# Produttività

L’indicatore produttività si calcola come rapporto fra efficacia ed efficienza. Esistono molti tipi di produttività come ad esempio quella del capitale, del lavoro, di settore, del Paese ed altri. Tutti si rifanno al modello di calcolo del seguente schema.

Per esemplificare, se il valore di cessione del prodotto fosse 100 e il costo fosse 90, la produttività sarebbe del 111%.

Nella tradizione delle relazioni industriali, i sindacati delle imprese e dei lavoratori negoziano prevalentemente sull’efficienza. Forse perchè gli effetti delle decisioni e delle azioni conseguenti sono pressochè immediati. Ad esempio, l’aumento dei salari, quand’anche fosse percepito come moralmente giusto, riduce l’efficienza (aumenta il costo di produzione).

L’aumento del prezzo invece dipende essenzialmente dalla capacità delle imprese di innovare, cioè di immettere sul mercato prodotti distintivi in grado di spuntare prezzi più alti rispetto alla concorrenza.
Per innovare e per produrre con qualità crescente, è necessario che la forza lavoro sia più preparata della media e perciò che sia anche meglio compensata. 
In base a queste considerazioni, appare evidente che l’indicatore produttività è un anticipatore della crescita, positiva o negativa.
In linea teorica quindi sarebbe molto più efficace, per tutte le parti del sistema produttivo, riversare le risorse disponibili sugli investimenti per l’innovazione e per la formazione professionale.
Purtroppo, dal grafico di apertura del post si intuisce che le risorse disponibili sono tutte riversate sui costi di produzione con il risultato di tenere la crescita stabilmente vicino allo zero, da diversi decenni.

Le più rilevanti aspettative dei cittadini verso le PA sono:
1) Le PA forniscano il miglior servizio ai cittadini al minor costo possibile. Di questo rendano conto con efficace trasparenza.
2) Le PA aiutino i cittadini e le loro imprese a crescere come e più che negli altri Paesi, in modo da:
   A) alzare i compensi dei cittadini anche più che altrove,
   B) attrarre investimenti dall’estero
   C) creare un contesto di sviluppo della conoscenza come e meglio di quanto già accade in molti centri di R&S dell’OCSE.

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