Religioni

Affinamento per realizzare

Lo ~Stato e la Chiesa cattolica, ciascuno nel proprio ordine  rispettivamente amministrare il ~Paese e curare le anime) sono indipendenti e sovrani.
I loro rapporti sono regolati dai Patti lateranensi che possono essere modificati, in accordo fra le parti, senza la necessità di modifiche costituzionali.
La Repubblica riconosce a tutte le confessioni religiose, diverse dalla cattolica, il diritto di organizzarsi secondo i propri statuti purchè non contrastino con l’ordinamento giuridico italiano. I loro rapporti con lo Stato sono regolati per legge sulla base di intese con le relative rappresentanze.
Tutti hanno diritto di professare liberamente la propria fede religiosa in qualsiasi forma, individuale o associata, di farne propaganda e di esercitarne in privato o in pubblico il culto, purchè non si tratti di riti contrari al buon costume.
Il carattere ecclesiastico e il fine di religione o di culto d’una associazione o istituzione non possono essere causa di speciali limitazioni legislative, nè di speciali gravami fiscali per la sua costituzione, capacità giuridica e ogni forma di attività.

[Art. 7, Art. 8Art. 19Art. 20]
Citazioni [Art. 3, Art. 7, Art. 8, Art. 19, Art. 20, Art. 117]

Indicatori

  • Pew Research Center (Global Restrictions on Religion)
  • USCIRF (Annual Report)
  • Freedom House (Freedom in the World)
  • Open Doors (World Watch List, orientato sulla persecuzione cristiana)
  • V-Dem Project (indicatori di libertà religiosa integrati nel dataset democratico) 


Marcatore di democrazia

Come democrazia vuole, anche la Costituzione italiana prevede la separazione fra ~Stato e religioni, la massima libertà di ciascuno nel professare la religione che preferisce. Non così nelle tirannie dove spesso la religione e il braccio morale del dittatore che a sua volta è molto simile all’intermediario con il trascendente. Fnomeno particolarmente evidente nelle tirannie-teocratiche.
Siamo, in ogni caso, ancora molto lontano dalla traguardata tolleranza reciproca fra religioni e fra cittadini di religioni diverse. Alcune religioni tendono a obbligare i propri fedeli a praticare comportamenti che sono contrari a quelli considerati leciti dalla Costituzione e dal Diritto. Allo stesso tempo vi sono cittadini che male tollerano che altri cittadini pratichino le religioni preferite.
Nota: Non è chiara la ragione per la quale la pratica del culto debba essere coerente con il «buon costume» e non con la Costituzione. Prima o poi qui bisognerà intervenire.   

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