Cosa c’entra il cellulare con la governance?!
Il dibattito impazza fra i media in tema di cellulare a scuola. È il loro mestiere.
Pare invece che ai Cittadini non interessi un gran chè; già intravvedono, anche stavolta, il modo di evitare ogni regolamentazione e relative conseguenze.
Come sempre il governo e i partiti sono volutamente confusi e vaghi sulle «risoluzioni». Essere chiari è divisivo e si perdono voti. Quindi meglio «vincere» facendo passare una legge dai confini incerti, che prendersi la responsabilità della chiarezza e perdere voti.
Vedremo dove porta la normale inconcludenza e complessità legal-burocratica del consolidato modus operandi elettoral-partitico.
Un’altra occasione persa?
Spiacerebbe se si perdesse un’occasione di miglioramento; qui di seguito alcuni esempi.
Non siamo messi bene.
Qualcuno comincerà a pretendere che certi aspetti di vita in comune nella scuola debbano essere decisi dalle famiglie invece che da governi lontani e perennemente preoccupati solo delle elezioni, umiliando il senso della democrazia?
Il Ministero dell’Istruzione emana questa nota:
«Facendo seguito alla nota ministeriale n. 5274 dell’11 luglio 2024, è disposto anche per gli studenti del secondo ciclo di istruzione il divieto di utilizzo del telefono cellulare durante lo svolgimento dell’attività didattica e, più in generale, in orario scolastico.
Le Istituzioni scolastiche provvederanno ad aggiornare i propri regolamenti e il patto di corresponsabilità educativa.
Circolare n. 3392 del 16 giugno 2025»
Non impone alle scuole di esercitare la loro capacità gestionale e quella dei loro utilizzatori (le famiglie).
Non dice: le scuole del secondo ciclo di istruzione organizzino la loro attività includendo il divieto di utilizzo del telefono cellulare durante lo svolgimento dell’attività didattica e, più in generale, in orario scolastico.
Certo il «divieto» implica la sanzione verso chi rompe la regola.
Ma è anche chiaro che sono gli studenti a rompere la regola e non le scuole.
Quindi tutti tranquilli, non ci andrà di mezzo nessuno.