La faglia dei 40.000 €
Come si può dedurre dalla figura qui sopra, la faglia corre sul filo dei 40.000€ di reddito pro-capite.
A cavallo del confine, si trovano Paesi fortemente impegnati ad entrare nell’area delle democrazia (es. Messico, Grecia, Argentina, Malaisia, baltici e balcani); altri oscillano fra i due sistemi (es, Turchia, Ungheria, Serbia). Infine la maggior parte sembra bloccata nell’area delle millenarie tirannie che prendono varie forme: dalle teocrazie alle autocrazie più feroci. Ben poche di queste evitano di auto nominarsi repubbliche. Anche loro percepiscono che la Repubblica è la forma di governance a cui tendere; perciò fingono e pretendono di essere chiamate repubbliche.
Quei Paesi non sono ancora pronti e non sanno ancora se e quando unirsi ai Paesi dem-ricchi. Per ora li combattono, anche in scontri armati o fomentando guerre ibride, civili e/o religiose.
La faglia della sopravvivenza
Coloro che si confrontano con l’incertezza della sopravvivenza quotidiana, cibo e continuità della specie, non hanno sufficienti risorse, economiche e tempo, per preoccuparsi di governance complicta, di previsioni di lungo termine e di rischi complessi. Sono bloccati al di sotto della soglia critica dove regna incontrastata la tirannia.
Il conflitto interno
Le democrazie hanno fatto dell’incertezza uno strumento per adattarsi velocemente e pacificamente all’evoluzione del contesto. Se questo è il lato positivo, il rovescio della medaglia sta nel fatto che parti delle loro popolazione sono, per così dire, sotto-soglia o sopra-soglia (super ricchi), che per ragioni opposte tendono a preferire regimi autocratici. Anche questo è un fattore positivo perchè il confronto pacifico delle propensioni individuali produce compromessi eseguibili, ma ovviamente produce anche lacerazioni interne che talvolta mettono a rischio le democrazie. Come vediamo ai giorni nostri.
È una teoria, anzi un modo di articolare la percezione
In effetti, non si sa è la democrazia che produce un reddito-pro-capite più alto delle tirannie.
Non si sa se, invece, sono i Paesi diventati ricchi che poi scelgono di adottare la forma di governance «democrazia».
La sfida più grande
Il confronto fra democrazie e tirannie è impari.
La massa critica delle tirannie è colossale.
La sfida è quindi tutta nelle prestazioni.
Se in passato le prestazioni delle democrazie stava tutta nella potenza economico industriale, ora gli scenari di confronto sono cambiati:
- Con le tirannie, rimane nel confronto di potenza
- Entro le democrazie, sta nel miglioramento della qualità della vita. Ma anche all’interno delle democrazie ci sono simpatizzanti delle tirannie. In questo caso si aggiungono perciò nuovi elementi di confronto: la focalizzazione (semplicità, comprensibilità), la rapidità, l’efficacia delle decisioni, il costo del sistema.
La democrazia va difesa con grande energia. In questo quadro, non le democrazie correnti non sono in grado di competere adeguatamente.
Ce la faremo o assisteremo ad una nuova disfatta delle democrazie come è accaduto, per gli stessi motivi, con la Repubblica di Weimar?