# Trasformazione: nulla si crea, nulla si distrugge, incessantemente tutto si trasforma

Nulla si crea, nulla si distrugge, tutto si trasforma (Anassagora, VI sec. a.c.).

 

Incessantemente.
La trasformazione è l’essenza stessa dell’Universo.
Nulla è fermo.
Qualsiasi cosa, animata o inanimata, passa compulsivamente dallo stato A allo stato B, quasi senza pause.
Ogni particella, atomo, molecola, macigno, cellula, organismo, gruppo di organismi, a seconda della sua natura, si lancia verso lo stato successivo.
Molti interrogativi sono ancora aperti su queste affermazioni; tuttavia, secondo il metodo scientifico, possiamo ritenerle talmente probabili da essere considerate «vere», fino a prova contraria.

Il modello della trasformazione
Apparentemente tutte le possibili trasformazioni avvengono secondo un unico modello
La cellula

L’ovale più grande è corpo della «cellula». Questa è, contiene, il motore della trasformazione (il vortice multicolore).

I materiali

All’interno della cellula vi sono altri due corpi ovali. Quello con lo sfondo grigio, la «riserva di elementi», che contiene i semilavorati, le materie prime, l’energia e altri necessari alla trasformazione.
Il secondo ovale, in tonalità azzurra, rappresenta invece il capitale di conoscenza necessario per pilotare l’intero processo di trasformazione. 
La semplicità del modello non richiede la differenziazione delle riserve per tipologia di contenuti. L’evidenziazione del capitale di conoscenza è esclusivamente legata all’esigenza di qui spiegarne il ruolo.

I flussi

Le frecce blu e grigie rappresentano i flussi di elementi e di informazioni negli scambi con l’esterno e negli scambi interni fra riserve di elementi e di informazioni (conoscenza). Non esiste una sostanziale differenza fra informazioni e conoscenza, se non, forse, quella percepita secondo cui le informazioni fluiscono mentre si immagina, erroneamente, che il capitale di conoscenza stia fermo.

Ricorsività

Lo schema può essere un modello interpretativo unitario e comune a qualsiasi tipo di trasformazione.
Il modello si presta anche alla rappresentazione di trasformazione di aggregati di cellule o di qualsiasi altro genere secondo il principio della ricorsività.
Possiamo infatti immaginare che molte «cellule», ciascuna con la sua specializzazione, convivano in una cellula più grande. Questa a sua volta può far parte di una cellula ancora più grande. Presso chè all’infinito.
Cambiando il punto di vista, possiamo immaginare che una grande cellula possa essere composta da molte cellule più piccole. E che le più piccole siano composte da tante altre ancora più piccole.

Per quanto che ne sappiamo, l’intero Universo potrebbe essere una infinita schiuma granulare ed elastica di cellule, senza discontinuità. Ogni cellula aderente all’altra senza spazi intermedi, come una schiuma di bolle di sapone, dove ogni cellula fa parte di una più grande e ne contiene di più piccole.

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