Il tangibile che si appoggia all’intangibile.
Le istituzioni non sono tangibili.
Sono invenzioni intangibili immaginate dagli uomini.
Eppure sono strumenti potenti; consentono agli esseri umani di collaborare, anche a grande distanza, per realizzare obiettivi che nessun singolo individuo sarebbe in grado di concretizare da solo.
Gli studiosi delle discipline antropologiche sostengono che la forza del genere umano non sta nei muscoli, forse nemmeno nell’intelligenza, ma nella capacità di cooperare.
Ecco come nascono le istituzioni.
In pratica
Sono organismi nei quali numerose menti cooperanti sono capaci di elaborazioni complesse e di trasformazioni grandiose come sono i Comuni, le scuole, i tribunali, gli ospedali, le manifatture. Facilitano la sopravvivenza e l’evoluzione delle società umane.
Sebbene in gran parte vengano identificate con i luoghi dove operano (es. scuole e ospedali), sono essenzialmente intangibili; eseguono processi decisionali che non si vedono e non si toccano; peró producono concrete trasformazione dell’ambiente.
L’immaginato prevale sul tangibile, ma fatica ad esistere senza manifestazioni percettibili al tatto. Ma, quando l’abitudine si consolida, il nome del luogo fisico si dematerializza: tutti sanno cosa è il Parlamento, ma non tutti ricordano che la Camera dei Deputati sta nel Palazzo di Montecitorio. L’immaginato alla fine torna a prevalere sul tangibile.
Le istituzioni sono sistemi di regole
Istituzionalizzare qualcosa ‒ una pratica, un comportamento, un tipo di relazione sociale ‒ significa organizzarlo in modo stabile, disciplinato da regole.
Il concetto di istituzione si riconosce nella cultura, nel linguaggio, nei giochi, nei comportamenti.
Tuttavia, quando si parla di istituzioni sociali ci si riferisce in genere a gruppi di individui che hanno deciso di costituirsi in società, secondo una delle sue tante forme organizzative. Gli eseri umani uniscono le forze, anzi le loro risorse, con lo scopo di perseguire uno o pochi die loro obiettivi personali che cosí diventano obiettivi comuni.
Entro ciascuna società, tutti si impegnano a rispettare le opportune regole di convivenza. Alcune sono consapevolmente definite, per esempio la Costituzione e il Diritto che ne consegue. Altre, la maggior parte, sono abitudini inconsapevolmente costruite dall’esperienza del vivere. Gli studiosi delle discipline antropologiche li chiamano bias (pre-giudizi) o cultura o negli altri modi previsti dai rispettivi linguaggi specialistici.
Le regole rientrano in categorie generalmente conosciute come politica, economia, diritto, cultura, regolamenti e molte altre.
Le istituzioni sono quindi sistemi di regole immaginate e intangibili. Anche quando si riferiscono a «cose» apparentemente tangibili; ad esempio, quando si dice che un tale è un’istituzione, si intende in realtà che i suoi comportamenti sono di riferimento per tutti.
Il sistema di regole fondamentale
Il sistema di regole fondamentale, per uno ~Stato democraticamente organizzato, si chiama Costituzione. La curiosità è che nel caso italiano, la Costituzione cita solo tre volte la parola «istituzione/i» (Art.li 20, 33, 117), non ostante sia il documento che fonda le istituzioni indispensabili per la realizzazione della Costituzione.
Organizzazioni
I sistemi di regole che chiamiamo istituzioni, per funzionare hanno bisogno di risorse per lo più tangibili. In particolare hanno bisogno delle risorse che possono mettere a disposizione solo gli esseri umani come certe competenze, come i finanziamenti (altra invenzione intangibile) e i mezzi tecnici. Forse è anche per questo che spesso le istituzioni vengono chiamate organizzazioni. Per esempio, le banche, le Pubbliche Amministrazioni, le imprese sono gruppi organizzati di persone che perseguono specifici scopi utilizzando adeguati sistemi di regole.
Istituzioni totali
Sono un caso particolare ed estremo delle Istituzioni. Si riferiscono a quegli enti che esercitano un controllo globale e costante sui membri di una comunità come accade per le prigioni, i campi di concentramento, gli ospedali psichiatrici, le caserme. Sono in generale, quegli apparati che tendono a sospendere o a ridurre al minimo ogni espressione dell‘individualità e della libertà di scegliere.
Le tirannie sono istituzioni totali, molto invise alle istituzioni democratiche che invece tendono a ridurle al minimo.