BIAS: T-Z (Elenco delle distorsioni cognitive)

Telescoping effect (Effetto telescopio)

Errore cognitivo che provoca un dislocamento temporale, facendoci percepire gli eventi più remoti come più recenti (forward telescoping) e gli eventi più recenti come più remoti e lontani (backward telescoping). Tendenza a posizionare cronologicamente gli eventi in memoria, in modo che gli eventi recenti risultino più lontani nel tempo rispetto a ciò che erano veramente, e quelli più remoti più vicini.
Gli eventi vicini ci sembrano più lontani e quelli lontani più vicini di quanto non siano realmente.

Testing effect (Effetto testing)

Fenomeno cognitivo grazie al quale testare la memoria di un individuo ci permette di rinforzarla e di facilitare il processo di rievocazione del ricordo.
Testare le conoscenze, rispondendo a domande scritte o orali, ci aiuta a consolidare le conoscenze e a mantenerle nel tempo.

Time-saving bias (Bias del risparmio temporale)

Tendenza a sbagliare la valutazione del tempo risparmiato e del tempo sprecato quando la velocità alla quale viaggiamo diminuisce o aumenta: più andiamo veloci, più sovrastimiamo il tempo che possiamo risparmiare.
Abbiamo difficoltà a valutare il tempo che possiamo risparmiare accelerando o decelerando: lo sovrastimiamo o sottostimiamo a seconda della velocità di partenza.

Third-person effect (Effetto terza persona)

Effetto cognitivo che ci porta a pensare che i messaggi dei mass media (specialmente se di natura persuasiva) abbiano un impatto maggiore sugli altri rispetto che su noi stessi. Tutti pensano che la TV e i giornali influenzino soprattutto gli altri.

Trait ascription bias (Bias di attribuzione della caratteristica)

È la tendenza che ci porta a valutare noi stessi come molto variabili in termini di comportamenti, personalità e umore mentre tendiamo a pensare che gli altri siano molto più prevedibili e soggetti a meno cambiamenti.
Una distorsione cognitiva che ci dà l’impressione che gli altri siano coerenti e facili da descrivere. Noi invece ci sentiamo complessi, ricchi di sfumature e indescrivibili.

Bias della congruenza dell’umore: le informazioni congruenti con l’umore al momento del ricordo, vengono richiamate più facilmente

Ultimate attribution error (Errore di massima attribuzione/Errore definitivo di attribuzione)

È la tendenza a giudicare negativamente le persone che appartengono ad altri gruppi sociali diversi dal nostro: tendiamo attribuire ai loro comportamenti negativi una causa addirittura genetica o intrinseca (dunque, etichettandoli), mentre tendiamo ad attribuire il merito delle loro azioni positive alla fortuna.
Ci dà l’impressione che i comportamenti negativi di gruppi diversi dal nostro (out-groups) siano esclusivamente colpa di chi li ha messi in atto. Il contesto passa in secondo piano.
Ci dà l’impressione che i comportamenti negativi di gruppi diversi dal nostro (out-groups) siano esclusivamente colpa di chi li ha messi in atto. Il contesto passa in secondo piano.

Unit bias (Bias dell’unità)

Tendiamo a voler completare un’intera unità di un certo articolo, una attività o un determinato prodotto, come ad esempio una porzione di cibo, per sentirci maggiormente soddisfatti.
Ci sentiamo così in dovere di portare a termine un compito che dimentichiamo di considerare la sua dimensione. Uno dei motivi per cui porzioni più grandi inducono a mangiare di più.

Verbatim effect (Effetto verbatim)

Di un discorso, tendiamo a memorizzare la rappresentazione mentale del nocciolo della questione e dei concetti chiave anziché ricordare le singole parole che compongono tutto il discorso

Von Restorff effect (Effetto Von Restorff 1933)

Quando veniamo esposti a più stimoli contemporaneamente, ricordiamo con più facilità e più a lungo lo stimolo che si differenzia dal resto per qualche sua caratteristica peculiare.
Un item che si distingue dagli altri per qualche caratteristica è ricordato meglio.
È più facile ricordare ciò che si distingue dalla massa, per questo evidenziamo i concetti che vogliamo memorizzare.

Weber-Fechner law (Legge di Weber-Fechner)

Questa legge descrive l’errore cognitivo su cui si basa la differenza tra una variazione fisica oggettiva (ad esempio uno stimolo sensoriale misurabile e certo) e la nostra personale realtà che viviamo di quel determinato cambiamento.
Il valore che attribuiamo a prodotti e denaro dipende da quanto già ne possediamo ed è proporzionale all’incremento. 

Well travelled road effect (Effetto viaggio di ritorno)

È il paradigma cognitivo che ci porta a vivere il viaggio di ritorno o il viaggio lungo una strada familiare come molto più breve rispetto al viaggio di andata o al viaggio percorso su una strada sconosciuta.
Le strade conosciute ci sembrano più corte di quelle nuove. (Effetto strada conosciuta)

Worse-than-average effect (Effetto inferioritá)

È la tendenza a sottostimare e sminuire i nostri successi paragonandoli a quelli delle altre persone, ovvero la tendenza contraria rispetto all’Illusory superiority

Zeigarnik effect (Effetto Zeigarnik)

Le attività incomplete o lasciate in sospeso vengono ricordate meglio rispetto a quelle portate a termine nella loro interezza, perché tendiamo a pensare ripetutamente alle attività che lasciamo in sospeso. Azioni o compiti non completati o interrotti vengono ricordati meglio rispetto a quelli portati a termine.
Ricordiamo più facilmente i compiti che abbiamo lasciato a metà.

Zero risk bias (Bias del rischio zero)

Tendiamo a voler eliminare del tutto un rischio o una minaccia anche se, in realtà, con lo stesso investimento di energie e risorse abbiamo la possibilità di eliminare delle opzioni di gran lunga più pericolose per noi.
Le soluzioni senza rischi ci piacciono di più anche quando non sono davvero le più convenienti. Infatti amiamo molto le offerte soddisfatti-o-rimborsati e i periodi di prova gratuiti.

Zero-sum bias (Bias del gioco a somma zero)

È il bias cognitivo che ci fa giudicare determinate situazioni come “a somma zero” anche quando in realtà non lo sono: per questo, tendiamo ad essere più competitivi, in quanto convinti del fatto che i successi degli altri siano direttamente proporzionali ai nostri fallimenti.
Spesso sentiamo di dover competere con gli altri per accaparrarci risorse limitate anche quando ce ne sarebbe per tutti.

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