In sintesi
- Il Diritto esiste solo in democrazia. In altre forme di governance il diritto è l’espressione della volontà del tiranno. É essenzialmente un comando ai sudditi.
- Il Diritto è un insieme di regole di convivenza concordate a maggioranza fra Cittadini che tutti si impegnano a rispettare.
- Il Diritto è costruito in modo che le parti si scambino benefici equamente distribuiti.
- Il Diritto esiste solo se è applicato. Se non è applicato, ma solamente dichiarato, non é un diritto, è un’aspirazione.
- L’applicazione del diritto, trasformazione di un’idea in fatto compiuto, si concretizza prevalentemente attraverso due strumenti organizzativi:
- L’Amministrazione della Giustizia che determina, caso per caso, se il diritto é o non é rispettato e il quale misura.
- La forza che protegge i Cittadini da coloro che non rispettano gli accordi. É la forza che, a seconda dei casi, esercita deterrenza, reprimenda o obbligo. In italiano non sembra esistere una espressione efficace come «law enforcement».
Esistono molti tipi di diritti
Nello sforzo di semplificare e disambiguare, osserviamo che esistono molti tipi di diritti. Molti dei quali, per il nostro scopo, non sono diritti effettivi. Alcuni esempi:
- Diritti fondamentali dell’uomo – Non sono veramente diritti, anche perché mancano del Tribunale che giudica e della forza che protegge i Cittadini dagli abusi. Spesso vengono chiamati «Diritti inviolabili dell’uomo».
La nostra costituzione afferma (Articolo 2): “La Repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell’uomo …). Pur apprezzando l’enfasi romantica e motivazionale del linguaggio costituzionale, in termini concreti la frase potrebbe essere pragmaticamente letta come: «La Repubblica recepisce i principi della governance democratica e li traduce in diritti effettivi esercitati nella vita quotidiana, che sono tali perché giudicati dai tribunali e protetti dalle forze dell’ordine.
I Diritti fondamentali o inviolabili sono piuttosto aspirazioni che nel tempo si traducono, parzialmente e progressivamente, in diritti effettivi.
- Diritto internazionale – Anche questo é un diritto che non esiste quando non é chiaro quale tribuanle arbitra e quali forze proteggono i Cittadini dagli abusi. Il Diritto Internazionale é formato da un grande numero di accordi interstatali ai quali aderiscono alcune coppie di ~Stati. Sono contratti spesso custoditi da entitá sovranazionali come il WTO (World trade Organization) che peró hanno limitatissimi mezzi di giudizio e di «law enforcement».
- Diritto naturale – La distinzione fra diritto naturale e diritto positivo trae origine dalla teoria filosofico-giuridica chiamata Giusnaturalismo. Questa afferma che il diritto naturale pre-esiste ed é congenito negli esseri umani. Anche in questo caso non esiste un tribunale e tantomeno una forza che fa rispettare tale diritto. Inoltre sembra che il diritto naturale preceda il diritto effettivo a causa della sua origine sovraumana; cioé azzoppa la sovranitá dei Cittadini. Forse é il riflesso del sentire delle societá non ancora libere dalla cultura verticistica precedente alla democrazia; in quei contesti alcuni «diritti» sembravano discendere direttamente da principi morali trascendenti, anzi discendenti dall’alto verso il basso. Ai nostri giorni quest’idea sembra perdere consenso anche perché la morale collettiva cambia nel tempo insieme all’evoluzione di ciascuna societá umana; perde perció le caratteristiche di eternitá, imutabilitá e trascendenza. La categoria dei diritti naturali non é necessaria e talvolta éconfondente. La Costituzione progressivamente traduce i diritti naturali (le propensioni morali dei Cittadini) in diritto positivo.
- Diritto positivo – Sebbe sia una terminologia collegata alla teoria del giusnaturalismo, si tratta di un diritto deciso dagli uomini, giudicato dall’Ammistrazione della Giustizia e protetto dalle «forze dell’ordine». É un Diritto effettivo. L’unico diritto effettivo perché concordato fra i partecipanti alla societá ed esercitabile nella pratica quotidiana.