Conoscenza

La Repubblica riconosce che l’arte e la scienza sono libere e libero ne è l’insegnamento.
La Repubblica impegna lo ~Stato a:

  • promuovere con appropriate misure e risorse lo sviluppodella cultura, la ricerca scientifica in tutte le sue discipline.
     • definire le norme generali sull’istruzione ed istituire scuole statali per tutti gli ordini e gradi.
     • garantire che scuola sia aperta a tutti.
     • garantire con apposite leggi che enti e privati siano liberi di istituire scuole ed istituti di educazione, senza oneri per lo Stato.
     • fissare, con apposite leggi, i diritti e gli obblighi delle scuole non pubbliche paritarie, cioè che chiedono la parità
     • assicurare alle scuole non pubbliche paritarie piena libertà e ai loro alunni un trattamento scolastico equipollente a quello degli alunni di scuole statali.
      • assicurare con apposite norme e mezzi che l’istruzione inferiore sia impartita per almeno otto anni sia obbligatoria e gratuita.
     • garantire con apposite leggi, norme e mezzi che i capaci e meritevoli, anche se privi di mezzi, possano partecipare ai gradi più alti degli studi beneficiandoli con borse di studio, assegni alle famiglie ed altre provvidenze, che devono essere attribuite per concorso.

La Repubblica impegna lo ~Stato ad istituire e amministrare un esame di ~Stato per l’ammissione ai vari ordini e gradi di scuole o per la conclusione di essi e per l’abilitazione all’esercizio professionale.
La Republica impegna lo ~Stato a garantire, con apposite leggi e mezzi, che le istituzioni di alta cultura, le università e le accademie obbligatoriamente si diano ordinamenti autonomi, nei limiti stabiliti dalle leggi dello Stato.

[Art. 9Art. 33Art. 34]
Citazioni [Art. 9, Art. 33, Art. 34, Art. 104, Art. 105, Art. 106, Art. 117, Art. 118, Art. 135]

Capitale di conoscenza

La conoscenza si diffonde (istruzione) e si crea (ricerca).

Istruzione

Abbiamo individuato una decina di indicatori internazionali fra i piú autorevoli e ciascuno orientato a specifici fenomeni:

 1. PISA — Programme for International Student Assessment (OCSE) È il più famoso al mondo. Valuta ogni tre anni le competenze in lettura, matematica e scienze degli studenti quindicenni in oltre 80 paesi. Non misura i contenuti scolastici ma la capacità di applicare le conoscenze a problemi reali. È considerato il termometro globale della qualità dei sistemi educativi.

2. Education at a Glance — OCSE Il rapporto “Education at a Glance – OECD Indicators” è considerato il documento di base per la valutazione dello stato dell’istruzione nel mondo. Fornisce dati su argomenti quali il livello d’istruzione, la partecipazione, il finanziamento e l’organizzazione dei sistemi educativi.
Gli indicatori forniscono informazioni sulle risorse umane e finanziarie investite nell’istruzione, su come funzionano i sistemi di istruzione e di apprendimento, e su come evolvono i rendimenti degli investimenti nell’istruzione.
3. TIMSS — Trends in International Mathematics and Science Study (IEA) Misura i livelli di apprendimento in matematica e scienze agli studenti di quarta elementare e terza media. Fornisce dati a cadenza quadriennale e permette confronti nel tempo.
4. PIRLS — Progress in International Reading Literacy Study (IEA) Valuta le competenze in lettura degli studenti di quarta elementare ed è usato, insieme a PISA, per monitorare le disuguaglianze socioeconomiche nell’apprendimento. 
5. HDI — Human Development Index (UNDP/ONU) Indice composito che include l’istruzione come una delle tre dimensioni principali (insieme a reddito e speranza di vita). La componente educativa si misura tramite anni medi di scolarizzazione e anni attesi di istruzione.
6. UIS — UNESCO Institute for Statistics Banca dati globale che raccoglie tassi di alfabetizzazione, tassi di iscrizione scolastica a ogni livello, anni di istruzione e spesa pubblica per l’istruzione per quasi tutti i paesi del mondo. È la fonte primaria per i paesi in via di sviluppo.
7. PIAAC — Programme for the International Assessment of Adult Competencies (OCSE) Spesso chiamato il “PISA per adulti”. Misura le competenze cognitive della popolazione adulta (16–65 anni) in lettura, matematica e problem solving digitale. Fotografa il livello effettivo di competenze della forza lavoro.
8. ET2020 / ET2030 — Education and Training Monitor (Commissione Europea) È il quadro strategico europeo per l’istruzione e la formazione. Pubblica ogni anno un rapporto paese per paese con indicatori comuni su: abbandono scolastico precoce, laureati, partecipazione alla formazione continua, istruzione prescolare. È il principale strumento di monitoraggio della politica educativa UE.
9. Eurostat — Education and Training Statistics La banca dati statistica ufficiale dell’UE. Raccoglie dati armonizzati su tutti gli stati membri su: tassi di scolarizzazione, livelli di istruzione della popolazione, spesa pubblica per l’istruzione, NEET (giovani che non studiano né lavorano).
10. EQF — European Qualifications Framework Non è un indice di ranking ma un sistema di riferimento comune a 8 livelli che permette di comparare i titoli di studio tra i paesi europei, facilitando la mobilità e il riconoscimento delle qualifiche.

Una prima valutazione sul posizionamento dell’Italia fra i Paesi OCSE.

In sintesi

Dove l’Italia regge o supera la media OCSE: la lettura è l’unica area in cui gli studenti italiani si collocano significativamente sopra la media, con 482 punti contro 476 della media OCSE. 
La matematica è sostanzialmente in linea. Sul fronte dei NEET, si è passati da circa 1 giovane su 3 nel 2016 al 21% attuale, un miglioramento più rapido della media OCSE. 

Dove l’Italia è strutturalmente indietro: il nodo più grave è la bassa scolarizzazione terziaria. Nel 2023 solo il 30,6% dei giovani italiani possedeva un titolo universitario, contro una media europea del 43,1%. 
 Sul fronte della spesa, l’Italia attribuisce il 4,0% del PIL all’istruzione, contro una media OCSE del 4,9%.

I due record negativi assoluti nell’area OCSE: il divario di genere in matematica è di 21 punti a favore dei ragazzi — in nessun altro degli 81 sistemi scolastici censiti il gap è così ampio.
 E sul mercato del lavoro, le laureate guadagnano in media il 58% dello stipendio dei colleghi maschi: il divario retributivo di genere più ampio di tutta l’area OCSE.

Il problema di fondo — la mobilità sociale: solo il 10% dei figli di genitori con il solo diploma di terza media riesce a ottenere la laurea, e il 37% non arriva nemmeno alla maturità. 
L’istruzione in Italia fatica ancora a essere un ascensore sociale

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