BIAS: Q-S (Elenco delle distorsioni cognitive)

Razionalizzazione post-hoc

Le nostre scelte sono spesso dettate da emozioni e pulsioni irrazionali, ma abbiamo bisogno di giustificarle adducendo motivazioni razionali.

Reactance bias (Bias della reattanza)

Tendenza a comportarci diversamente rispetto a quanto ci dicano di fare nel tentativo di dimostrare la nostra libertà di scelta.
Alcune persone si oppongono ad ogni regola o situazione che percepiscono come una minaccia alla propria libertà.

Reactive devaluation (Svalutazione reattiva)

A fronte di una proposta da parte di una persona o una fazione che riteniamo avversaria o addirittura nemica, tendiamo a svalutarla a prescindere, indipendentemente dalla sua bontà.
Spesso un’idea non ci piace perché non ci piace chi l’ha proposta.

Recency illusion (Illusione di novità)

Paradigma cognitivo che ci porta a pensare che una cosa sia una novità o di origine recente solo perché noi l’abbiamo notata recentemente.
Quando scopriamo una cosa nuova, una parola ad esempio, spesso abbiamo la sensazione che sia appena stata creata.

Regret aversion (Avversione al rimpianto)

Atteggiamento che può verificarsi mentre prendiamo una decisione e che prima ci porta a pensare a quale potrebbe essere lo scenario peggiore in assoluto e, poi, a scegliere una certa opzione con l’unico intento di evitarlo (anche quando sappiamo che l’opzione scelta non è la migliore in assoluto)

Representativeness heuristic (Euristica della rappresentatività)

Questo errore cognitivo si innesca quando giudichiamo la probabilità con la quale un oggetto o un evento A appartenga all’insieme B semplicemente tenendo in considerazione la loro somiglianza.
Ci porta a fare supposizioni sulle persone associando alcune loro caratteristiche a nostri schemi mentali. Ci fa anche sembrare un quadro dettagliato più probabile perché più facile da rappresentare nel pensiero.

Response bias (Bias della risposta)

Bias cognitivo che si verifica specialmente quando siamo tenuti a rispondere ad un questionario, compilare un report o magari rispondere ad un’intervista: ci porta a rispondere in modo non accurato a cause delle variabili in gioco nell’interazione che influenzano la nostra realtà

Restraint bias (Bias di moderazione/autoconytollo)

Quando dobbiamo prendere una decisione, questo effetto cognitivo ci porta spesso a sovrastimare la nostra capacità di controllare le tentazione e gli istinti.
La tendenza a sopravvalutare il proprio autocontrollo, che è all’origine di molte dipendenze.

Retrieval failure/Cue-dependent forgetting

Non basta che un’informazione sia immagazzinata nella nostra memoria, ci serve uno stimolo per riuscire a recuperarla. Per questo diversi ricordi possono riemergere a seconda delle circostanze, ma non a comando.

Rhyme as reason effect (Effetto rima)

Tendiamo a ricordare meglio e a credere inconsciamente di più alle frasi che contengono una rima rispetto a quelle che non ce l’hanno.
Forse perché sono più facili da memorizzare, le frasi in rima ci sembrano più vere.

Ricorso a stereotipi

Spesso attribuiamo a singoli individui comportamenti, preferenze e caratteristiche che ci sembrano tipiche dei gruppi a cui appartengono.

Risk compensation (Compensazione del rischio)

È la tendenza a modificare il nostro comportamento in base al livello di rischio che viviamo: tendiamo ad essere più cauti e attenti quando il rischio è maggiore, mentre tendiamo ad esserlo meno (e in certi casi a sottovalutare i pericoli) quando ci sentiamo più al sicuri.
Più ci sentiamo protetti e più rischiamo. Per questo anche quando i dispositivi di sicurezza diventano più efficaci le statistiche sugli incidenti tendono a restare invariate.

Rosy retrospection (Retrospettiva rosea)

È il paradigma cognitivo che ci porta a valutare il passato in modo più positivo – o roseo, appunto – rispetto al presente e/o al futuro.
Quando il passato viene ricordato in modo più positivo di quello che è stato in realtà.A tanti il passato sembra sempre meglio del presente. Si stava meglio quando si stava peggio insomma.

Salience bias (Bias della rilevanza)

Tendiamo a dare più importanza e a focalizzarci maggiormente sugli aspetti che riteniamo più interessanti ed emotivamente ingaggianti, tralasciando spesso quelli che non riteniamo tali anche se, a volte, sono oggettivamente più importanti e significativi.
Le informazioni che sono collegate alla propria persona sono ricordate meglio di informazioni simili ma riferentesi ad altre persone

Scarsity heuristic (Euristica della scarsità)

È l’effetto cognitivo che sta alla base del noto principio di scarsità: il nostro cervello tende a desiderare maggiormente ciò che è disponibile in quantità e tempi limitati.

Dettagli seduttivi

Se un argomento è supportato da dettagli con informazioni vere e magari importanti, ma non pertinenti o legate all’argomento, questo viene valutato più convincente. Si tende cioè a considerare implicitamente una qualche forma di correlazione con le informazioni vere aggiuntive anche quando, a pensarci bene, non c’è.

Selective perception (Percezione selettiva)

È la tendenza ad ignorare e dimenticare rapidamente tutte quelle informazioni che contraddicono le nostre opinioni e le nostre convinzioni.
Come nell’esperimento del gorilla di Simons e Chabris, quando siamo concentrati su un compito diventiamo ciechi a ciò che non è utile nell’immediato.

Selection bias (Effetto di selezione)

Effetto che si può verificare in una ricerca o in un esperimento a causa di una selezione errata degli individui o dei dati sui cui basarci: la conseguenza è che i risultati dello studio risultano validi solo per lo studio in questione e inutili invece da applicare alla reale popolazione di interesse

Self-consistency bias (Bias di auto-coerenza)

Ci piace immaginarci con una personalità costante nel tempo, così ci rappresentiamo le azioni passate in modo che riflettano i pensieri di oggi.

Self-enhancing transmission bias (Bias del pavone)

Tendiamo a condividere maggiormente gli avvenimenti positivi rispetto ai lati negativi – tendiamo a cadere in questo errore cognitivo specialmente quando utilizziamo i social network, che ci portano a esporre maggiormente gli aspetti più positivi della nostra vita.
Siamo indotti a condividere maggiormente i nostri successi, rispetto ai nostri fallimenti. L’uso che la maggior parte delle persone fa dei social è una fotografia esaustiva di questo tipo di bias, sui social infatti le persone tendono a mostrare per lo più un’immagine positiva di sé, tanto da far sembrare la vita di tutti ideale.

Self-serving bias (Bias dell’auto-attribuzione del merito/egoistico)

Questo bias ci fa prendere il merito dei risultati positivi che otteniamo e ci fa dare la responsabilità dei risultati negativi a dei fattori esterni non riconducibili a noi stessi, attribuendo a loro la colpa dell’insuccesso.
Ci raccontiamo gli eventi “aggiustandoli” per non mettere a rischio la nostra autostima.

Self-relevance effect (Effetto importanza per sé)

Ricordiamo più facilmente le cose che in qualche modo ci riguardano.

Semmelweis reflex (Riflesso di Semmelweis)

È un effetto cognitivo che ci porta a rifiutare istintivamente le nuove informazioni o le nuove evidenze che contraddicono le credenze e i paradigmi più comunemente accettati.
Siccome non ci piace né cambiare idea né cambiare abitudini, dubitiamo di chi ci dice che quel facciamo è dannoso. Per questo il primo medico che suggerì l’opportunità di lavarsi le mani dopo le autopsie fu inizialmente attaccato dai suoi colleghi.

Serial position effect (Effetto della posizione seriale)

Questo è il nome con il quale tecnicamente viene chiamato il “principio di priorità e recenza”: in una lista o una serie di informazioni, tendiamo a ricordare meglio e più a lungo le prime e le ultime.
La posizione di un elemento all’interno di un elenco influisce sulla nostra capacità di memorizzarlo, per gli effetti di recency e primacy.

Serial recall effect (Effetto richiamo seriale)

Ci è più facile ripescare dalla memoria gli eventi nell’ordine in cui sono avvenuti e le informazioni nell’ordine in cui le abbiamo registrate. Questo effetto diminuisce con l’allungarsi della lista o sequenza.

Sexual overperception bias (Bias sovrastima sessuale)

Bias cognitivo che tende a farci sovrastimare il livello di interesse sessuale che hanno le altre persone nei nostri confronti

Shared information bias (Bias delle informazioni condivise)

In un gruppo (come ad esempio durante una riunione), tendiamo a sprecare più tempo ed energie a parlare di informazioni già note alla maggior parte dei membri

Social comparison bias (Bias del paragone sociale/Bias di comparazione sociale))

Tendiamo ad essere competitivi e a provare delle emozioni negative nei confronti di chi riteniamo essere mentalmente o fisicamente più agiato di noi stessi.
Le persone che percepiamo migliori di noi nell’aspetto, nelle capacità e nelle risorse tendono a starci antipatiche.

Social desiderability bias (Bias della desiderabilità sociale)

Errore cognitivo che si verifica solitamente nei soggetti di una ricerca, che tendono a fornire risposte socialmente accettabili (e socialmente desiderabili, appunto) anziché rispondere in modo autentico.
Molti sondaggi non danno risultati attendibili perché gli esseri umani non amano dare risposte che non siano socialmente accettabili. Non vogliamo essere tagliati fuori dal gruppo.

Social norms bias (Bias delle norme sociali)

Per la maggior parte del tempo tendiamo ad adeguare i nostri comportamenti a quelli delle altre persone, rispettando così una serie di convenzioni sociali per apparire più simili a loro

Sopravvivenza

Siccome le storie di quelli che ce l’hanno fatta sono molto più conosciute di quelle andate male, è facile sopravvalutare le speranze di successo di un progetto.

Sostituzione delle domande

Spesso le persone non rispondono direttamente a quesiti complessi ma li sostituiscono con altri simili ma più facili, a cui possono rispondere velocemente usando le euristiche.
È più facile che ci vengano in mente cose che sentiamo ripetere spesso o che abbiamo memorizzato o ricordato da poco.

Source confusion (Bias delle fonti)

È un bias cognitivo mnemonico e consiste nell’incapacità di capire o ricordare qual è l’origine o la fonte dalla quale deriva una certa memoria del passato.
Confondiamo i ricordi che derivano dalla nostra esperienza con quelli che ci arrivano dai racconti degli altri.

Spacing effect (Effetto di spaziatura/Lag effect)

Fenomeno cognitivo alla base del processo di apprendimento: più le informazioni da assimilare sono suddivise equamente in un periodo di tempo prolungato e più queste verranno memorizzate a lungo termine (è il contrario del cosiddetto ‘Cramming’)

Spotlight effect (Effetto riflettore)

È un errore cognitivo che ci fa sovrastimare il numero di dettagli che la gente riesce a notare di noi: tipicamente si verifica in situazioni durante le quali siamo maggiormente esposti (ad esempio, nel public speaking), ma può verificarsi anche in qualsiasi momento della vita quotidiana

Status quo bias (Pregiudizio dello status quo)

È la tendenza a prendere come baseline lo stato attuale delle cose e di fare eccessivo riferimento allo status quo anche quando si tratta di una scelta evidentemente irrazionale.
E’ una distorsione valutativa dovuta alla resistenza al cambiamento: il cambiamento spaventa e si tenta di mantenere le cose così come stanno. La parte più dannosa di questo pregiudizio è l’ingiustificata supposizione che una scelta diversa potrà far peggiorare le cose.|
Preferiamo ciò a cui siamo abituati. Così ragiona il nostro cervello intuitivo. Avversione alle perdite, effetto dotazione e sforzo cognitivo: lo status quo bias è l’unione di questi effetti.

Stereotyping (Effetto stereotipo implicito)

Prende anche il nome di stereotipo implicito ed è il bias che si innesca quando implicitamente e senza rendercene conto attribuiamo delle caratteristiche particolari di un singolo individuo ad un altro membro appartenente allo stesso gruppo sociale (vale sia se la caratteristica è positiva, sia se è negativa)

Strawman (Fallacia dello spaventapasseri/Argomento fantoccio)

Capita che cerchiamo di confutare le affermazioni altrui estremizzandole e distorcendole.

Subadditivity effect (Effetto subadditività)

È la tendenza a giudicare la probabilità del tutto o di un insieme come minore rispetto alle singole parti che lo compongono. Spesso ci sembra che la probabilità che accada un insieme di cose sia inferiore alla somma delle probabilità che accada ognuna di esse.

Subjective validation (Convalida soggettiva)

Tendiamo a valutare corretta una frase o un’informazione quando possiede un significato o un valore personale per noi, ancor di più se contribuisce a validare dei nostri pregiudizi o dei nostri paradigmi cognitivi

Suffix effect (Effetto suffisso)

Se alla lista segue un suffisso anche irrilevante, diventa difficile ricordare gli ultimi elementi che lo precedono.
La qualità dei nostri ricordi dipende da come abbiamo acquisito e percepito le informazioni. Purtroppo ha poco a che fare con la loro effettiva importanza.
È l’indebolimento dell’effetto di recency allorquando viene aggiunto, in fondo alla lista, un item che non è richiesto di rievocare (Morton, Crowder & Prussin, 1971)

Suggestibility effect (Effetto suggestionabilità)

È un effetto cognitivo che consiste nella creazione di falsi ricordi basati sulle informazioni che ci sono state date da altri individui dopo lo svolgimento dei fatti che stiamo ricordando.
I nostri ricordi possono essere alterati da messaggi ripetuti e dall’influenza degli altri. Succede soprattutto ai bambini.
Forma di attribuzione erronea con la quale idee suggerite da un interlocutore sono scambiati come ricordi propri

Superiorità dell’immagine

Ricordiamo le immagini più facilmente delle parole.
Uno stesso elemento è più facilmente richiamabile alla memoria se è stato presentato in forma visiva rispetto che in forma scritta. 

Supporto della scelta

Il ricordo di scelte effettuate in passato è migliore del ricordo di possibilità di scelta scartate (Mother, Shafir, Johnson, 2000).
Quando abbiamo preso una decisione, facciamo di tutto per convincerci che sia stata la migliore possibile.

Surrogation bias (Bias surrogazione)

Paradigma cognitivo che si verifica quando ci fissiamo su un singolo dettaglio o su una singola metrica di una certa attività perdendo di vista la visione sistemica e il senso stesso dell’attività in questione. Deriva dal Selection bias ed è un errore di selezione (di oggetti, di persone, di dati) basato sul fatto di fare affidamento e prendere in considerazione esclusivamente i casi di successi, trascurando invece i casi negativi.
È un errore logico che consiste nel concentrarsi su persone o cose che in passato hanno superato dei processi di selezione ed ignorare completamente coloro che non li hanno superati solo perché poco conosciuti. È un bias che può comportare errori di valutazione estremamente gravi soprattutto in ambito finanziario, economico ed ingegneristico (ad esempio si può credere che gli edifici vecchi fossero fatti meglio perché più “resistenti”, quando invece al giorno d’oggi noi vediamo solo una piccolissima parte degli edifici antichi poiché la maggior parte sono crollati o comunque ritenuti inagibili nel corso dei decenni)

System justification (Bias della giustificazione del sistema)

Tendiamo a giustificare e supportare razionalmente il sistema sociale preesistente, ovvero lo status quo sociale: in questo modo, ad esempio, le differenze culturali e le disuguaglianze possono diventare una normalità, sembrando addirittura in certi casi inevitabili

Systematic bias (Bias sistematico)

È un bias cognitivo che si innesca in un sistema (ad esempio un’istituzione) che genera errori sistemici (e prevedibili) anziché errore casuali (e non prevedibili)

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