I Cittadini Italiani si aspettano che ciascuno dia il proprio contributo al funzionamento e alla progressiva trasformazione del ~Paese Italia in direzione di migliore qualità della vita.
La Repubblica affida allo ~Stato il compito di perseguire la piena occupazione dei Cittadini, ciascuno secondo le proprie possibilità e la propria scelta. Sta allo ~Stato:
La Repubblica sorveglia che lo Stato effettivamente migliori nella direzione indicata. Riconosce la libertà di emigrazione, salvo gli obblighi stabiliti dalla legge nell’interesse generale, e adotta forme di protezione dei lavoratori italiani che operano per imprese italiane all’estero.
La Repubblica, chiede allo Stato di garantire al lavoratore il diritto ad una retribuzione proporzionata alla quantità e qualità del suo lavoro e in ogni caso sufficiente ad assicurare a sè e alla famiglia un’esistenza libera e dignitosa.
La Repubblica impegna lo Stato a definire con appropriata legge la durata massima della giornata lavorativa. Impegna inoltre lo Stato a garantire che il lavoratore dipendente abbia diritto al riposo settimanale e a ferie annuali retribuite, e non possa rinunziarvi.
La Repubblica impegna lo Stato a garantire alla donna lavoratrice gli stessi diritti e le stesse retribuzioni che spettano al lavoratore maschio. Le condizioni di lavoro, per entrambi i genitori, devono essere uguali e devono consentire l’adempimento dell’essenziale funzione familiare e assicurare ai genitori e al bambino una speciale adeguata protezione.
La Repubblica impegna lo Stato ed emettere una legge stabilisca il limite minimo di età per il lavoro dipendente.
La Repubblica impegna lo Stato a regolare il lavoro dei minori con speciali norme e garantisce ad essi, a parità di lavoro, il diritto alla parità di retribuzione.
La Repubblica impegna lo Stato ad emettere le opportune leggi che ogni cittadino inabile al lavoro e sprovvisto dei mezzi necessari per vivere, abbia diritto al mantenimento e all’assistenza sociale. Inoltre la Repubblica impegna lo Stato a garantire che i lavoratori abbiano diritto che siano preveduti ed assicurati mezzi adeguati alle loro esigenze di vita in caso di infortunio, malattia, invalidità e vecchiaia, disoccupazione involontaria.
Gli inabili ed i minorati hanno diritto all’educazione e all’avviamento professionale.
Ai compiti previsti in questo articolo provvedono organi ed istituti predisposti o integrati dallo Stato.
L’assistenza privata è libera.
Ai fini della elevazione economica e sociale del lavoro e in armonia con le esigenze della produzione, la Repubblica riconosce il diritto dei lavoratori a collaborare, nei modi e nei limiti stabiliti dalle leggi, alla gestione delle aziende.
Tutti i cittadini dell’uno o dell’altro sesso possono accedere agli uffici pubblici e alle cariche elettive in condizioni di eguaglianza, secondo i re- quisiti stabiliti dalla legge.
A tale fine la Repubblica promuove con appositi provvedimenti le pari opportunità tra donne e uomini.
La legge può, per l’ammissione ai pubblici uffici e alle cariche elettive, parificare ai cittadini gli italiani non appartenenti alla Repubblica.
Chi è chiamato a funzioni pubbliche elettive ha diritto di disporre del tempo necessario al loro adempimento e di conservare il suo posto di lavoro.
[Art. 1, Art. 4, Art. 35, Art. 36, Art. 37, Art 38, Art. 39, Art. 46, Art. 51, Art. 52]
Citazioni [Art. 1, Art. 4, Art. 35, Art. 36, Art. 37, Art 38, Art. 39, Art. 46, Art. 51, Art. 52, Art. 99, Art. 120]
Indicatori
Decent Work Indicators (ILO, 2013, aggiornamenti periodici) — il riferimento fondativo a livello mondiale. Articolato in 10 dimensioni:
ILOSTAT, la base dati statistica comparativa globale con indicatori su 200+ paesi.
World Employment and Social Outlook — rapporto annuale sui trend del lavoro globale con proiezioni.
OECD Job Quality Framework — tre dimensioni oggettive e misurabili:
OECD Employment Outlook (annuale) — rapporto di riferimento per i paesi membri. L’edizione 2025 si concentra su recupero salariale e mercati del lavoro in contesto di incertezza. Include una scheda paese per l’Italia.
OECD Guidelines on Measuring the Quality of the Working Environment (2017, standard metodologico) — linee guida per costruire indicatori comparabili su ambiente e qualità lavorativa.
OECD Better Life Index — dimensione “Jobs” include: tasso di occupazione, sicurezza del lavoro, guadagni e ore lavorate. È l’unico strumento OCSE che integra lavoro con benessere soggettivo.
European Working Conditions Survey (EWCS 2024) — la fonte più granulare per l’Europa. Ottava edizione, 36.000 interviste in 35 paesi. Misura 7 dimensioni:
| Dimensione | Cosa misura |
|---|---|
| Earnings | Retribuzione e equità percepita |
| Prospects | Stabilità, sicurezza, progressione |
| Skills & discretion | Autonomia, apprendimento, complessità |
| Working time | Orari, flessibilità, turni |
| Work intensity | Ritmi, pressioni, carico cognitivo |
| Social environment | Supporto, violenza, molestie |
| Physical environment | Rischi fisici, ergonomia |
Novità EWCS 2024: indicatori su lavoro ibrido, gestione algoritmica, salute mentale e meaningful work. Tendenza: tutte le dimensioni migliorano negli ultimi 15 anni tranne social environment e work intensity, entrambe peggiorate per le donne.
Labour Force Survey (LFS) — indagine campionaria armonizzata annuale, base statistica dell’UE per occupazione, disoccupazione, sottoccupazione, part-time involontario, NEET.
Structure of Earnings Survey — distribuzione salariale per settore, genere, qualifica.
European Working Conditions Telephone Survey (EWCTS) — versione snella di Eurofound per monitoraggio annuale.
SDG 8 – Decent Work and Economic Growth — 12 target misurati da indicatori ILO/Eurostat, tra cui: tasso di disoccupazione giovanile, lavoro minorile, parità retributiva di genere, protezione sociale, sicurezza sul lavoro. È il raccordo tra lavoro e sviluppo sostenibile usato anche dalla Commissione Europea nei rapporti di monitoraggio.
INAIL — indicatori su infortuni e malattie professionali, aggiornati con metodologia 2025 per stress lavoro-correlato e lavoro ibrido.
ISTAT — Rilevazione sulle Forze di Lavoro — versione italiana della LFS, con dati su qualità del lavoro, sovraistruzione, lavoro a termine involontario.
Banca d’Italia – Indagine sui bilanci delle famiglie — distribuzione del reddito da lavoro e disuguaglianze.
«Ogni cittadino ha il dovere di svolgere, secondo le proprie possibilità e la propria scelta, una attività o una funzione che concorra al progresso materiale o spirituale della società.», cosí recita l’Articolo 4, ma il concetto viene ripreso e dettagliato in molte altre parti della Costituzione..
Il lavoro é contribuire alla qualitá della vita
ll lavoro é quanto ciascuno porta al miglioramento della qualità della vita prorpia e degli altri.
É il contributo alla trasformazione consapevole del nostro habitat, dell’ambiente nel quale viviamo, del Mondo, addirittura dell’Universo o in qualsiasi altro modo chiamiamo ció che ci circonda, noi stessi inclusi.
La Costituzione cita il lavoro ben 18 volte in 13 articoli.
È particolarmente significativo l’Articolo 1, dove il lavoro assume il ruolo di valore fondante della Repubblica Italiana.
La Costituzione sottolinea un sentimento, una preoccupazione, un principio di massima priorità.
In democrazia non esiste un tiranno che comanda ai suoi sudditi ció che devono fare o subire. Ora sono i Cittadini stessi che devono farsi carico di determinare il proprio futuro, almeno per quanto possono. È una peculiarità della nostra Costituzione, che non si trova cosí bene esplicitata in tutte le Costituzioni democratiche.
l lavoro non è più soltanto l’ottocentesco lavoro dipendennte in fabbrica; concetto piuttosto restrittivo e sminuente.
L’Articolo 4 è probabilmente la migliore definizione di lavoro: «Ogni cittadino ha il dovere di svolgere, secondo le proprie possibilità e la propria scelta, una attività o una funzione che concorra al progresso materiale o spirituale della società.»
Senza limiti di spazio e di tempo.
É una ferma interpretazione del lavoro come «contributo» che ciascun Cittadino si impegna a portare, in qualsiasi forma, alla società che chiamiamo Repubblica Italiana. Un impegno individuale essenziale, senza il quale, la Repubblica non può esistere e tanto meno funzionare.
È un impegno non banale.
Infatti la Repubblica, la società di tutti i Cittadini e non lo ~Stato, dichiara di voler facilitare ciascuno e tutti nell’d effettivamente portare i propri contributi alla società. A questo fine incarica lo ~Stato di facilitare l’accesso al lavoro e a a creare le condizioni perché tutti contribuiscano senza limi ti ditempo e di spazio.
L’Articolo 35 rafforza quest’idea suggerendo che, per facilitare l’accesso al lavoro e per tutelarne l’esercizio, i Cittadini si raggruppino in società il cui scopo sia proprio quello di facilitare l’accesso al lavoro, non solo sul territorio italiano.
Lo spirito dei tempi ha probabilmente influenzato la preoccupazione dei costituenti sulle categorie di lavoratori, all’epoca notoriamente fra le più indifese.
L’interpretazione (Art.li 36, 39, 46, 51, 52) che il lavoro sia solo o prevalentemente quello dipendente era rilevante negli anni della fondazione, ma ora non sempre si riflette in tutte le categorie di contributi forniti dai Cittadini in tutte le possibili forme.
Lo spirito dei tempi ha probabilmente influenzato la preoccupazione dei costituenti sulle categorie di lavoratori.
Oltre agli articoli 1 e 4, gli altri (per esempio: 37, 38, 99 e 117) creano una cornice di principi generali da applicarsi, con il Diritto, alle altre categorie di Cittadini.
La complessità del tema, da riportare ad una applicabile semplicità, richiede un solido confronto per lo sviluppo di una interpretazione inequivoca, ma specialmente per realizzare in concreto quanto indicato nell’articolo 4 e per tutto il popolo.