BIAS: A-B (Elenco delle distorsioni cognitive)

Actor-observer bias (Bias attore-osservatore)

Tendiamo a valutare diversamente le cause, la qualità e la bontà di determinate azioni a seconda di chi ne è l’artefice e del tipo di relazione che abbiamo con lui o lei.
Tendiamo ad attribuire i nostri insuccessi alle circostanze e quelli degli altri ai loro difetti.

Affect heuristic (Euristica affettiva)

Quando dobbiamo prendere delle decisioni automatiche o molto rapide, tendiamo a basarci sulle emozioni che stiamo vivendo in quel preciso momento

Agent detection (Rilevamento di agenti)

È la tendenza di alcuni individui a presumere (e notare) in più di una circostanza la presenza di agenti esterni, di natura superiore o di origine divina.

All’s well literature bias (Bias dello status quo letterario)

È il bias cognitivo che si innesca quando determinate pubblicazioni omettono o mettono in secondo piano delle teorie che potrebbero precludere la validità delle pubblicazioni stesse

Ambiguity bias (Effetto ambiguità)

Preferiamo affidarci ad opzioni di cui conosciamo maggiormente le possibilità di successo o le possibili conseguenze, mentre tendiamo ad evitare le opzioni meno conosciute.
Preferiamo opzioni che garantiscono un risultato sicuro e costante a quelle che offrono risultati potenzialmente migliori ma incerti. È il motivo per cui si preferiscono i mutui a tasso fisso nonostante il variabile sia di solito più conveniente.

Ambiguità semantica

Quando veniamo esposti a un omofono (ambiguità semantica, ovvero una parola con suono uguale ad un’altra), di fatto inconsciamente veniamo esposti alle idee connesse a entrambe le parole.

Amnesia infantile

Presenza di pochi ricordi relativi al periodo di vita precedente ai quattro anni (l’età è puramente indicativa)

Amnesia della fonte

Attribuzione erronea o amnesia della fonte: mancato richiamo della fonte di un’informazione, ovvero il contesto spazio-temporale dell’evento ricordato. L’attribuzione erronea è stata divisa in:
– confusione della fonte: è una forma di attribuzione erronea della fonte in cui il contesto spazio-temporale di un’esperienza viene scambiato con un altro contesto. Per esempio, credere di aver assistito ad un evento per strada, mentre invece lo si è visto al televisore
– criptomnesia falso richiamo/riconoscimento

Anchoring bias (Focalismo)

O trappola della relatività, è un bias per il quale nel prendere una decisione tendiamo a confrontare solo un insieme limitato di elementi: l’errore è quello di ancorarsi, cioè fissarsi su un valore che viene poi usato, arbitrariamente, in modo comparativo, cioè come termine di paragone per le valutazioni in atto, invece che basarsi sul valore assoluto.
L’ancoraggio è un metodo euristico psicologico che descrive la propensione a prendere decisioni basandosi sulle prime informazioni trovate. Secondo questo metodo, gli individui cominciano da un punto di riferimento implicito (l’àncora) e vi fanno aggiustamenti per raggiungere la propria valutazione. Per esempio, il primo prezzo offerto per un’automobile di seconda mano imposta lo standard per il resto della negoziazione, nel senso che un prezzo inferiore sembra ragionevole anche se è comunque superiore al valore dell’automobile. Oppure una caratteristica da considerare diventa talmente dominante in un tutto più ampio tale da informare tutte le sue parti: ad esempio una persona non viene considerata per la sua interezza ma in quanto donna, uomo, nero, bianco, criminale, poliziotto, prima di qualsiasi altra cosa si possa pensare di questa.
Dan Ariely, un economista comportamentale, fa l’esempio con l’acquisto di una barretta di cioccolato: la prima, non di marca, costa 1 penny al pezzo, l’altra invece di marca costa 15 centesimi. Vista la presunta migliore qualità del cioccolato della barretta di marca, questa si configura come un’occasione, infatti, la maggior parte dei consumatori scelse di acquistare proprio la seconda barretta. In un secondo esperimento, vennero usate le stesse due barrette di cioccolato, ma scontate entrambe di 1 centesimo: cioè la prima barretta era gratis e la seconda costava 14 centesimi. L’offerta continuava ad essere vantaggiosa per la barretta di marca, ma nonostante questo la maggior parte dei compratori scelse la barretta non di marca.
La prima impressione è fondamentale. La prima informazione che riceviamo su un argomento o su una persona condiziona più di tutte future opinioni e decisioni in merito.
La prima impressione è fondamentale. La prima informazione che riceviamo su un argomento o su una persona condiziona più di tutte future opinioni e decisioni in merito.

Anthropocentric thinking (Pensiero antropocentrico)

Per descrivere e spiegare alcuni fenomeni biologici poco familiari, tendiamo ad utilizzare analogie legate agli esseri umani

Antropomorfismo (Personificazione)

È la tendenza ad attribuire qualità o tratti appartenenti al genere umano anche ad oggetti, animali, concetti ed idee.
Vediamo e attribuiamo caratteristiche umane ad animali, entità astratte e oggetti.
Facciamo molto caso alle cose che sono cambiate e le valutiamo in base alla situazione di partenza.

Apophenia (Apofenia)

Tendiamo a cercare e trovare – erroneamente – delle connessioni tra cose che spesso, al contrario. sono totalmente scollegate tra loro.
L’apofenia, nota anche come patternicity, o agenticity, è la tendenza umana a percepire pattern significativi tra dati casuali. L’apofenia è ben documentata come razionalizzazione per il gioco d’azzardo. I giocatori d’azzardo immaginano di vedere pattern nei numeri che compaiono in lotterie, giochi di carte o roulette. Una delle manifestazioni di questo fenomeno si chiama gambler’s fallacy.

Appeal to novelty (Argumentum ad novitatem/Richiamo della novità)

A volte etichettiamo un’idea o una proposta come corretta o migliore basandoci esclusivamente su quanto questa sia nuova, moderna o diversa dal passato.
Quando la novità viene proposta e percepita come migliore in quanto tale e prima di considerarne vantaggi e svantaggi.

Appeal to probability fallacy (Richiamo della fallacia di probabilità)

A volte confondiamo la probabilità che una cosa accada con la certezza che accada.

Armchair fallacy (Fallacia della poltrona)

È la fallacia argomentativa di chi afferma che solo chi ha fatto qualcosa di simile, ma migliore, possa muovere delle critiche ad un prodotto o servizio.
Diamo più importanza alle cose vicine, temporalmente o affettivamente; al presente piuttosto che al futuro e alle storie di persone riconoscibili piuttosto che a gruppi o individui anonimi.

Attentional bias (Bias dell’attenzione)

La realtà che viviamo varia a seconda di ciò a cui pensiamo maggiormente, ovvero ciò su cui riponiamo maggiormente la nostra attenzione.
È la tendenza a trovare ovunque appigli per tornare ai propri pensieri ricorrenti o ossessivi attraverso associazioni di idee. Particolarmente insidioso in caso di dipendenze o disturbi alimentari.

Attributes substitution (Sostituzione degli attributi)

Quando dobbiamo risolvere un problema complesso o un quesito particolarmente difficile, tendiamo ad agire in risposta ad un altro tipo di situazione, più semplice rispetto a quella reale.

Authority bias (Bias dell’autorità)

Tendiamo a valutare in modo migliore e a ritenere più accurata e valida l’opinione proveniente da una figura che ricopre un ruolo di autorità nei nostri confronti.
Se una persona autorevole esprime un’opinione siamo propensi a crederle a prescindere, persino se parla di argomenti che non conosce.

Automation bias (Bias dell’automatismo)

È la tendenza ad affidarsi eccessivamente ai sistemi automatizzati di supporto alle decisioni, sottovalutando e mettendo in secondo piano, invece, le capacità decisionali degli esseri umani.
Ci fidiamo troppo dei sistemi automatici, anche quando abbiamo dati che dovrebbero farci dubitare del loro operato.

Availability cascade (Disponibilità a cascata)

Più una convinzione viene ripetuta pubblicamente e più tenderà a guadagnare plausibilità, sembrando sempre più corretta e vera.

Availability heuristic (Euristica della disponibilità)

Pensiamo che gli avvenimenti più recenti abbiano maggiori probabilità di verificarsi in futuro e per lo stesso motivo tendiamo a valutare come più importanti le cose più facilmente richiamabili alla mente.
Per rispondere ad una domanda o risolvere un problema tendiamo a cercare tra i dati più a portata di mano, cioè tra i ricordi più recenti o che più coinvolgono emotivamente.

Azione

Le persone tenderebbero ad agire anche quando l’azione è meno vantaggiosa dell’omissione. Questo bias è stato studiato da Fagerlin, Zikmund-Fisher e Ubel in un loro esperimento: nel caso di una diagnosi di cancro, i pazienti preferivano sottoporsi a trattamenti (azione), piuttosto che a semplici controlli (inazione), anche se i trattamenti risultavano più dannosi o meno efficaci dell’inazione. Tuttavia, una variabile importante che potrebbe aver influenzato i risultati dello studio è la gravità del cancro dei soggetti.
Questo tipo di bias è anche osservabile nei portieri di calcio durante i calci di rigore: pur sapendo che la strategia ideale per i portieri sarebbe rimanere al centro della porta (inazione), molto spesso ai rigori, il portiere si tuffa in una delle due direzioni laterali (azione).

Backfire effect (Effetto del ritorno di fiamma)

A fronte di prove che smentiscono una determinata nostra opinione, tendiamo paradossalmente a rinforzare il nostro giudizio ancora di più.
Quando una notizia mette in discussione certezze legate ai nostri valori, siamo portati ad arroccarci ancora di più sulle nostre posizioni.
Per evitare errori rifuggiamo le opzioni che percepiamo rischiose e manteniamo le cose come stanno, anche quando questa è la scelta più rischiosa di tutte.

Balzo della reminiscenza

Gli eventi autobiografici relativi alla propria adolescenza e alla prima età adulta vengono ricordati meglio rispetto agli eventi di altri periodi della propria vita

Bandwagon effect (Effetto carrozzone/Effetto gregge)

Preferiamo le opzioni più popolari e più comuni rispetto a quelle meno gettonate.Gli esseri umani sono portati a conformarsi inconsciamente alla massa, come i pedoni al semaforo, che seguono chi attraversa col rosso senza rendersene conto.
Sentiamo che le persone conosciute, quelle che ci stanno simpatiche e quelle con cui abbiamo cose in comune sono migliori degli sconosciuti, di chi non ci piace o fa parte di altri gruppi sociali, in tutto.

Base rate fallacy (Fallacia del tasso di base)

Tendiamo ad ignorare le informazioni generali (ad esempio, le statistiche) e ci concentriamo invece sulle informazioni che riguardano casi specifici, anche quando – invece – le informazioni generiche sono più rilevanti.
In una città in cui l’80% dei taxi è bianco e il 20% è nero, potremmo veder passare due taxi neri e convincerci che sia più probabile vedere un taxi nero che uno bianco.

Bottom-dollar effect (Effetto budget)

Se il prezzo del prodotto acquistato ricopre interamente il budget prestabilito è più probabile che ottenga una recensione negativa rispetto a una recensione positiva

Belief bias (Bias delle convinzioni)

È un effetto cognitivo che ci porta a valutare erroneamente la logica di un’argomentazione o a prendere una decisione basandoci eccessivamente sulle nostre convinzioni personali.
Giudichiamo le argomentazioni in base alla tesi che vogliono dimostrare. Se siamo allineati con la conclusione, allora saremo d’accordo anche con le argomentazioni.

Ben Franklin effect (Effetto Ben Franklin)

È una tendenza che si basa sul fatto che colui che ti ha fatto un favore una volta tenderà a fartene un altro, mentre – in proporzione – colui che ne ha ricevuto uno da te sarà meno disposto a contraccambiare.

Bias blind spot (Bias del punto cieco)

Nella maggioranza dei casi, non ci rendiamo conto di subire gli effetti dei nostri stessi bias: questo è il fenomeno cognitivo che prende il nome di “blind spot bias”.
Non riusciamo a vedere i nostri pregiudizi e i nostri errori cognitivi.

Bike-shedding effect/Law of triviality (Effetto stalli per le bici/Legge dei dettagli futili)

A volte dedichiamo molto tempo ai dettagli di un progetto e lasciamo per ultime le questioni fondamentali.

Bizareness effect (Effetto bizzarria)

Ciò che è bizzarro tende ad essere ricordato meglio e più a lungo rispetto a ciò che è più comune.
Quel che ci appare strano o bizzarro ci resta più impresso.

Bottom-dollar effect (Effetto budget)

Se il prezzo del prodotto acquistato ricopre interamente il budget prestabilito è più probabile che ottenga una recensione negativa rispetto a una recensione positiva

Bounded rationality (Razionalità limitata)

Quando prendiamo una decisione, siamo limitati da fattori come il numero limitato delle informazioni a disposizione, dalla loro possibile inadeguatezza, dai nostri stessi limiti cognitivi e dal limite temporale

Bucket error

A volte sopravvalutiamo la correlazione tra due fatti o caratteristiche. Così ad esempio un bambino potrebbe credere che se ha fatto un errore d’ortografia non potrà diventare uno scrittore.

Bundling bias (Effetto bundle)

Tendiamo a preferire l’acquisto di prodotti singoli anziché l’acquisto degli stessi prodotti in un bundle (ovvero, una confezione di prodotti diversi che vengono proposti insieme ad un prezzo vantaggioso).

Bye-now effect (Bias dell’ambiguità semantica)

Quando veniamo esposti a un omofono (ambiguità semantica, ovvero una parola con suono uguale ad un’altra), di fatto inconsciamente veniamo esposti alle idee connesse a entrambe le parole

Bystander effect (Effetto spettatore)

Noto anche come apatia degli astanti, questo effetto cognitivo riguarda la tendenza a pensare che qualcuno si occupi dei problemi e delle soluzioni da risolvere al posto nostro.

 

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