Il debito è una questione relazionale. Quando un individuo, un’impresa, un ente, un’Amministrazione Pubblica spende più di quanto ha, può chiedere soldi in prestito a qualcun altro. Qui si forma il debito.
Interpretazione morale
Molte culture ritengono che spendere più di quanto si abbia e fare prestiti, peggio se con interessi, siano comportamenti gravemente asociali. Per loro è una questione morale.
Interpretazione secolare
Nel nostro mondo secolare e democratico, possiamo forse permetterci un ragionamento più pragmatico; il debito è:
Comportamenti contrari al benessere dei Cittadini
Sorge una domanda: perché mai una Pubblica Amministrazione (PA) dovrebbe fare debiti, oltretutto con soldi non suoi, cioè quelli affidateli dai Cittadini? Superando inoltre i limiti sia morali sia di prudenza?
Perché le PA spendono così sproporzionatamente?
Perché glielo chiedono i Cittadini i quali esagerano. Le PA, che «amano» troppo i loro Cittadini, non sono capaci di resistere alle loro infantili richieste.
Perché le PA non incassano abbastanza da coprire i costi?
Sempre perché «amano» troppo i Cittadini che non gradiscono di essere tassati.
Esistono rimedi?
In democrazia, la governance può procedere solo con decisioni che raccolgono sufficiente consenso che fin troppo spesso assomiglia molto ad uno scambio elettorale. È il lato oscuro della ricerca del consenso.
Non sono ancora stati trovati rimedi a questo effetto collaterale della democrazia, forse non c’è nemmeno tanto entusiasmo per cercarli.
La crescita esagerata del debito è quasi sempre causa di collassi o di guerre, come nel caso dell’URSS o delle due guerre mondiali. Dovrebbe essere sufficiente per ricordarci di stare alla larga dal troppo debito. Invece eccoci qui, coinvolti in una improvvida guerra dei dazi.
I dazi sono una soluzione?
I dazi sono una tassa che lo ~Stato impone ai propri Cittadini per disincentivarli ad acquistare prodotti e servizi dall’estero.
Se i dazi sono abbastanza elevati, tali importazioni non si concretizzano e perciò i dazi/tasse all’importazione non producono volumi fiscali sufficienti per ridurre il debito pubblico (obiettivo dichiarato dagli impositori di dazi).
… e il disavanzo commerciale?
Il disavanzo commerciale resta tale e quale o probabilmente peggiora perché la competizione economica premia i prodotti sulla base del rapporto prezzo/prestazioni. Se questo rapporto già ora è negativo (c’è un enorme disavanzo) è destinato a peggiorare perché i componenti che entrano nei prodotti interni costano di piú peggiorando ulteriormente il rapporoto prezzo/prestazioni. Esempio: difficilmente un’auto americana viene acquistata in Europa; non per i dazi, ma perché spesso non è adatta alle strade, alle città europee e al costo dei carburanti.
Debito pubblico e disavanzo commerciale
Il disavanzo commerciale non ha quasi nulla a che fare con il debito pubblico, ma è il sintomo di una socio-economia che non riesce a competere. Peggiorata anche dal fatto che i prodotti distintivi USA sfuggono alla tassazione interna, specialmente quando sono esportati. Il che non aiuta ad abbassare il debito pubblico. Inoltre, non protetti nelle loro parti più distintive, vengono subito copiati dalla Cina e dagli altri Paesi copiatori
Incompetenza e visione
Chi vuole i dazi è un incompetente e lavora contro gli interessi dei propri Cittadini.
L’Europa cerca di abbasare le barriere che ostacolano la libera circolazione delle merci; anche se c’e ancora tantissimo da fare, la direzione è quella. Altri hanno scelto la strada suicida in direzione dell’autarchia, ben noto disastro socio-economico.
In sintesi
C-LAB esiste da non si sa quanto tempo, certamente da prima di prendere una forma stabile. Anche se di fermo c’è ben poco. Neanche il nome.
Ora è un contenitore, ma anche appunto un laboratorio, di apprendimenti, di pensieri e di provocazioni.
È nato dall’appassionata curiosità verso tutte le espressioni dell’umanità, nell’arte, nell’imbarcarsi in avventure piú o meno pericolose, senza troppo pensarci su, con esiti stupefacenti ed anche tragici.
Si è chiamato in diversi modi; il piú bizzarro dei quali è stato rubato alla statua romana incastonata in Corso Vittotio Emanuele a Milano. Come milanese di importazione, mi stupiva che ben pochi prestassero attenzione a quei due metri di pietra scolpita che altri milanesi prima di oggi chiamavano l’Omm de preja. avevo osservato con la statua romana incastonata in Corso Vittorio Emanuele di cui ben pochi si accorgono. Eppure, oltre alla rimarchevole età di circa 1700 anni, Mi aveva conplito la statua che ben pochi chiamabva indiversi modi, ma esistere con questo nome. Si chiamava Scior Carera ed é difficile capire il mopmento esatto in cui ha preso forma concreta. dagli inizi del millennio, forse anche da prim