~Stato

Lo ~Stato italiano è la Società, delegata dai Cittadini Italiani attraverso la Repubblica, ad amministrare e regolare:

  • i beni messi in comune dalle Società e dai Cittadini, italiani e non, che si trovano sul territorio italiano
  • i comportamenti delle Società e dei Cittadini, italiani e non, che si trovano sul territorio italiano
  • i rapporti delle Società italiane e dei Cittadini italiani con i Cittadini e le Società degli altri ~Paesi

Lo ~Stato quindi NON siamo noi Cittadini, lo ~Stato è l’organo amministrativo della Società che chiamiamo ~Paese (territorio, persone, beni, istituzioni come il Diritto).
Il dominio d’azione, giurisdizione, dello ~Stato è il territorio italiano. La giurisdizione si estende oltre i confini nazionali solamente nei casi concordati con gli altri ~Paesi.

[Art. 5, Art. 7]
Citazioni [Art. 5, Art. 7, Art. 8, Art. 9, Art. 11, Art. 28, Art. 33,  Art. 38, Art. 42, Art. 43. Art. 81. Art. 87. Art. 100, Art. 103. Art. 114, Art. 116, Art. 117, Art. 118, Art. 119, Art. 127. Art 134]

 

In sintesi

Lo ~Stato italiano è la Società, delegata dai Cittadini Italiani (La Repubblica), ad amministrare e regolare:

  • i beni messi in comune dalle Società e dai Cittadini, italiani e non, che si trovano sul territorio italiano
  • i comportamenti delle Società e dei Cittadini, italiani e non, che si trovano sul territorio italiano
  • i rapporti delle Società italiane e dei Cittadini italiani con i Cittadini e le Società degli altri ~Paesi.
 

Lo ~Stato NON siamo noi Cittadini, lo ~Stato è l’organo amministrativo della Società che chiamiamo ~Paese (territorio, persone, beni, istituzioni come il Diritto).
Il dominio d’azione, giurisdizione, dello ~Stato è il territorio italiano. La giurisdizione si estende oltre i confini nazionali solamente nei casi concordati con gli altri ~Paesi.

Lo Stato primitivo ed autocratico

La Treccani ci dice: «… il concetto e il termine stesso di ~Stato sono relativi a una particolare strutturazione del potere politico … che si forma e si evolve … a partire grosso modo dal 16° secolo. Nulla di veramente paragonabile a ciò che definiamo comunemente come ~Stato è possibile rinvenire in epoche precedenti…».

Fino alla seconda guerra mondiale, la forma prevalente di governo piú diffusa era autocratica (vedere le differenze fra democrazia e autocrazia). Una decade dopo quello sconquasso mondiale, almeno 150 ~Stati si erano giá dichiarati «democrazie» (Il che non implica che lo fossero davvero).

Democrazia: progressiva cessione del potere

La progressiva cessione del potere, che oggi chiamiamo democrazia, iniziò con la Magna Carta (1215), molti secoli prima che nel resto del Mondo. Inspiegabilmente la più che millenaria Serenissima Repubblica di Venezia non viene indicata fra i primi solidi e duraturi esempi di democrazia.
L’evoluzione della democrazia è stata così lenta che i primi Paesi che l’hanno adottata, nel Nord Europa, non hanno mai sentito la necessità di cambiare nome alla loro forma di governo che in molti casi si chiama ancora «regno».

We the People

Dopo la Magna Charta, e prima della rivoluzione francese, vennero gli Stati Uniti che «ignominiosamente», secondo i regnanti inglesi, e sovranamente secondo i nord-americani, affermarono: «noi, il popolo, …. ordiniamo e stabiliamo la Costituzione degli Stati Uniti d’America».
Gli inglesi guardavano alla sovranità del popolo con irritata altezzosità, ma il gonfiarsi dei loro portafogli fece loro superare l’imbarazzo a proposito della rule of law secondo il principio di uguaglianza del diritto per tutti.
Da allora molte Costituzioni propongono un incipit dal significato comune: noi Cittadini ci riuniamo in assemblea per regolare i rapporti fra di noi e con gli altri ….

L’individuo e i Diritti umani

In Europa, i governi autocratici che si opposero all’evoluzione verso la democrazia vennero spazzati via sanguinosamente in un susseguirsi di rivoluzioni e guerre fino alla parossistica seconda guerra mondiale.
Quelli che non ebbero paura di cambiare un po’ alla volta hanno ancora il loro sovrani, ma ormai il vero sovrano é il popolo.
La forma di governo democratica venne adottata da tutti i ~Paesi nell’Europa occidentale. Il confine fra l’Europa democratica e la dittatura sovietica prese forma concreta nella tragica «cortina di ferro».
Da quel momento i Paesi europei, insieme a molti altri Paesi simili per forma di governo, vivono un lungo periodo di pace.
Nell’immediato dopoguerra 58 sui 200 Paesi circa parte della neonata ONU, aderirono alla Dichiarazione Universale dei Diritti Umani. Gli ~Stati che parteciparono al progetto di stesura della Carta, due votarono contro (Yemen e Honduras), 10 si astennero (Arabia Saudita, Bielorussia, Cecoslovacchia, Jugoslavia, Polonia, Unione Sovietica, Sudafrica e Ucraina.). Alcuni di questi in seguito collassarono e si frammentarono: Cecoslovacchia, Jugoslavia, Unione Sovietica. Ancora resistono con il loro sistema autocratico i soli Arabia Saudita e Bielorussia. Bisogna riconoscere però che alcuni governi, sottoscrittori per compiacenza, non sono esattamente dei fieri fautori dei Diritti Umani.

Dei 30 articoli della Dichiarazione, 29 iniziano con la parola «individuo», attore sovrano dei propri diritti; solo l’ultimo articolo ha per soggetto gli enti collettivi e vuole ribadire che: nessuno ~Stato o organizzazione può prevalere sui diritti dei singoli individui. L’individuo (il singolo Cittadino) finalmente si è smarcato, almeno nei princìpi, dal retaggio di dover rispondere al Principe.

Lo ~Stato e la Costituzione

All’uscita dalla seconda guerra mondiale anche gli italiani si dotarono della legge fondamentale: la Costituzione.
In alcuni Paesi, i Cittadini affermano con la loro Costituzione di voler facilitare ciascuno nella ricerca della propria felicità e benessere nei modi che preferiscono.
Purtroppo nella Costituzione Italiana non sono del tutto chiari gli obiettivi, anche se vi si intravvede una sorta di visione per il futuro del Paese. 
Molto chiaramente, invece, i Cittadini con la Costituzione fondano quella società che chiamiamo lo ~Stato Italiano alla quale affidano il compito di facilitare il progressivo miglioramento della qualità della vita delle persone sul proprio territorio (il popolo), anche cooperando con gli altri ~Paesi aventi lo stesso scopo.

Rileggendo la Costituzione vediamo emergere alcuni aspetti, talvolta sorprendenti per un lettore dei nostri giorni. Per esempio:

  1. I Cittadini Italiani: restano sullo sfondo, sono citati poche volte e talvolta come persone subordinate che «devono» e non come persone che «dispongono».
    Manca peraltro una definizione iniziale che chiarisca cosa sono i Cittadini. Abbiamo provocatoriamente provveduto proponendo la Premessa «1-I Cittadini».
  2. La Repubblica: Non è chiaro cosa sia anche se è la più citata società collettiva. La Repubblica appare molto importante sia perchè la legge fondamentale si chiama «Costituzione della Repubblica Italiana» sia perchè frequentemente dispone, afferma, garantisce, rimuove ostacoli e agisce. È attore assolutamente primario; si intuisce che la Repubblica è l’«assemblea dei Cittadini Italiani», ma non è mai messo in chiaro cosa effettivamente sia. Appare sovrana su tutto, anche sui Cittadini stessi. Anche in questo caso provocatoriamente abbiamo proposta una definizione univoca nella Premessa: «2-La Repubblica». 
  3. Italia: Mentre l’aggettivo «italiano» è molto frequente, la parola Italia è citata solo due volte, la prima delle quali sta nel famosissimo Art. 1: «L’Italia è una Repubblica…». Se così fosse, sarebbe però il soggetto/attore chiave della Costituzione e sinonimo di Repubblica. Scorrendo la Costituzione con gli occhi del presente sembra però preferibile l’interpretazione di Italia come territorio e perciò giurisdizione della Costituzione. Un territorio entro i cui confini, la Costituzione agisce e si applica. 
  4. Lo ~Stato: Lo ~Stato, di cui non sono esplicitamente specificati il ruolo, il compito e l’ambito d’azione, è pochissimo citato e qui riprendiamo le «comparizioni»  più rilevanti:
    1. la prima volta all’Art.5 dal quale capiamo che i servizi dello Stato devono essere gestiti nel più ampio decentramento amministrativo. Si presume che il criterio sia quello di recuperare terreno su chi già da molto tempo ha iniziato un percorso di progressiva cessione del potere.
    2. Poi più nulla fino all’Art.28 dove si chiarisce che lo ~Stato ha dipendenti e funzionari pubblici. Tutto questo dovrebbe bastare a qualificare lo ~Stato come una società organizzata con lo scopo di fornire servizi ai Cittadini, italiani e non.
    3. All’Art.81 viene chiarito che le Camere devono approvare il bilancio dello Stato, quindi ne fanno parte e hanno il più elevato ruolo di decisione.
    4. All’Art.87 il Presidente della Repubblica, che è anche il capo dello ~Stato, nomina i funzionari che si presume includano anche i ministri (amministratori) dell’Esecutivo e infatti all’Art.92 il Presidente nomina il Governo della Repubblica (altrimenti detto Esecutivo). Qui potrebbe venire il dubbio che la Repubblica e lo ~Stato siano la stessa cosa, ma non è così.
    5. La Sezione II, dedicata alla Pubblica Amministrazione, contiene due soli articoli il cui numero e contenuto stona con le complessità dei compiti e di una così grande organizzazione. Probabilmente ciò accade perchè il ruolo della Pubblica Amministrazione è in realtà parcellizzato e descritto lungo tutto il testo che non segue una logica organizzativa, ma sembra rispondere ad una logica di tipo giuridico (diritti e doveri). All’Art. 98 si lascia intendere che anche i Parlamentari sono parte della società di Pubblica Amministrazione che chiamiamo ~Stato.
    6. All’Art.114 viene rimosso il dubbio che era emerso all’Art.92: la Repubblica è costituita dai Comuni, dalle Province, dalle Città Metropolitane, dalle Regioni e dallo ~Stato. Pur rimanendo una certa confusione su cosa sia la Repubblica, è qui chiarissimo che lo ~Stato è solo una delle Pubbliche Amministrazioni. Da questo si deduce che i Cittadini non sono parte dello Stato (a parziale smentita della famosa e male interpretata frase lo «~Stato siamo noi»). Da questo articolo in poi la Costituzione cita lo ~Stato molte volte perchè tratta dei rapporti fra le Regioni e lo ~Stato che è ormai acclarato essere l’organo amministrativo e regolatore che risponde alla Repubblica, cioè all’Assemblea dei Cittadini, organismo che non c’è a meno di ritenere che i deputati rappresentino i Cittadini. Non i Senatori che, secondo i costituenti, avrebbero dovuto rappresentare i territori.

 

Conclusioni

Esplorando la Costituzione e la Storia abbiamo forse distillato un concetto secondo il quale le democrazie che funzionano meglio sono quelle che cedono progressivamente il potere, dai vertici ai Cittadini, senza sobbalzi troppo grandi per evitare strappi e discontinuità violente e distruttive.

È possibile che la frase «lo ~Stato siamo noi» sia stata maliziosamente manipolata ad arte da qualche interesse politico, mancando di rispetto a Calamandrei. È in uno dei suoi discorsi che si rivolse ai parlamentari richiamandoli al ruolo «di essere lo ~Stato» e di non essere abbastanza solleciti nel realizzare il futuro delineato nella Costituzione. Si rivolgeva ai parlamentari e non ai Cittadini.

Lo ~Stato NON siamo noi Cittadini.

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