I Cittadini Italiani, riuniti nella loro assemblea chiamata Repubblica Italiana, stabiliscono di riservare esclusivamente a sè il diritto e dovere di modificare la Costituzione.
Stabiliscono inoltre di parzialmente e pro-tempore limitare la propria sovranità individuale delegando allo ~Stato il compito di amministrare le regole di convivenza fra Cittadini Italiani e con quelli degli altri ~Paesi. Allo scopo i Cittadini Italiani affidano parte dei propri beni, tangibili e intangibili, allo ~Stati perchè abbia i mezzi per amministrarli nell’interesse comune e perchè possa trasformarli in un ~Paese migliore.
[Art. 1]
Citazioni [Art. 1, Art. 7, Art. 11]
In sintesi
La sovranità, se non si esercità non esiste.
Il popolo (espressione assai vaga) sarà anche sovrano, ma non decide quasi su nulla e per di più raramente.
Ci pensano i partiti a scegliere «per conto» dei Cittadini. Questa non è una caratteristica della democrazia rappresentativa, è piuttosto un abuso. È infatti una concentrazione di potere nei partiti contro l’interesse dei Cittadini.
Molti ci spiegano che è meglio così perchè gli italiani non sono capaci di prendere decisioni. Quei molti devono essere degli ammiratori/sostenitori delle Tirannie. Ma non hanno del tutto torto, chi non pratica l’arte di prendere decisioni è molto probabile che non sia particolarmente bravo nel prendere decisioni. È per questo che da tempo i partiti progressivamente aggiungono restrizioni alla libera espressione elettorale dei Cittadini Italiani.
Sovranitá? Dove sarebbe?
Nel nostro ~Paese i Cittadini hanno ben poche possibilità di esprimere scelte per la conduzione del ~Paese. Poche anche per la conduzione delle amministrazioni subordinate o indipendenti.
Dove e quando si esercita la sovranitá?
La nostra governance certamente non è una delle grandi democrazie di riferimento.
Perfino la Costituzione, che dovrebbe essere la massima espressione della sovranità del popolo, é sostanzialmente intoccabile.
Permane nel ~Paese il forte e ampio convincimento, ossessivo e sacrale, secondo il quale non è il caso di aggiornare la Costituzione per allinearla all’evoluzione socio-economica della società umana.
L’intoccabile sacralitá é un pensiero eternalista e creazionista.
Negli altri ~Paesi i cittadini sono un po’ piú sovrani?
Poiché il confronto con gli altri ~Paesi é sempre stimolante, riportiamo qualche dato storico statistico.
Dal 1947 la Costituzione Italiana è stata emendata 15 volte. Nello stesso periodo:
La bellezza delle statistiche sta negli occhi di chi le guarda e osserviamo, con ironia, che quasi tutti i Paesi hanno Costituzioni così gravemente lacunose che è necessario cambiarle in continuazione.
Senza dubbio la Costituzione Italiana deve essere la più bella del mondo perché la si è dovuta limare pochissime volte.
Un’ironia che rasenta il sarcasmo
Non ostante l’immobilità della Costituzione italiana, il popolo italiano ha una indiscussa e solida esperienza nel frequentemente rileggere le proprie regole di convivenza, discuterle, sviluppare proposte ed efficientemente approvarle. Solo che arrivano sempre alla conclusione che non è mai il caso di cambiare qualcosa.
Bisogna rendere onore al progetto iniziale così dettagliato (139 articoli) r così preveggente da avere appunto previsto lo sviluppo tecnologico, l’interdipendenza con gli altri ~Paesi, lo spostamento delle forze geo-politiche. Al quasi compimento degli ottanta anni non è necessario cambiare proprio nulla.
La Costituzione Italiana è talmente sacra ed intoccabile che anche il solo pensare di cambiarla é addirittura blasfemo. Bene fanno i partiti a trovare ragioni per non cambiarla e per ostacolare chi eventualmente volesse provarci. Un grande partito trasversale sostiene la Costituzione più bella del mondo con pregevole motivazione: meglio non abituare i cittadini a cambiarla perchè, non si sa mai, potrebbero iniziare a pensare di essere cittadini sovrani