Il metodo per il prj «Realizziamo la Costituzione?»

Realizzare

Una buona definizione della sfida è metà dell’opera.
Quindi cerchiamo di capire cosa intendiamo per «realizzare».

La Costituzione è la fonte principale del Diritto. Il Diritto è tale solo se esistono:

  1. un «arbitro» con il compito di determinare secondo legge ciò che è illecito e di quantificare i danni degli illeciti.
  2. una forza in grado di farlo rispettare (law enforcement).

La Costituzione definisce:

  1. i principi di cooperazione (comportamenti) fra i Cittadini Italiani sottoscrittori dell’accordo di cooperazione
  2. l’ordinamento dello ~Stato, la società/organismo che fa rispettare la Costituzione, e il Diritto che ne consegue.

Quindi, «realizzare» la Costituzione ha almeno due significati:

  1. Istituire gli organi della Governance e stabilire le istituzioni indispensabili per il funzionamento della cooperazione fra Cittadini (per esempio, il Diritto)
  2. Applicare tali principi nel concreto della società ~Paese Italia.
 

A che punto siamo? Dove vogliamo arrivare?

Sul punto «realizzazione della Governance» possiamo prendere atto che gli organismi della Governance sono realizzati. Non possiamo dire «perfettamente realizzati» perchè il contesto ambientale, sociale ed economico evolve, anche molto rapidamente. Ragione per la quale dobbiamo considerare la Costituzione un punto di riferimento dinamico che evolve insieme all’evoluzione del contesto. Quest’idea non è condivisa da molti italiani, ma la realtà avanza anche senza il loro consenso.

Sul punto «Applicare la Costituzione» alla Società ~Paese Italia, abbiamo due sfide:

  1. Applicare concretamente i prìncipi enunciati alla società e far funzionare lo ~Stato.  
  2. Rendere la Costituzione, insieme a tutto quanto ne deriva, dinamicamente coerente con l’evoluzione del contesto.

«Applicare la Costituzione alla Società» è il significato che diamo a questo esercizio.

Un metodo general purpose (per tutti gli usi), in essenziale

Il campo d’azione del metodo in questo post è «migliorare equamente la qualita della vita, individuale e collettiva»; si tratta di un metodo per convertire le idee in fatti compiuti, minimizzando sprechi di risorse e rischi di fallimento.
Nei millenni, l’umanità ha messo a punto un metodo talmente praticato che lo si dà per scontato ed è raro trovarne una descrizione ragionevolmente chiara e semplice. Tuttavia esistono applicazioni di grande rilievo come ad esempio il NextGenerationEU che i partiti italiani hanno voluto differenziarsi chiamandolo con il criptico e italico PNRR.

Qui proviamo a descriverlo nei suoi quattro passi essenziali.

La visione

Purtroppo non esiste una visione esplicita e condivisa sul futuro del ~Paese Italia.
In passato e per migliaia di anni la visione della società umana era rappresentata dalle religioni alle quali poi si sono aggiunte le ideologie. Vi è la percezione diffusa che queste non siano sufficientemente dettagliate e che, con particolare riferimento alle ideologie, molte siano fallite in tragedie delle quali ricordiamo ancora le ferite.

A titolo meramente provocatorio proponiamo un esempio di visione per il ~Paese Italia:

« I Cittadini italiani aspirano a rendere l’Italia uno dei Paesi più attrattivi al mondo per qualità della vita. Sono consapevoli che, a tal fine, il fattore più rilevante è un crescente patrimonio di conoscenza, il più ampio possibile e ben distribuito, entro una gamma di ampiezza definita e fondato sul sistema dell’istruzione, delle università, della ricerca e delle imprese. I Cittadini italiani sanno che la cooperazione e il modello di governance democratico sono gli strumenti più idonei per realizzare quest’aspirazione.» 

Si tratta di un esempio per rendere l’idea di un testo che descriva una possibile visione sul futuro del ~Paese Italia. Purtroppo non esistono esempi sviluppati da altri ~Paesi ai quali ispirarci.

La Costituzione potrebbe contenere una visione implicita che cercheremo di estrarre.

Gli obiettivi

Il linea di principio dovrebbero derivare dalla visione di cui sopra. Tuttavia, da una paio di decenni, alcune organizzazioni sovranazionali hanno progettato e messo in esercizio sistemi statistici che hanno l’intento di rappresentare quantitativamente gli aspetti essenziali della qualità della vita. Possono essere usati come «visione surrogata pro-tempore».
Quello al momento più credibile è, a nostro avviso, il Better Life Index messo a punto dall’OCSE. Pubblica le misure della qualita della vita, Paese per Paese e talvolta Regione per regioni o Città per Città (solo quelle più grandi).
La visione non necessariamente inquadra un orizzonte temporale definito; indica piuttosto una direrzione da riallineare periodicamente secondo le evoluzioni del contesto, entro un processo di pianificazione. Qualsiasi metodo statistico di misurazione si voglia adottare, è fondamentale misurare la progressione nella direzione desiderata. Gli obiettivi anuali o di medio periodo (spesso triennali).
In attesa che venga costruita una visione specifica, possiamo appoggiarci al Better Life Index (OCSE) che misura lo stato di una diecina di indicatori. Questi sono la sintesi di quasi 200 sotto-indicatori, misurati per Paese, Regione e qualche Città.
In ogni caso, ciascun obiettivo deve essere quantitativamente definito secondo criteri come quelli della SMART:
–   Specific – Per esempio, uno degli indicatori o dei sottoindicatori
–   Measurable – Deve essere misurabile in termini di distanze dall’origine e specialmente dal target.  
–   Achievable – Deve deve essere fattibile secondo le risorse disponibili, inclusi i tempi, e le coerenze complessive.
–   Relevant – Devono produre risulati secondo le aspettative con il minimo delle esternalità negative (effetti collaterali)
–   Time-limited – Entro tempi predefiniti.

Uno dei pregi piú importanti di un processo di pianificazione così impostato sta anche nella comparazione delle performance di ciascun partecipante; su quella base è relativamente facile individuare quali pratiche potrebbero essere copiate, adattandole, da ~Paesi nemo performanti. 

I più performanti definiscono, nel momento della misurazione, le soglie massime di prestazioni per ogni indicatore. Si tratta di «goal  di frontiera» mobili aggiornati ad ogni ciclo statistico.

Il Programma

Obiettivi multipli richiedono che sia lanciato almeno un progetto per ciascuno. Ma anche ciascun obiettivo potrebbe richiedere trasformazioni su piú aspetti interdipendenti.
Il Programma è in effetti un insieme coordinato di progetti ciascuno dei quali contribuisce a formare i risultati attesi.
I fattori essenziali per la fattibilità di ciascun progetto sono in generale:
– la disponibilità delle risorse (es. finanziarie, di mezzi tecnici, di tecnologie, di competenze, dei tempi) nella qualità, nel momento e nella durata, nella quantità necessarie
– l’equilibrio costante dello sforzo, senza picchi e lacune eccessivi
– le riserve per affrontare le emergenze non prevedibili
– la struttura adeguata di conduzione del progetto articolata secondo specifiche competenze di gestione
– la gestione dei rischi
– la comunicazione interna, specialmente verso gli stakeholders, ed esterna verso le persone e le comunità impattate dalla trasformazione.

Qualora la stesura del programma evidenziasse l’impossibilità di rispettare i criteri di cui sopra, è opportuno ritarare gli obiettivi in modo che il programma diventi fattibile. 

È piuttosto comune che, in fase di pianificazione, si sia ottimisti rispetto alla disponibilita di risorse. Purtroppo le risorse sono sempre scarse e quindi ciascun progetto, ed anche l’intero Programma, deve pianificare secondo priorità condivise, entro una prospettiva di medio termine. Questo schema è potente perchè consente di unire le forze, cioè di cooperare, sugli obiettivi comuni invece di disperdere le risorse in direzioni che potrebbero anche essere contraddittorie.

Risultati attesi

Secondo esperienza pratica, i progetti, e perciò anche il programma, non sempre si completano nei tempi e nei i costi previsti. Una buona definizione dei risultati attesi è essenziale alla focalizzazione delle risorse, alla stima dei consumi di risorse e alla misurazione della distanza dagli obiettivi.
Qualora, in corso d’opera, risultasse che gli obiettivi non possono essere raggiunti nei termini definiti, si dovrà o aggiustare il programma o intervenire sugli obiettivi.

Controllo qualità

Particolarmente rilevanti sono quelli nella fase di programmazione e quelli di certificazione dei risultati attesi.

Lungo il percorso realizzativo, intervengono cambiamenti esogeni ed endogeni che obbligano alla revisione del piano, parzialmente o complessivamente. È perciò utile collocare opportuni punti di controllo (checkpoint) nelle date e in occasione di eventi critici. Si possono così anticipare gli aggiustamenti, evitando di compromettere l’intero programma trascurando criticità che con il tempo non posso piú essere corrette.
Il controllo qualità deve estedersi e incorporare anche la qualità delle risorse in ingresso e risultanti dall’opera di trasformazionme. 

 Comunicazione

È indispensabile comunicare, a due vie, con gli equilibrati livelli di dettaglio e con i mezzi più opportuni, con gli stakeholders. L’obiettivo è tenere allineate le aspettative e l’informativa sugli eventi critici. È essenziale mantenere il massimo della consapevolezza, della coerenza e della compattezza dei decisori e degli stakeholders.

Questo metodo aiuta a ridurre gli effetti negativi delle inevitabili discontinuità nelle trasformazioni. Non solo, anche a ridurre i rischi di insuccessi sui vari piani sia tecnici sia di percezione.
Tale metodo va ovviamente dettagliato e adattato a ciascun caso di trasformazione.\

Garanzie

Non ostante l’attenta predisposizione di ogni fase, non vi è alcuna garanzia di «perfezione», cioè di raggiungimento dei risultati attesi. Il metodo non può prevedere l’imprevedibile e comunque le stime sono stime, quand’anche molto bene calcolate.
L’applicazione di questo metodo tuttavia riduce i rischi di errore e anticipa gli eventuali problemi accelerando le necessarie correzioni.

Criteri addizionali generali e specifici per il caso «Realizziamo la Costituzione?»

Criteri guida ed esecutivi che qui elenchiamo:

  • Non viene toccato il testo originale della Costituzione (nella versione della Corte Costituzionale 2023)
  • La Costituzione ha un indice che facilita l’accesso diretto agli articoli di interesse. Il livello più aggregato è diviso in Parti:
    1. Prìncipi Fondamentali
    2. Diritti e doveri dei Cittadini
    3. Ordinamento della Repubblica
    4. Disposizioni transitorie e finali
  • Non esiste una sezione «Premesse» dove normalmente si specifichino i significati delle parole prìncipali, gli attori principali e i risultati pianificati/attesi. Per rispondere alle domande relative alla realizzazione e promozione della Costituzione è necessario aggiungere le «Premesse». Vengono proposte per definire, solo per lo specifico scopo, significati univoci (attori, parole, ecc.) per facilitare la condivisione e dichiarare un preciso linguaggio comune.
  • La realizzabilità dipende strettamente dalla precisa definizione degli obiettivi e dei mezzi per concretizzarli. È condizione essenziale che siano sempre chiaramente identificati gli attori responsabili della messa in opera delle decisioni della Repubblica..
  • Nelle premesse compaiono solo le parole fondamentali con il loro significato univoco (scelto al solo scopo di consentire la realizzabilità).
  • Molte altre parole del testo richiedono una spiegazione e, per quelle polisemiche, serve un significato univoco. Queste parole sono sottolineate in rosso nel testo indicano che si tratta di un hyperlink; clickando il quale si accede ad una prima sintetica definizione (pop-up). Ricliccando la finestra pop-up si accede ad un post più dettagliato.
  • Tutti i post e le definizioni sono informazioni pro-tempore, cioè migliorabili e i lettori sono tutti invitati a partecipare al miglioramento scrivendo i loro contributi a Scior.Carera@civicum-lab.org. Il Scior Carera è un alias collettivo.
  • In questa rilettura della Costituzione, i primi 54 Articoli sono considerati i «Prìncipi guida» sui quali è stata costruita l’intera Costituzione.
    Alcuni «Principi guida» vengono distillati anche dagli articoli della Parte «Ordinamento della Repubblica» e comunque inseriti nella sezione «Principio guida».
  • La Costituzione dichiara di essere ispirata al modello di governance democratico. Tuttavia non esiste un modello comportamentale univoco che definisce il modello «democratico». Qui tentiamo una definizione ponendo a confronto alcuni comportamenti chiave caratteristici della democrazia e della tirannia. «link»
    L’ispirazione democratica è essenziale l’intera Costituzione. Cambiare questo principio implica riscrivere la Coastituzione sulla base di un altro modello organizzativo.
  • Il linguaggio della Costituzione riflette lo stile dell’epoca, una voluta ambiguità per evitare conflitti non necessari in quei tempi ancora tumultuosi, una forma motivazionale per mobilitare l’interesse dei Cittadini. L’effetto espressivo risultante fa apparire la Costituzione un documento perfetto, eterno, immutabile, per alcuni addirittura sacro e intoccabile. Permane ancora oggi l’abitudine di molti Cittadini nel considerarla un documento sacrale, eterno, immutabile. Nella rilettura, in chiave di realizzabilità, la Costituzione è un documento scritto da Cittadini per i Cittadini. Un documento umano perfettibile, discutibile, modificabile. Contiene, a copnferma di questro principio, vari articoli nei quali si definiscono le regole per cambiare tutto, anche la Costituzione.
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