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La Val Padana é una delle aree piú inquinate d’Europa. Anche se vi sono stati grandi progressi nella riduzione degli inquinanti e nel miglioramento dell’aria, le specifiche circostanze orografiche e climatiche di quest’area costituiscono importanti ostacoli al portare la qualità dell’aria verso la media dei 35 paesi membri dell’OCSE (Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico).
A queste circostanze sfortunate occorre rispondere quindi con un impegno maggiore. Lo sforzo in questa direzione di numerose associazioni civiche dimostra che questo problema é fortemente sentito; il desiderio di impegnarsi di piú per risolverlo è ampiamente condiviso.
Tra queste associazioni CIVICUM si distingue nel suo approccio: suggerire alle Amministrazioni Pubbliche un metodo standard e un rendiconto standard, l’uno per individuare e applicare le soluzioni tecnologico-normative e l’altro per misurare i progressi.
Per le ragioni piú oltre motivate, il rapporto é focalizzato sull’abbattimento delle polveri sottili in Val Padana.
ll rapporto parte da una prospettiva sulla natura del problema, elenca le principali fonti di emissione di polveri sottili, i danni per la salute e per lo sviluppo economico delle aree piú sofferenti. Affronta poi la complessa tematica delle possibili soluzioni, elencando innanzitutto quali potrebbero essere i criteri di scelta.
In seguito viene proposto un approccio analitico articolato secondo dove una matrice a tre dimensioni:
i) il tipo di area,
ii) le caratteristiche dell’emittente di polveri sottili,
iii) la tipologia di combustione e il combustibile.
Infine si tratta di come ingaggiare le Pubbliche Amministrazioni per implementare le soluzioni che meglio rispondono alle sfide, al sentire dei Cittadini, alle competenze disponibili e naturalmente alla disponibilità di fondi.
Come risultato di questo studio, C-LAB si sta orientando ad una seconda fase del progetto nel quale é stata scelta una delle caselle della matrice, é stato identificato un insieme di soluzioni adatte allo scopo e infine é in elaborazione una proposta per le Amministrazioni competenti.
Noi umani, nella nostra microscopica ma arrogante piccolezza, siamo una muffetta tenace che campa precariamente nello spessore angusto di una pellicola molto sottile che avvolge una palla di fuoco lanciata a velocità folle nello spazio gelido. Insieme ai licheni, sembriamo una patina che sporca il sasso sul quale viaggiamo. Siamo probabilmente la lordura che i latini chiamavano inquinamentum.
Lo abbiamo molto studiato ed é ben conosciuto, ma siamo lenti a cacciarlo via.
Alcuni sono piú lenti di altri, per esempio in Val Padana siamo i piú lenti d’Europa, insieme alla Polonia del sud.
C’é chi dice che l’inquinamento sia l’inevitabile conseguenza della grande capacità di produrre ricchezza combinata alla sfavorevole orografia della Valle. Non puó essere solo questo, gli italiani che sono riconosciuti magister mondiali della Qualità della Vita devono essersi distratti per un lungo momento. Ora peró devono velocemente porre rimedio e C-LAB vorrebbe essere un acceleratore dei rimedi e delle contromisure.
A proposito dell’inquinamento la Treccani recita: indica la presenza, in un determinato luogo limitato o circoscritto, di una o piú sostanze estranee, dette inquinanti, capaci di alterare i componenti dell’ambiente in cui l’uomo vive. Chiarissimo: quindi abbiamo sezionato in aree geografiche ben delimitate, in tipologie di inquinamento che vi «allignano» e abbiamo applicato il noto principio della difesa della propria reputazione cosí rifrasato: se inquino pago. Ora si tratta di far convergere sugli amministratori pubblici il consenso dei Cittadini e dei principali aventi interesse ad applicare le soluzioni piú adatte ad ogni sezione del problema. Si tratta di copiare quelle meglio sperimentate che utilizzano le piú avanzate e collaudate tecnologie. Oltre a questo abbinamento fra tipologie di inquinamento, C-LAB propone un metodo per l’applicazione dei rimedi mirati, come sempre, a un concreto miglioramento della Qualità della Vita.
La prima e piú importante ragione sta nel fatto che la Pianura Padana é l’area fra le piú inquinate d’Europa ed anche del Mondo. La seconda ragione, ma non meno importante, é che tutti riconoscono agli italiani uno straordinario senso della Qualità della Vita, molti stranieri ambiscono a visitare l’Italia, passarvi una vacanza e anche viverci. Ma non gradiscono vivere nell’inquinamento perciò possono decidere di spendere i loro soldi altrove.
Gli amici di C-LAB, che fra di loro amichevolmente si chiamano civitesi, si sono dati la missione di aiutare gli Amministratori Pubblici a massimizzare l’efficacia e l’efficienza della loro azione a favore di una migliore Qualità della Vita dei Cittadini italiani e dei loro ospiti.
I civitesi non sono scienziati dell’ambiente e non intendono diventarlo. Si ripropongono invece di identificare e suggerire quali comportamenti degli Amministratori Pubblici (e dei Cittadini) possono e devono essere abbandonati, modificati o adottati coerentemente con la missione della PA che non casualmente coincide con quella di C-LAB: migliorare equamente la Qualità della Vita dei Cittadini.
Dalle rilevazioni dell’ISPRA risulta che le emissioni nazionali di PM 10 si sono ridotte del 34%, nel periodo 1990-2014. Il settore del trasporto stradale[10] ha migliorato anche di più (-59%) e contribuisce alle emissioni totali con una quota del 12% nel 2015. Le emissioni provenienti dalla combustione non industriale invece sono quasi raddoppia dal 1990 al 2015, raggiungendo il 62% e rappresentano nel 2015 il settore più importante delle emissioni totali. Il 65% di tale incremento deriva dalla combustione di biomasse (pellet e legna) per riscaldamento domestico. Vedi anche la tabella fonte ISPRA Inventario Emissioni 2017.[11]
Va rilevato che la componente prevalente e crescente del PM10 è rappresentata dalle PM2,5 (quasi il 90% nel 2015 a livello nazionale). Tale componente è in grado di penetrare nel sangue attraverso gli alveoli polmonari.
In inverno il particolato deriva prevalentemente dal traffico e dai riscaldamenti ed è fortemente arricchito di particelle ultra-fini, tra cui il black carbon e l’organic carbon (BC e OC), prodotti prevalentemente dai motori diesel e dalla combustione di biomasse, specialmente nelle aree con minore densità di complessi abitativi. Questi generalmente non utilizzano impianti di riscaldamento centralizzati, ma piuttosto stufe e caminetti a legna o pellet. Il BC/OC è composto da atomi singoli o da piccole catene di carbonio, che reagiscono violentemente con gli ossidanti (es. fuoco) e con molti altri composti; questi processi di trasformazione attraggono e aggregano una grande varietà di sostanze cancerogene e geno-tossiche, quali ad esempio gli idrocarburi policiclici aromatici (IPA) e i metalli, veicolate nell’organismo[12].
A livello nazionale il particolato (PM10) risulta essere emesso maggiormente da processi primari di combustione non industriale, ma riducendo l’area di indagine a scala regionale o urbana le proporzioni cambiano e, per città fortemente congestionate dal traffico come Milano, il PM10 è emesso per il 41% da trasporto su strada e per il 27% da combustioni non industriali (dati INEMAR – Inventario Emissioni Aria – Lombardia 2014).
L’OECD pubblica annualmente il rapporto How’s Life, per ciascun Paese. Nell’infografica che segue ciascun segmento di disco rappresenta un indicatore il cui nome e simbolo stanno nel girone più esterno. Subito sotto, ed entro ciascun segmento, stanno i nomi dei sotto-indicatori il cui valore corrisponde alla dimensione delle barre che si irradiano dal centro. Quanto più lunga è la barra tanto migliore è lo stato dell’indicatore e viceversa.
Il concetto di Qualità della Vita facilmente scivola sul piano filosofico, la sfida di renderlo quantificabile ha attratto l’attenzione delle molte Civil Societies, intergovernative (come l’OECD e l’OMS) e private (come C-LAB, Transparency International, RiparteIlFuturo, Genitori AntiSmog) il cui scopo è aiutare gli Amministratori Pubblici nel perseguimento della loro missione: la Qualità della Vita. Da anni le Civil Societies raccolgono dati in forma di indicatori e li interpretano organizzandoli in proposte di miglioramento. Con l’esperienza, le misurazioni si fanno sempre più estese, più dettagliate e più precise, ma specialmente quei dati sono diventati un riferimento-standard per tutti a livello nazionale, al livello regionale e anche delle Città più importanti. C-LAB ha scelto di seguire prioritariamente le statistiche OECD che hanno il pregio di riferirsi ai Paesi a più elevato sviluppo economico con i quali si confronta l’Italia. C-LAB intende contribuire agendo su tutti e undici indicatori del Better Life Index per l’Italia con l’intento di spostarli verso l’alto a partire da uno dei peggiori: l’ambiente.
C-LAB ha scelto di appoggiarsi agli indicatori dell’OECD che ha deciso di seguire l’andamento del particolato PM invece di quello dei gas. Non è stata una scelta solo metodologica, è anche basata su argomentazioni che in parte elenchiamo:
[1] La responsabilità condivisa viene spesso interpretata come: nessuno è chiamato a decidere e a rispondere ai Cittadini, il che porta al disastro dei beni in comune (Tragedy of commons).
[2] È stato sufficiente alzare il costo delle sigarette e insieme vietare il fumo nei locali pubblici per ridurre drasticamente il numero di fumatori. Ricordando che il fumo di sigarette è un grandissimo produttore di PM. Qualcosa di simile è accaduto multando i motociclisti che non portavano il casco con le assicurazioni che non pagavano i danni alla testa per chi non portava il casco.
L’Organizzazione Mondiale della Salute (OMS) fornisce valori di riferimento e di pericolosità sui quali i legislatori hanno stabilito limiti di intervento e obiettivi di riduzione delle concentrazioni, in Italia il DLeg 155 2010 recepisce la direttiva europea 2008/50/CE. Come riportato dall’Istituto Superiore per la Ricerca Ambientale (ISPRA) le emissioni dei principali inquinanti sono molto diminuite nel tempo, anche quelle gassose. Sono risultati incoraggianti il cui merito va principalmente alle numerose Civil Societies che vi si sono dedicate e a tutti coloro che hanno sentito di dover partecipare in concreto al miglioramento della Qualità della Vita dei concittadini. Tutto ciò però non è ancora sufficiente sia perchè gli indicatori sono ancora molto superiori ai livelli target desiderati sia perchè scendono troppo lentamente. La velocità di discesa è infatti il fattore critico della questione.
Nel quadro europeo, il bacino padano rappresenta una delle aree di maggior criticità. Il particolato di diametro inferiore a 10 micron (PM10, PM2,5 e più piccole ancora) può permanere per molti giorni nell’aria e la sua concentrazione aumenta ove la ventilazione è scarsa e il clima è freddo[3]. La Pianura Padana, oltre a essere una delle zone di più alta intensità produttiva, è delimitata ai lati da catene montuose così che doppiamente subisce gli effetti sfavorevoli della situazione orografica. Si tratta di fattori che però non possono costituire alibi all’inerzia, ma devono semmai agire da stimolo ad azioni determinate ed efficaci.
[3] Queste condizioni sono caratteristiche della Val Padana dove il fenomeno dell’inversione termica spinge in basso le sostanze inquinanti e aumenta la densità dell’inquinamento già moltiplicato dalla scarsa ventilazione.
L’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) stima che l’inquinamento atmosferico ambientale causa nel mondo circa 4.2 milioni di decessi prematuri all’anno, più di 400.000 solo in Europa; esso è responsabile di 6.3 milioni di anni di vita persi e del 3% della mortalità cardio-respiratoria. In un recente processo di revisione della letteratura scientifica sui principali inquinanti, l’OMS ha raccomandato all’Unione Europea politiche urgenti di contenimento delle emissioni e standard di qualità dell’aria più stringenti (progetto REVIHAAP, www.euro.who.int). L’Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro dell’OMS ha recentemente stabilito per il cancro del polmone che esistono prove sufficienti della cancerogenicità del particolato atmosferico.
Per quanto riguarda gli effetti acuti sulla salute, l’OMS ha schematizzato le relazioni tra l’intensità delle conseguenze sanitarie, la proporzione di popolazione colpita e la gravità dell’inquinamento atmosferico.
La figura seguente riporta la variazione percentuale media stimata del numero di ricoveri urgenti per cause mediche, cardiovascolari e respiratorie riferita a un aumento della concentrazione media di PM10 di 50 g/m3 negli anni 2001-2006[6].
[6] Fonte: Istituto di medicina sociale e preventiva, Università di Basilea, 2009 – Analisi dell’impatto dell’inquinamento da polveri sottili (PM10) sui ricoveri urgenti negli anni 2001-2006, Rapporto breve, p. 8
La correlazione tra l’esposizione a polveri sottili e alcune malattie respiratorie, come l’asma, è stata confermata da tempo, ma negli ultimi anni sono stati completati molti degli studi che indagano sulla salute mentale dell’uomo. Secondo un articolo pubblicato sulla rivista Translational Psychiatry dai ricercatori della University of Southern California, vivere in aree dove le concentrazioni di PM2.5, il particolato sottile il cui diametro aerodinamico è inferiore a 2.5 micron può aumentare significativamente nelle donne il rischio di demenza senile.
La tossicità a livello cerebrale è stata evidenziata anche da un altro recente studio, la scoperta è dei ricercatori dell’università di Lancaster che, sulla rivista scientifica Pnas, hanno dimostrato che i veleni delle città penetrano anche tra neuroni e sinapsi. Si tratta del particolato ultra-fine di magnetite (un ossido di ferro), prodotto dal traffico e dagli impianti di generazione di energia, responsabile di malattie polmonari e cardiocircolatorie, che questo lavoro inglese lega anche all’Alzheimer.
Bambini e anziani sono maggiormente colpiti dall’effetto dannoso delle polveri sottili. Secondo la World Health Organization l’inquinamento in genere uccide 1,7 milioni di bambini ogni anno, un quarto del totale delle morti infantili[7]. I bambini respirano con un ritmo quasi doppio rispetto a quello di un adulto. Hanno un’sistema immunitario meno sviluppato, in modo particolare nei primi anni di vita.
Gli studi scientifici dimostrano che i bambini fino a 14 anni accumulano più particelle rispetto ad un adulto. Gli anziani sono spesso più vulnerabili, sia a livello immunologico che per una maggiore possiblità di contrarre malattie respiratorie.
Lo studio, pubblicato su J of Pediatrics, ha evidenziato come le donne esposte all’inquinamento atmosferico durante il periodo di gestazione vedano aumentare il rischio che i loro figli nascano con difetti e malformazioni come il labbro leporino o palato anormale. Per arrivare a questa conclusione i ricercatori hanno confrontato i dati delle 57 stazioni di monitoraggio dell’Agenzia per la protezione ambientale degli Stati Uniti in tutto l’Ohio. I ricercatori hanno calcolato l’esposizione media all’inquinamento collegando le coordinate geografiche della residenza della madre per ogni nascita con la stazione di monitoraggio più vicina. Si è notata così l’associazione tra le anomalie alla nascita e l’esposizione della madre a livelli troppo alti di polveri sottili durante la gravidanza. Il tempo di esposizione più sensibile è risultato essere il mese prima e quello dopo il concepimento.
La tutela dell’ambiente e la considerazione dei suoi aspetti economici si sono imposte all’opinione pubblica internazionale a partire dagli anni settanta con il manifestarsi di problemi ambientali di carattere globale e con la presa di coscienza che essi vanno affrontati nell’ambito di politiche concordate in sede internazionale.
La comunità degli Stati ha approvato l’Agenda 2030 per uno sviluppo sostenibile, i cui elementi essenziali sono 17 obiettivi SDGs, (Sustainable Development Goals). L’abbattimento dell’inquinamento atmosferico è uno di questi obiettivi. In particolare, i livelli di inquinamento in città sono un indicatore per lo Sviluppo urbano sostenibile (SDG 11); l’accesso all’energia pulita – in particolare per il riscaldamento domestico – lo è per l’Energia sostenibile (SDG 7) e la mortalità dovuta all’inquinamento dell’aria (indoor e outdoor) è utilizzato per l’obiettivo Benessere e salute (SDG 3)[8].
[4] Monofattoriale significa: una sola causa genera un solo effetto. Con questa affermazione si comprende meglio la ragione per la quale abbiamo scelto un approccio alla Pareto: il 20% delle cause producono l’80% degli effetti. Rimosse o ridotte le cause prevalenti si riducono la maggior parte degli effetti. (link a post Pareto)
[5] Il Global Burden Desease misura la diminuzione della salute provocata centinaia di cause diverse mettendo i sistemi della salute in condizione di migliorarla con priorità e scelte razionali.
[6] Fonte: Istituto di medicina sociale e preventiva, Università di Basilea, 2009 – Analisi dell?impatto dell’inquinamento da polveri sottili (PM10) sui ricoveri urgenti negli anni 2001-2006, Rapporto breve, p. 8
[7] http://www.who.int/news-room/facts-in-pictures/detail/children’s-environmental-health
[8] https://www.un.org/sustainabledevelopment/sustainable-development-goals/
Esistono numerose correlazioni tra inquinamento atmosferico e sviluppo economico.
Secondo l’OECD a pagare un prezzo più alto, in termini di Global Burden of Disease per l’inquinamento saranno l’India, la Cina e le altre economie emergenti. I Paesi a PIL pro-capite più basso solitamente subiscono un più grave inquinamento atmosferico, e non solo, perchè danno priorità alla crescita economica. Il fenomeno è comune e spiegabile con il criterio «la Qualità della Vita costa» che focalizza le scarse risorse disponibili sulla sopravvivenza invece che sulla qualità. Al contrario i Paesi a PIL-procapite più elevato possono dedicare più risorse alla cura dell’ambiente che a loro volta producono un’ulteriore accelerazione nell’aumento del PIL. Per esempio, aggiungere i filtri antiparticolato agli impianti industriali è un costo, ormai obbligatorio, ma è anche un ricavo addizionale per chi produce filtri, ancor più se si tratta di tecnologia avanzata ad alto costo e alta competenza degli operatori. Il divario di sviluppo economico fra gli oltre 200 Paesi ONU potrebbe ancora per decenni essere causa dell’aumento dell’inquinamento medio globale. Naturalmente nemmeno questo fenomeno può essere un alibi per frenare gli investimenti sulla Qualità della Vita nei Paesi dell’OECD, che semmai potrebbero sviluppare ed esportare tecnologie appropriate a costi ragionevoli con vantaggio per tutti.
L’alta concentrazione di inquinanti nell’aria sta danneggiando anche i prodotti dell’agricoltura e dell’allevamento. Sebbene manchino ancora studi definitivi sul tema, è ormai chiaro che nelle vicinanze di aree ad alto inquinamento atmosferico, oltre ai danni diretti alla salute per i residenti, i danni indiretti derivanti da prodotti esposti al particolato vengono trasportati ed utilizzati altrove, anche per l’alimentazione delle persone e degli animali. I casi più gravi conseguono a comportamenti criminali (es. incendi di rifiuti e sostanze tossiche), ma anche alle «normali» forme di inquinamento.
Le principali sostanze generatrici di polveri sottili sono organiche (a base di carbonio)[9] usate per la combustione, in particolare si tratta delle biomasse fresche (es.: legna) e fossili (es.gasolio). Il particolato è una miscela di particelle solide e liquide con varie caratteristiche fisiche, chimiche e morfologiche. Può essere di tipo primario, se prodotto dalla combustione e poi immesso in atmosfera, o secondario quando si forma a causa di reazioni post-combustione fra vari composti, organici e non, gassosi, liquidi e solidi. Nell’atmosfera i particolati più comuni sono aggregati di solfato, di nitrato, di ammoniaca, di cloruro di sodio, di carbonio, di polveri minerali. Il seguente grafico sintetizza l’evoluzione nazionale delle sorgenti di emissione del PM10 primario (in mg o migliaia di tonnellate).
[9] Esistono molti altri tipi di polveri sottili come quelle «naturali» provenienti dal suolo locale o trasportate dai venti. Queste non incidono più delle altre ed inoltre non sono causate dall’uomo, o almeno non in modo diretto (es. desertificazione).
[10] In quest’analisi sono per il momento esclusi i trasporti aerei, marittimi, le macchine per l’agricoltura e quelle tipicamente «movimento terra» usate anche per i cantieri delle grandi costruzioni.
[12] Cfr. http://www.arpalombardia.it/sites/QAria/_layouts/15/QAria/Inquinanti.aspx
Il problema della concentrazione di particolati atmosferici e della frequenza di superamento delle soglie pericolose è particolarmente rilevante in alcune aree geografiche centro europee e soprattutto nella Pianura Padana.
La seguente mappa (Fonte ISPRA) evidenzia le aree dove le concentrazioni medie di PM 10 sono state superiori ai valori limite OMS: nel 2014:
Fonte : ISPRA – Annuario – Indicatori
Si stima inoltre che in alcuni contesti urbani più del 50% sia di origine secondaria, cioè derivate per reazione di emissioni gassose di Ossidi di Azoto NOx, la cui principale fonte di emissione è rappresentata dai motori diesel.
La seguente mappa (Fonte ISPRA) evidenzia le aree dove le concentrazioni medie sono state superiori ai valori limite OMS ed il numero di giorni di superamento.
La foto qui di seguito, scattata nel Dicembre 2017 dal satellite Sentiel 5-P evidenzia in colore rosso le concentrazioni di biossido di azoto in Europa (le aree grigie sono opache per presenza di nubi)
I grafici sottolineano il numero di giorni di superamento delle soglie nelle principali città Italiane dove spiccano le situazioni negative relativamente alle polveri sottili delle città di Torino, Cremona, Alessandria, Padova, Asti, Milano e Vicenza.
Fonte: Il Sole 24 Ore su dati Legambiente
Finora abbiamo sezionato il problema in dominî (aree) dai confini riconoscibili e per concause di inquinamento prevalenti. Su ciascuna area si possono quindi applicare una o più soluzioni già sperimentate altrove.
Qui di seguito proponiamo alcuni criteri che, per ciascuna soluzione, aiutino identificare e a misurare:
Ovviamente il criterio di selezione più importante delle soluzioni è che ciascun provvedimento pubblico contribuisca a migliorare la Qualità della Vita di tutti con equità.
Da questo discendono altri criteri, ad esempio:
[13] Determinare i limiti quantitativi ai comportamenti innovativi è materia complicata perchè una «comfort bandwith» troppo stretta può indurre eccessiva rigidità alla società fino a farle perdere capacità di adattamento. Al contrario una banda troppo ampia può innalzare il rischio di fratture e di disgregazione della società.
[14] Il termine vicinanza è utilizzato in senso lato ed include tutte le persone che risentono, favorevolmente o sfavorevolmente, degli effetti delle azioni di ciascuno. Gli effetti di ogni azione si propagano dal centro del sistema di coordinate polari perdendo energia in proporzione alla distanza dal centro
16. Crescita del PIL-reddito pro-capite disponibile
Sarebbe auspicabile che le soluzioni adottate contribuiscano ad aumentare il PIL-procapite, per esempio con nuovi posti di lavoro qualificati come potrebbero essere quelli (pubblici o privati) nell’area dei servizi ingegneristici, amministrativi, informatici e tecnologici. Per esempio, l’eventuale applicazione di filtri sui camini dove si bruciano biomasse certamente costa, ma anche produce reddito per chi produce, installa e mantiene i filtri. Per perseguire il miglioramento della Qualità della Vita, studiando e applicando soluzioni avanzate, servono persone ben preparate e perciò meglio pagate. Le quali guadagnando di più anche spendono di più. probabilmente in Qualità della Vita.
17. Punti inquinanti mobili e fissi.
Nella Pianura Padana l’inquinamento non è uniforme e sembra un susseguirsi di aree contigue (capitolo 10) ciascuna delle quali subisce l’effetto di punti inquinanti diversi:
Punti inquinanti mobili – Già da molti anni i punti inquinanti mobili sono massivamente tracciati singolarmente per esempio dai tutor, dai velox, dai varchi elettronici tipo telepass e area C, dalle black-box[15] delle assicurazioni, dai tachigrafi dei mezzi pesanti e dai sistemi di pagamento dei servizi di transito e di parcheggio. I mezzi sono già registrati in vasti Data Base ragionevolmente precisi e se ne conoscono le caratteristiche tecniche anche relativamente alle masse spostate, potenza, etc. e tanto altro. I sistemi di geolocalizzazione sono ormai larghissimamente diffusi a livello individuale, fenomeno che dimostra l’estendibilità di tali sistemi. In sostanza potrebbe non essere troppo difficile tracciare i veicoli rispetto ai servizi che essi richiedono, ad esempio:
A ciascuno di questi mezzi si potrebbe applicare una tassa calcolata sulla quantità di inquinamento prodotta in ciascuna situazione d’uso.
Punti inquinanti fissi – Stranamente gli immobili sono molto meno identificabili dei mezzi a motore eppure non solo sono grandi e immobili, ma altresì emettono un’enorme quantità di inquinamento da riscaldamento. Il libretto della casa è in discussione da molti anni, ma pare che ci siano ancora importanti ostacoli alla sua messa in esercizio, eppure gli edifici sono tassati (quindi noti e certamente presenti in numerose banche dati). I costruttori di nuove abitazioni sono obbligati a fornire ai compratori un pacchetto di documenti che ne accertino le caratteristiche di base, gli amministratori di condomini devono tenere con il Comune un insieme di relazioni ben documentate e probabilmente molti altri devono tenere un archivio più o meno aggiornato sull’esistenza, consistenza e stato della manutenzione. Non si può escludere che gli edifici meno documentati possano essere proprio quelli pubblici, sarebbe un ottimo esercizio di trasparenza e accountability quello di procedere ad un inventario con emissione di libretto dell’edificio. Molti edifici pubblici sono dati in comodato d’uso ad altri enti pubblici i quali spesso non li riportano nei loro rendiconti (si veda CIVICUM: REI – Rendiconto Economico Integrato) e in conseguenza non ne registrano i consumi e le manutenzioni come ad esempio il riscaldamento. Sulla scia della dichiarazione di classe energetica, già in uso, e delle altre registrazioni similari, è ragionevolmente possibile che il consumo energetico sia migliorabile in termini di rilevazione delle qualità e quantità.
[15] La black-box è in sostanza un localizzatore GPS installato sul veicolo e in grado di lanciare segnalazioni alla compagnia assicurativa con dati del tipo: coordinate geografiche, velocità, kilometri percorsi, ecc. Queste informazioni consentono ad esempio di calcolare il costo del premio assicurativo a secondo dei km percorsi con notevole risparmio per chi percorre pochi kilometri all’anno. Oppure, alla rilevazione di un urto, può automaticamente attivare il soccorso stradale che è un beneficio non trascurabile. Il sistema è naturalmente di beneficio anche per le compagnie che sono in grado di determinare chi ha ragione e chi torto con maggiore precisione, e specialmente di evitare molte truffe. Oppure di valutare le prestazioni dell’assicurato calibrandone il premio e perciò competere meglio sul mercato. L’utilizzo più utile e diffuso è sui mezzi pesanti per controllare i turni, i percorsi ed altro per rendere i trasporti più sicuri ed efficienti.
18. Possibili approcci alla riduzione del PM
Storicamente le proibizioni alla circolazione delle merci contribuiscono a creare condizioni favorevoli al mercato nero i cui prezzi sono fuori dalle regole mitiganti del mercato libero e non sono tassabili. Uno degli esempi del recente passato riguarda il fumo, l’indisponibilità di certi tipi di sigarette; l’innalzamento del loro prezzo ha immediatamente rivitalizzato un mercato nero che collocava i suoi prezzi fra il massimo (fissato dalla PA) e il prezzo al netto del costo dell’organizzazione e del rischio che i contrabbandieri erano disposti a prendersi. Il sistema che fino ad ora ha dato i migliori risultati è il sistema misto di innalzamento del prezzo al quale applicando sconti a chi adotta i comportamenti più efficienti. L’esempio forse più attuale è quello della black-box assicurativa che prevede:
19. Alcune contraddizioni reali o apparenti
Perchè si dice che in Italia le internalizzazioni (tasse) che incidono sul trasporto su gomma più che ripagano le esternalità? Si intuisce, e alcuni affermano sulla base di solidi dati statistici, che il costo dei carburanti, delle tariffe autostradali e altri costi similari siano molto alti in Italia e che questi dovrebbero avere già ricalibrato il sistema non solo in senso economico, ma anche in equilibrio col surplus sociale (qualità della vita). Il fenomeno potrebbe davvero avere raggiunto un corretto equilibrio, tuttavia questo dato stona quando è messo a confronto con il surplus sociale sfavorevole in Val Padana (zona gravemente inquinata). Forse il problema sta nel metodo: il paragone dei costi medi italiani o europei con il surplus sociale della Val Padana.
20. Un pratico ipercubo
Possiamo immaginare un ipercubo a più dimensioni così fatto:
L’esercizio, da completare, consentirebbe anche di elencare le molte soluzioni già ora disponibili e collaudate per esempio:
ed alcune di queste implicano grandi investimenti pubblici.
Alcune scuole di pensiero sostengono che i grandi investimenti pubblici raramente sono sostenuti da un ragionevole tornaconto. L’esperienza registra che spesso la sostenibilità sociale (costi/benefici) non venga calcolata oppure appare essere stata, a consuntivo, largamente ottimistici. La risposta più o meno giustificatoria che viene generalmente data: l’investimento ha natura strategica e perciò non è necessario calcolare i costi e i benefici. I più maliziosi insinuano che gli investimenti dove i conti non quadrano diventano subito «strategici». Rimane un fatto: la maggior parte degli investimenti per il miglioramento della Qualità della Vita sono individuali. La PA, oltre a condurre i propri investimenti sulle infrastrutture strategiche a livello sistemico, può avere un ruolo cruciale nell’accelerare gli investimenti individuali applicando incentivi/disincentivi fiscali[2].
[16] In senso sia riflessivo (beneficiare sè stessi) e sia transitivo (beneficiare gli altri)
[2] Da evitarsi invece i provvedimenti lineari on/off, più crudamente definiti proibizionistici, perchè la storia dimostra che ad ogni proibizione si forma un mercato nero che fornisce i servizi desiderati ma con modalità illegali e perciò dagli effetti dirompenti sulla coesione e sull’efficienza sociale.
21. I prossimi passi – Fase 2 – Esecuzione dei piloti
Sulla traccia della collaudata metodologia CIVICUM, la fase 2 proseguirà con questi passi: