Informazioni (ricordi, affermazioni) auto-prodotte sono ricordate meglio di informazioni prodotte da altri e di cui si è venuti a conoscenza
Facciamo fatica a liberarci di investimenti andati male perché non vogliamo ammettere di aver sbagliato.
Quando c’è da scegliere tra due prodotti, l’aggiunta di un terzo prodotto meno conveniente del più costoso può portare all’acquisto di quest’ultimo.
Più l’arco di tempo di esposizione a un’esperienza è lungo, migliore sarà il successivo richiamo.
È la tendenza di chi sopravvaluta le proprie abilità e ignora i propri difetti.
Preferiamo cercare le cose dove è più facile cercarle, anziché dove è più facile trovarle.
Effetto della lunghezza della lista
Più la lista è lunga, maggiore è il numero assoluto di elementi ricordati
Effetto della verifica
Il materiale da ricordare sottoposto frequentemente a verifica viene ricordato meglio.
Effetto “parola per parola”
Il senso generale di un discorso, viene ricordato meglio delle parole precise dette (Poppenk, Walia, Joanisse, Danckert & Köhler, 2006).
Più facile riportare alla mente ciò che si è imparato per ultimo e quindi gli elementi alla fine di una lista o la conclusione di un discorso.
Ci sentiamo molto più osservati di quanto non siamo realmente, soprattutto quando siamo a disagio.
Ci basiamo eccessivamente sulla nostra personale opinione e prendiamo in considerazione con maggiore difficoltà il punto di vista altrui.
Si ricorda meglio un evento che soddisfa i criteri di autostima.
Tendiamo a interpretare ogni cosa secondo la nostra prospettiva e in base a quanto influenza la nostra vita.
Illusione secondo cui ci convinciamo che, in futuro, le nostre preferenze e i nostri gusti non cambieranno e rimarranno uguali a quelli che abbiamo attualmente, sebbene in passato siano cambiati notevolmente
Diamo una valutazione eccessiva a ciò che possediamo, mettendo in secondo piano il suo reale valore di mercato, specialmente se si tratta di qualcosa alla quale attribuiamo un valore simbolico ed emotivo.
Siamo attaccati alle cose che possediamo anche se non le usiamo o non ci piacciono particolarmente.
È dimostrato che i riconoscimenti di persone di altre razze sono scarsamente attendibili, problema ricorrente nelle indagini di polizia.
È l’idea che cose o persone abbiano caratteristiche intrinseche, siano parte della loro essenza.
È la tendenza erronea ad aspettarsi risultati consistentemente migliori rispetto ai risultati che otterremo realmente
Il risultato di un esperimento tende ad essere distorto o modificato inconsapevolmente affinché combaci il più possibile con le aspettative di colui che lo ha condotto: può verificarsi ogni volta che è presente un’aspettativa e per questo è noto anche con il nome di “Expectation bias”
Tendiamo ad avere la convinzione che le altre persone lavorino o agiscano motivati solo da incentivi di natura esterna, come ad esempio una ricompensa in denaro, piuttosto che per ragioni intrinseche (ad esempio, la crescita personale o il piacere di svolgere quella determinata attività).
Immaginiamo che gli altri agiscano per motivazioni esterne, come il denaro, piuttosto che per raggiungere obiettivi personali.
Proiettiamo il mindset e le certezze di oggi sugli eventi passati e futuri.
Ci porta ad agire in base ai sentimenti, anziché per motivazioni razionali, e spesso non lo vogliamo ammettere neanche a noi stessi.
Tendiamo a completare i compiti su cui abbiamo già investito energia. Questo ci aiuta a portare a termine le cose, ma ci spinge anche a perseverare quando emergono motivi validi per lasciar perdere.
Attribuiamo un valore generale ad un singolo fatto anziché analizzare tutti i fatti accaduti.
Se durante una partita un giocatore fa goal, il pubblico e i compagni sentono che probabilmente segnerà di nuovo.
Potremmo essere tentati di cambiare cose che ci sembrano senza senso. Tuttavia il principio della recinzione di Chesterton ci invita a cercare di capire prima perché queste cose sono state create e poi valutare con cognizione di causa se sia il caso di eliminarle.
Quando cercano di dimostrarci una tesi con argomentazioni poco valide, abbiamo la sensazione che anche la tesi sia poco valida.
Tendiamo a pensare che le persone che ci circondano siano d’accordo e condividano le nostre idee e il nostro punto di vista, convincendoci del fatto che i nostri valori e le nostre convinzioni siano normali e comuni.
Altre volte proiettiamo il nostro modo di pensare sugli altri e pensiamo che la maggior parte di loro farebbe le nostre stesse scelte.
È il motivo per cui continuiamo ad impegnarci in qualcosa anche quando sarebbe meglio cambiare obiettivo: sentiamo che se molliamo le risorse investite andranno perse.
Tendiamo a dimenticare le emozioni negative associate ad esperienze passate.
In caso di eventi e liste, difficili da semplificare, memorizziamo alcuni elementi che ci sembrano importanti e tralasciamo gli altri.-
Quando torniamo con la mente ad alcuni avvenimenti passati e ad alcuni ricordi, questi possono essere distorti o modificati senza che ce ne rendiamo conto.
Possiamo creare ricordi di eventi mai esistiti sulla base di racconti oppure mettendo insieme frammenti di ricordo e aggiungendo i tasselli mancanti.
È la tendenza che ci porta a pensare che le nostre qualità e le nostre caratteristiche personali siano unici, quando in realtà non lo sono e sono più comuni di quanto pensiamo
È un effetto cognitivo ingannevole che si verifica quando poniamo un’eccessiva attenzione su un minimo dettaglio piuttosto che considerare una visione più ampia e sistemica.
Prendiamo in considerazione singoli aspetti anziché osservare le cose nella loro interezza. Anche per questo facciamo fatica ad usare il pensiero sistemico.
Posti di fronte ad un certo profilo psicologico o una serie di sintomi abbastanza vaghi, tendiamo ad immedesimarci credendo che siano riferiti proprio a noi stessi.
Descrizioni psicologiche del tutto generali ci danno la sensazione di parlare proprio di noi.
Questo è il bias che contraddistingue le interazioni uomo-robot: si tratta dell’errore cognitivo che avviene quando valutiamo in modo errato le funzionalità di un macchinario basandoci esclusivamente sulla nostra vista e sull’estetica di quest’ultimo
Il modo e l’ordine in cui vengono presentati dei concetti o delle opzioni determina il modo in cui interpretiamo e valutiamo le informazioni che ci vengono date
Quanto si modifica la nostra percezione a seconda di come viene comunicata la stessa notizia? Per effetto framing si intende il diverso impatto che hanno le informazioni se presentate in modi differenti. Ad ogni frame (cornici) sono associati comportamenti diversi.
L’espressione framing effect viene attribuita al sociologo Erving Goffman, che ha elaborato anche il concetto di “vita quotidiana come rappresentazione”. Il suo libro dal titolo Fame analysis: An essay on the organization of experience è datato 1974.
L’esperimento celebre del problema della malattia asiatica condotto dagli psicologi Kahneman e Tversky ha dimostrato come le persone preferiscono le opzioni presentate in modo positivo.
Nel dettaglio, il test effettuato dagli psicologi mostrava a due gruppi di persone i seguenti scenari:
“Immagina che tu debba scegliere uno tra questi due programmi per fronteggiare una malattia, quale programma sceglieresti?”
I risultati mostrarono come le scelte furono maggiori nel caso dello scenario positivo (72% al programma A).
A un secondo gruppo di persone vennero proposti i seguenti programmi:
Del secondo gruppo il 78% delle persone scelsero il programma D.
Nota come il programma A e C, come i programmi B e D, sono assolutamente identici. Tuttavia il test condotto dai due psicologi ha dimostrato come la modalità di presentazione dei dati e la focalizzazione su aspetti positivi influenza il potere decisionale.
La stessa informazione viene recepita diversamente a seconda di come è presentata. Per questo non è la stessa cosa dire che un’operazione ha il 10% di probabilità di riuscire o il 90% di fallire.
Frequency illusion (Illusione della frequenza – Effetto Baader-Meinhof)
Questo effetto illusorio si innesca quando notiamo qualcosa e, d’un tratto, subito dopo ci sembra di vederla ovunque, con una frequenza molto elevata.
Il cervello tende a selezionare informazioni che ci riguardano – per esempio a farci notare donne con i capelli corti se per esempio ci siamo appena tagliate i capelli corti o auto rosse se abbiamo appena acquistato una macchina rossa – il nostro errore di valutazione è quello di credere che ci sia realmente un incremento nella frequenza di donne con i capelli corti o di macchine rosse, cioè tendiamo a sovrastimare la frequenza di informazioni che ci riguardano.
Hai presente quando impari una parola o una nozione e all’improvviso la noti ovunque?Ricordiamo più facilmente elementi e concetti bizzarri, divertenti, antropomorfici, mentre tendiamo ad ignorare ciò che è banale.
Bias cognitivo che limita la nostra visione rispetto all’utilizzo di un determinato oggetto: tendiamo ad attribuire ad ogni oggetto un solo modo in cui utilizzarlo, così riducendo spesso la possibilità di trovare nuove soluzioni.
Se abbiamo imparato che uno strumento serve ad una determinata cosa, potremmo non accorgerci mai che sarebbe utile anche per altro.
Tendiamo a trovare cause di origine interna, attribuendo unicamente ad altre persone la responsabilità delle loro azioni.
Tendiamo ad attribuire i comportamenti altrui alla loro personalità, ignorando l’influenza delle circostanze. Così finiamo anche per interpretare le azioni in modo da confermare giudizi e pregiudizi sulle persone.