Aria nuova in Val Padana – un approccio

Le polveri sottili

Per l’enciclopedia Treccani l’inquinamento è: «la presenza, in un determinato luogo limitato o circoscritto, di una o più sostanze estranee, dette inquinanti, capaci di alterare i componenti dell’ambiente in cui l’uomo vive».

L’OCSE (Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico) stima il benessere ambientale (Environmental Quality) con due indicatori principali: la qualità dell’acqua e quella dell’aria. Quest’ultimo fattore si misura in concentrazione di polveri sottili PM (Particulate Matter) 2.5 micron per metrocubo di aria.
Le PM esistono in natura, come le polveri spostate dal vento, sviluppate dagli incendi dei boschi, le polveri sollevate dall’evaporazione, le eruzioni vulcaniche. Le principali produzioni di PM sono però per la gran parte riconducibili a un solo processo chimico-fisico: la combustione.
Quella praticata dall’uomo, riguarda essenzialmente la produzione di energia termica o cinetica (per la trazione).
Le categorie di combustibili più utilizzate sono le bio-masse (legna, boschi, erba, pellet, ecc.) e i fossili (petrolio, gas, e simili). La semplificazione a due sole categorie di sostanza e a due soli scopi aiuta a concentrare gli sforzi nelle aree più promettenti dal punto di vista dei possibili rimedi.

Benefici ed esternalità sfavorevoli

La combustione di materie fossili, per mano degli uomini, ha lo scopo utile e prevalente di produrre energia per il riscaldamento, per la trazione e per il movimento di macchine per la trasformazione artigianale e industriale.
L’effetto collaterale (esternalità) è lo scarto della trasformazione, per la maggior parte costituito da polveri sottili.

Effetti locali

Le polveri sottili vengono prodotte localmente, in punti di combustione locali fissi e mobili. Inoltre i punti di combustione tendono a concentrarsi nelle aree ad alta urbanizzazione, industrializzazione e intensità di traffico di mezzi. Conseguentemente anche le soluzioni possono essere prevalentemente locali.

Come si misura la qualità dell’aria?

La Pianura Padana è l’area peggiore dei circa 40 Paesi OCSE, a pari merito con la zona industriale della Polonia. Entrambe meritano prioritarie azioni di riduzione dei molteplici e gravi processi inquinanti. Come detto, i danni sono locali, ma tendono a distribuirsi nell’atmosfera creando problemi anche oltre il bacino di produzione delle polveri sottili.

La sfida

La sfida sta nell’incentivare/disincentivare i comportamenti dei Cittadini, insieme alle loro imprese, e degli Amministratori Pubblici (PA) a favore del miglioramento della qualità ambientale.
Si tratta quindi di far convergere sugli amministratori pubblici locali il consenso dei Cittadini e dei principali aventi interesse ad applicare le soluzioni più adatte a migliorare le condizioni ambientali di ogni «luogo limitato e circoscritto» oltre che inquinato.

PM Vs CO2

Perchè agire sulle PM (Particulate Matter – Polveri Sottili) invece che preoccuparsi del CO2 che invece va per la maggiore?

a) L’OCSE ha scelto l’indicatore PM. È senz’altro più efficiente adeguarsi ad uno standard, comune per definizione, invece di iniziare una battaglia concettuale, probabilmente astratta, nel ricercare un diverso indicatore. Meglio agire focalizzati su qualcosa che è gia stato spiegato da organismi internazionali credibili.
b) Il CO2 è un gas non tossico. Presente in atmosfera in percentuale non superiore allo 0,05% è ben al di sotto della soglia di pericolosità (5%) tossica. Entro questa banda il CO2 è componente essenziale alla vita. I principali effetti dannosi per l’ambiente sono climalteranti (cambiano il clima), ma non tossici. Il ben noto effetto serra, provocato dal CO2 ad innalzare la temperatura globale, non locale. È inoltre causa dell’inacidimento delle acque, anch’esso fenomeno globale. I fenomeni globali possono essere corretti solo da amministrazioni globali, infatti gli attuali provvedimenti sono il risultato di accordi globali, molto difficili da gestire.Il CO2 che tende disperdersi velocemente nell’aria, in tutti gli strati dell’atmosfera. I danni (es. riscaldamento dell’atmosfera) difficilmente possono essere mitigati da azioni applicate a specifiche porzioni di territorio. Per ottenere qualche risultato percettibile, è necessaria la cooperazione fra un numero elevato di Stati grandi emettitori. Si ottiene una maggiore efficacia limitando il campo d’azione in territori ove agisce un’amministrazione in grado di prendere decisioni rapide e specifiche. Per esempio, agendo sulle emissioni da riscaldamento delle abitazioni oppure sulla circolazione di categorie di motori endotermici. Il criterio «coincidenza della giurisdizione e del campo d’azione» facilita molto la formazione delle soluzioni e la scelta di soluzioni adatte al bacino di influenza.
c) Il particolato invece è tossico, anche in percentuali modeste, specialmente se le particelle sono molto piccole. Basti ricordare gli effetti altamente cancerogeni prodotti dal fumo di foglie di tabacco. Il particolato ha anche la pessima caratteristica di disaggregarsi e ricombinarsi, dopo la combustione, in gas a loro volta molto tossici come ad esempio il biossido d’azoto o anche il monossido di carbonio.

Le soluzioni

Per la riduzione delle PM sono disponibili varie soluzioni anche combinabili fra loro; ad esempio:

– sostituzione della produzione di energia ottenuta dalla combustione con altre tecnologie, per esempio il fotovoltaico, il geotermico, l’eolico;

– abbandono dei combustibili più inquinanti a favore di altri meno inquinanti (es. idrogeno);

– miglioramento tecnologico dei processi di combustione (es. EuroX per i veicoli a benzina e Diesel);

– concentrazione della combustione in grandi impianti facilitando così l’utilizzo di tecnologie di abbattimento delle PM, fisicamente e finanziariamente pesanti, non efficientemente trasportabili.

– energia «pulita» per gli impianti mobili, come la trazione, che devono essere più piccoli e meno pesanti.

– filtraggio post combustione nei generatori piccoli o mobili;

– ottimizzazione dei percorsi e dei mezzi di trasporto (metodi di ricerca operativa)

– tassazione «a consumo» e progressiva per scoraggiare l’uso delle combustioni ambientalmente svantaggiosi.

Zone a Inquinamento Limitato

La combustione avviene in numerosi piccoli punti, fissi e mobili; per esempio le caldaie nelle case, i motori delle auto e dei mezzi pesanti. La distribuzione dei «generatori» non è uniforme nè in densità nè in tipologia. Nella letteratura si fa spesso riferimento a quattro tipi di situazione geografica entro ciascuna delle quali prevale una categoria di «punti di combustione»:

– Puntuali – impianti industriali con propria capacità di produzione di energia via bio-masse fresche, fossili o di altra natura;

– Lineari – dove transitano motori a combustione interna;

– Concentrate – Tipicamente le Città dove spesso coesistono sia un gran numero di impianti di riscaldamento sia un gran numero di motori in movimento.

– Vaste – Che a loro volta si distinguono in aree:
a) piane, destinate all’agricoltura e all’allevamento,
b) valli, dove l’ampia disponibilità di legname a basso costo facilita l’utilizzo di bio-masse fresche per il riscaldamento che talvolta si sovrappone al traffico nelle aree lineari di fondo valle.

Per ciascuna di queste aree si possono adottare specifiche soluzioni come per esempio Sono le ZTL tipo Area C e B a Milano. Le aree dove fossero adottate soluzioni per ridurre l’inquinamento si potrebbero chiamare ZIL (Zone a Inquinamento Limitato).

La sfida

Sta nell’incentivare/disincentivare i comportamenti dei Cittadini, delle loro imprese e degli Amministratori Pubblici (PA) a favore del miglioramento della qualita dell’Ambiente. Si tratta quindi di far convergere sugli amministratori pubblici il consenso dei Cittadini e dei principali aventi interesse ad applicare le soluzioni più adatte a migliorare le condizioni ambientali di ogni «luogo limitato e circoscritto» oltre che inquinato.

Soluzioni su misura

Ciascuna situazione geografica, con i relativi fenomeni di inquinamento, possono trarre vantaggio da soluzioni tecnologico-normative già in uso in altri Paesi. Le soluzioni e le norme di applicazione continentale, come ad esempio il programma Euro X benzina e diesel, sono fuori dell’ambito ambito di questo approccio in quanto sono di responsabilità degli organi comunitari sovranazionali (EU, OCSE, ONU). Le soluzioni e le norme sovranazionali sono ovviamente prioritarie rispetto alle soluzioni locali. Per gli Amministratori Pubblici nazionali e locali si tratta invece di prevedere delle soluzioni adatte a ciascuna area in funzione degli obiettivi e dei costi. In ogni singola area dovrebbe essere possibile applicare una o più soluzioni con combinabili in un mix di tecnologie, norme e fiscalità. Tutto è già disponibile e pronto all’uso, si tratta di assemblarne le parti e applicarlo. Naturalmente lo sviluppo tecnologico sta producendo soluzioni sempre più efficaci e meno costose.

Cautele e aiuti

Nel cercare soluzioni adeguate occorre tener conto delle trasformazioni massive che richiedono grandi investimenti che potrebbero non essere disponibili nel breve. Inoltre cambiamenti troppo bruschi implicano assumere rischi che difficilmente possono essere corretti tempestivamente. Le PA devono essere perciò caute e progressive nell’adozione delle soluzioni possibili.
È plausibile che sia necessario il coinvolgimento di imprese in grado sia di fornire le tecnologie sia di assistere finanziariamente i cambiamenti. Alle soluzioni tecnologiche e normative si possono associare incentivi/disincentivi fiscali e prezzi del servizio; tale sistema pare sia molto efficace nel modificare i comportamenti senza togliere libertà di scelta ai Cittadini.

Rendiconto Aria Nuova

Una delle soluzioni fondamentali per le PA, specialmente locali, è la rendicontazione sullo stato dell’inquinamento e sull’avanzamento delle trasformazioni sociali e strutturali in corso di applicazione. È importante rendere i fenomeni misurabili e confrontabili per informare i merito sia i Cittadini e sia gli Amministratori Pubblici.
Anche in questo caso, CIVICUM intende proporre uno schema di rendicontazione quantitativo-contabile arricchito, come d’uso, da una sezione che sottolinei alcuni aspetti rilevanti relativi alle decisioni degli amministratori pubblici. Un rendiconto di tale natura è standardizzabile e replicabile negli 8.000 Comuni e nelle Regioni.
Sarebbe poi utile correlare lo stato dell’aria ed il suo miglioramento con altre misurazioni sugli indicatori chiave della Qualità della Vita; per esempio:

– gli effetti negativi prodotti dalle PM (es: costi del sistema sanitario) e dall’applicazione delle soluzioni selezionate (es. Costi addizionali, perdita di posti di lavoro, costi-investimenti)

– gli effetti positivi ottenuti
a) dalla variazione favorevole delle PM e degli altri inquinanti,
b) dall’applicazione delle soluzioni in termini degli indicatori per esempio del reddito da professioni più qualificate necessarie alla progetazione e realizzazioni delle soluzioni.

Reddito, oltre ad ambiente

Perseguire l’abbattimento delle polveri sottili è coerente con un aumento della qualità della vita anche in virtù del maggior reddito procapite che può derivare dalla fornitura di tecnologie e servizi tecnologicamente avanzati.

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