Il PIL-procapite (link) é il reddito medio dei Cittadini.non è prodotto dal governo, ma è prodotto col lavoro dei singoli Cittadini e delle loro imprese. Il governo facilita, nel migliore dei casi, ma piú spesso a impedisce che i singoli sviluppino tutto il loro PIL potenziale
Come detto, il GDP non è, come spesso equivocato, prodotto dallo Stato, ma dai Cittadini e dalle loro imprese. Il PIL dello Stato invece si misura con le entrate (per lo più fiscali), attualmente pari a circa 850 miliardi di Euro all’anno, quasi la metà del GDP nazionale[2].
Le conseguenze dell’usare un metodo o l’altro.
Il metodo della spesa induce paradossi che sembrano produrre effetti opposti e paradossali a quelli attesi, ad esempio:
Per quanto fuorvianti, le due affermazioni sono indubbiamente vere nell’immediato; a tal proposito è molto efficace l’aforisma di Keynes (inventore del PIL): «nel lungo termine saremo tutti morti».
Supponiamo che lo Stato da un giorno all’altro possa assumere un numero di dipendenti corrispondente a 100 miliardi di euro in compensi annui. I redditi, cioé il PIL, corrispondenti aumenterebbero del 6%.
Naturalmente accadrebbe il contrario se lo Stato decidesse di licenziare (-6% di PIL).
In quale delle due situazioni saremmo più felici?
Nessuna delle due ovviamente, anche se qualche sprovveduto pensa che il GDP possa crescere grazie a manipolazioni come queste invece che in forza del duro e produttivo lavoro.
La questione è infatti mal posta perché non considera gli effetti sugli altri paramentri economici e il fattore tempo (in quanto tempo si concretizzano gli effetti dell’azione).
In sintesi il «metodo della spesa» nella prospettiva dello Stato e degli statali che essenzialmente manovrano essenzialmente le sole leve della spesa pubblica (uscite), delle tasse (le entrate) e del debito dello Stato.
Il metodo del valore aggiunto rappresenta il punto di vista degli imprenditori che praticano quotidianamente la trasformazione massiva della materia e della conoscenza. É una disciplina complessa e difficile da comprendere. È necessario semplificare il problema e rapportarlo al vissuto quotidiano dei Cittadini.
Lo schema Cipolla può aiutare a dare significato all’espressione valore aggiunto.

Gli sprovveduti e i banditi si scambiano (portano via o si fanno portare via) porzioni di patrimonio senza produrre alcun miglioramento né complessivo né equo, ma semplicemente redistribuito. Gli stupidi distruggono valore per tutti e gli intelligenti ne producono abbastanza per soddisfare sé stessi e anche gli altri.
Il valore aggiunto si crea trasformando la materia e la conoscenza, per semplificare supponiamo che gli unici trasformatori sono gli esseri umani. Per trasformare la conoscenza bisogna averne almeno un po’ e sapere come recuperare quella che manca, bisogna imparare, leggere, praticare, frequentare scuole, università e i centri di ricerca. Tendenzialmente più le persone sono (in)formate più valore aggiunto producono. Sfortunatamente (in)formarsi costa e prende tempo. Lo schema Cipolla, visto in modo atemporale, fa sembrare sprovveduti quelli che investono in formazione e bruciano risorse , invece uagli sprovveduti-intelligenti avranno maggiori probabilità di diventare produttori di valore aggiunto, per sé e per gli altri.
In conclusione il metodo del valore aggiunto è facilmente usato da chi sa trasformare, ma è difficile da comprendere e da utilizzare per quei Cittadini che ancora non sono «intelligenti».
Il metodo del reddito è quasi banale da capire: si tratta semplicemente di guardare il proprio reddito individuale. Più complicato invece è rispondere alla domanda: come si fa ad aumentare il proprio reddito? Implicitamente abbiamo già spiegato i criteri fondamentali:
In sintesi
Il riscontro pratico dell’efficacia di queste regole sono i Paesi piccoli dove:
Gli esempi migliori si trovano in cima alla lista di questo post.
Una importante nota conclusiva. Semplificando, tutti i fenomeni avvengono all’interno di aree definite dai propri confini. Per esempio il PIL nazionale si riferisce al PIL relativo ad una certa area geografica delimitata da chiari confini, inoltre tiene conto di tuto quanto entra ed esce dai confini (es. Importazioni ed esportazione; oppure investimenti dall’estero e investimento all’estero). Stranamente questo aspetto é spesso dato per scontato, mentre e fondamentale per comprendere ogni fenomeno sociale. Un fenomeno molto importante per CIVICUM é il singolo individuo, il Cittadino, che porta con sé i propri confini e agisce influenzando altri Cittadini e il mondo che lo circonda.
—— NOTE ——
[1] Valori espressi in USD
[2] Le entrate e le spese degli enti pubblici dovrebbero pareggiarsi quasi perfettamente. Le convenzioni internazionali prevedono che i servizi pubblici siano indivisibili e perciò non è possibile fornire un servizio unitario ad un prezzo personalizzato. Si assume perciò che la sommatoria dei prezzi corrisponda al valore complessivo dei servizi e che questo sia pari alle entrate. Nella realtà le entrate non coprono le spese dello Stato, ragione per la quale il debito dello Stato continua a crescere.
[3] L’indirizzamento indiretto dell’economia nasconde fin troppo spesso interessi elettorali e di altra natura (accordi non trasparenti, ecc). I governi delle economie «progettate a tavolino» presentano molti problemi sia in chiave di controllo della vita dei Cittadini e sia di tecniche di gestione centralistico-pianificatorie che nel secolo scorso hanno provocato collassi epocali.
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I Cittadini non sono indistinguibile massa, sono individui e il loro reddito si misura per-capita
CIVICUM ama gli standard, meglio se sono globali, perchè facilitano i confronti. Anche per questo preferisce riferirsi al PIL con l’equivalente acronimo internazionale GDP – Gross Domestic Product.
Il GDP Italia 2016 si posiziona all’ottavo posto nel mondo con 1680 mld €.
Gli Stati, Italia inclusa, purtroppo tendono a misurare il GDP nella forma di aggregato nazionale e lo presentano come risultato dell’azione di governo. Questa informazione aggregata è spesso fuorviante per diversi motivi:
Come detto, il GDP non è, come spesso equivocato, prodotto dallo Stato, ma dai Cittadini e dalle loro imprese. Il PIL dello Stato invece si misura con le entrate (per lo più fiscali), attualmente pari a circa 850 miliardi di Euro all’anno, quasi la metà del GDP nazionale[2].
Le conseguenze dell’usare un metodo o l’altro.
Il metodo della spesa induce paradossi che sembrano produrre effetti opposti e paradossali a quelli attesi, ad esempio:
Per quanto fuorvianti, le due affermazioni sono indubbiamente vere nell’immediato; a tal proposito è molto efficace l’aforisma di Keynes (inventore del PIL): «nel lungo termine saremo tutti morti».
Supponiamo che lo Stato da un giorno all’altro possa assumere un numero di dipendenti corrispondente a 100 miliardi di euro in compensi annui. I redditi, cioé il PIL, corrispondenti aumenterebbero del 6%.
Naturalmente accadrebbe il contrario se lo Stato decidesse di licenziare (-6% di PIL).
In quale delle due situazioni saremmo più felici?
Nessuna delle due ovviamente, anche se qualche sprovveduto pensa che il GDP possa crescere grazie a manipolazioni come queste invece che in forza del duro e produttivo lavoro.
La questione è infatti mal posta perché non considera gli effetti sugli altri paramentri economici e il fattore tempo (in quanto tempo si concretizzano gli effetti dell’azione).
In sintesi il «metodo della spesa» nella prospettiva dello Stato e degli statali che essenzialmente manovrano essenzialmente le sole leve della spesa pubblica (uscite), delle tasse (le entrate) e del debito dello Stato.
Il metodo del valore aggiunto rappresenta il punto di vista degli imprenditori che praticano quotidianamente la trasformazione massiva della materia e della conoscenza. É una disciplina complessa e difficile da comprendere. È necessario semplificare il problema e rapportarlo al vissuto quotidiano dei Cittadini.
Lo schema Cipolla può aiutare a dare significato all’espressione valore aggiunto.

Gli sprovveduti e i banditi si scambiano (portano via o si fanno portare via) porzioni di patrimonio senza produrre alcun miglioramento né complessivo né equo, ma semplicemente redistribuito. Gli stupidi distruggono valore per tutti e gli intelligenti ne producono abbastanza per soddisfare sé stessi e anche gli altri.
Il valore aggiunto si crea trasformando la materia e la conoscenza, per semplificare supponiamo che gli unici trasformatori sono gli esseri umani. Per trasformare la conoscenza bisogna averne almeno un po’ e sapere come recuperare quella che manca, bisogna imparare, leggere, praticare, frequentare scuole, università e i centri di ricerca. Tendenzialmente più le persone sono (in)formate più valore aggiunto producono. Sfortunatamente (in)formarsi costa e prende tempo. Lo schema Cipolla, visto in modo atemporale, fa sembrare sprovveduti quelli che investono in formazione e bruciano risorse , invece uagli sprovveduti-intelligenti avranno maggiori probabilità di diventare produttori di valore aggiunto, per sé e per gli altri.
In conclusione il metodo del valore aggiunto è facilmente usato da chi sa trasformare, ma è difficile da comprendere e da utilizzare per quei Cittadini che ancora non sono «intelligenti».
Il metodo del reddito è quasi banale da capire: si tratta semplicemente di guardare il proprio reddito individuale. Più complicato invece è rispondere alla domanda: come si fa ad aumentare il proprio reddito? Implicitamente abbiamo già spiegato i criteri fondamentali:
In sintesi
Il riscontro pratico dell’efficacia di queste regole sono i Paesi piccoli dove:
Gli esempi migliori si trovano in cima alla lista di questo post.
Una importante nota conclusiva. Semplificando, tutti i fenomeni avvengono all’interno di aree definite dai propri confini. Per esempio il PIL nazionale si riferisce al PIL relativo ad una certa area geografica delimitata da chiari confini, inoltre tiene conto di tuto quanto entra ed esce dai confini (es. Importazioni ed esportazione; oppure investimenti dall’estero e investimento all’estero). Stranamente questo aspetto é spesso dato per scontato, mentre e fondamentale per comprendere ogni fenomeno sociale. Un fenomeno molto importante per CIVICUM é il singolo individuo, il Cittadino, che porta con sé i propri confini e agisce influenzando altri Cittadini e il mondo che lo circonda.
—— NOTE ——
[1] Valori espressi in USD
[2] Le entrate e le spese degli enti pubblici dovrebbero pareggiarsi quasi perfettamente. Le convenzioni internazionali prevedono che i servizi pubblici siano indivisibili e perciò non è possibile fornire un servizio unitario ad un prezzo personalizzato. Si assume perciò che la sommatoria dei prezzi corrisponda al valore complessivo dei servizi e che questo sia pari alle entrate. Nella realtà le entrate non coprono le spese dello Stato, ragione per la quale il debito dello Stato continua a crescere.
[3] L’indirizzamento indiretto dell’economia nasconde fin troppo spesso interessi elettorali e di altra natura (accordi non trasparenti, ecc). I governi delle economie «progettate a tavolino» presentano molti problemi sia in chiave di controllo della vita dei Cittadini e sia di tecniche di gestione centralistico-pianificatorie che nel secolo scorso hanno provocato collassi epocali.