BIAS

Il meglio è nemico del bene

La sopravvivenza degli esseri viventi dipende molto dalla rapidità con la quale riconoscono i pericoli, se ne difendono e si adattano ai cambiamenti dell’ambiente.
L’economista italiano Pareto aveva osservato che, in genere, il 20 % delle cause produce l’80 % degli effetti. In altre parole, se si agisce sulle sole cause più nocive è possibile ridurre di molto gli effetti sfavorevoli. 
Anche la saggezza popolare, con la sua sintetica incisività (il meglio è nemico del bene), raccomanda: più utile essere «precisi in un buon numero di casi e veloci» che «essere perfettamente precisi, ma troppo lenti».
In ogni caso, non c’è garanzia che il perfetto esista e comunque la ricerca del perfetto fa perdere tempo prezioso.
La mente [1] lo ha capito e si è inventata arguti metodi, per decidere e agire velocemente, che includono il rischio di qualche decisione sbagliata.

Pensieri veloci, ragionevolmente precisi, ma non perfetti.

Più delle cose, la mente preferisce ricordare storie vissute e ricorrenti.
Al presentarsi di una situazione, la mente è efficientissima nell’estrarre dalla memoria le storie con sufficienti similitudini. Non solo, ripesca velocemente anche le decisioni che in quelle circostanze avevano prodotto risultati favorevoli.
Il principio di fondo è che, a parità di contesto, quanto andava bene allora può andare bene anche adesso. Quindi, la mente senza perdere troppo tempo, ri-decide e ri-agisce allo stesso modo.
Tutto ciò accade in quasi totale inconsapevolezza.
Come quando affidiamo al nostro santo protettore la guida dell’auto e ci dedichiamo, insieme ai compagni di viaggio, ad argomenti complessi.
Guida automatica ante litteram?
Gli studiosi della materia hanno battezzato questo ingegnioso metodo a guida automatica e inconsapevole con l’espressione «Sistema 1» (S1).

E per gli errori? Servono i pensieri lenti

Il S1 funziona bene per le situazioni ripetitive e fornisce buone decisioni pre-confezionate, pronte all’uso immediato. Decide velocemente, consuma poca energia, non richiede lo sforzo della consapevolezza e tutto sommato provoca pochi errori gravi. Infatti il S1 ricorda le decisioni che in passato hanno prodotto risultati sfavorevoli ed automaticamente li evita.
Peccato che non sia molto bravo a riconoscere i propri errori.
L’Universo, inoltre, è troppo vasto e complesso per il nostro cervello che non è grande abbastanza per ricordare tutto. Questo limite costringe la mente a selezionare le storie davvero utili e a scartare quelle scarsamente interessanti. Non è ancora chiaro il miracoloso metodo con cui la mente decide se una storia merita di essere ricordata.
Per rimediare alle sue importanti lacune S1 deve chiedere aiuto all’altra brillante invenzione della mente: il Sistema 2 (S2), quello dei pensieri lenti, energivori e consapevoli. 
In questo post però ci occupiamo però solo del modello S1.

Il catalogo dei bias

Abbiamo visto che S1, campione di guida automatica, non è adatto ad intercettare e risolvere i propri errori, le nuove sfide o le storie che non ricorda.
S1 si basa infatti su una sorta di catalogo di storie ripetitive di successo (o insuccesso) alle quali associa decisioni pre-confezionate che per questo possiamo chiamare a buon diritto «pre-giudizi», cioè di utili decisioni pre-formate, pronte all’uso immediato, senza le quali saremmo quasi paralizzati nell’inazione. Il nostro santo protettore, S1, prende moltissime e importanti decisioni senza renderle a noi consapevoli così che possiamo impegnare la nostra consapevolezza, e il S2, su sfide apparentemente più complesse, in realtà solo nuove e ancora sconociute.
Forse il «pregiudizio», bias in inglese, ha un valore linguisticamente negativo solo perchè S2 si attiva quando rileva un errore del S1. Sembra quasi che S2 sia geloso delle notevoli performance del S1 e che cerchi di usare i suoi rari errori per metterlo in cattiva luce.
Razionalmente dobbiamo invece constatare che i due sistemi cooperano con complementare efficacia ed efficienza, per il nostro bene.
Stiamo scrivendo questo post con l’aiuto del S2 e lo facciamo con la sua logica: intercettare le fallacie, i bias in senso negativo, le illusioni ed altri errori con l’intento di rimediarvi. 

Segue un elenco di distorsioni congnitive. È lontano dall’essere completo, univoco e immediatamente comprensibile; tuttavia rende l’idea di quante decisioni del S1 difendiamo talvolta anche con fanatica veemenza o addirittura fino alla morte, sebbene siano errate. Ciò non ostante non possiamo fare a meno della velocità ed economia euristica del S1. Solo una piccola parte delle decisioni del S1 sono «distorsioni cognitive» che sarebbe opportuno ridurre. Al momento sembra vi sia un unico modo per farlo: intensificare l’uso del S2 per aggiornare il catalogo dei bias, migliorando la qualità delle decisioni inconsapevoli.  

=========== NOTE ==========

[1] Con la parola «cervello» generalmente intendiamo l’oggetto fisico composto di organi cooperanti in grado di eseguire elaborazioni complesse. Con mente intendiamo quella capacità di elaborare le informazioni che contiene quella del cervello alla quale aggiunge la capacità di modificarlo, secondo le regole dell’evoluzione

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