi. Non esistono elezioni se non per confermare ciò che il tiranno vuole.
  3. Non esistono organismi indipendenti, tutti riportano al tiranno, prima fra tutti amministrazione della giustizia.

È evidente che la tirannia e più efficace ed veloce di qualsiasi democrazia; però i sudditi vivono peggio dei cittadini delle democrazie. Non è un’affermazione apodittica, è nella statistica del PIL procapite e degli indicatori di qualità della vita OCSE (BetterLifeIndex) e ONU (SDGs). Le democrazie producono più pil-procapite, meglio distribuito..

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