Il progetto paretiano Aria Nuova in Val Padana

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1. Sommario

La Val Padana é una delle aree piú inquinate d’Europa. Anche se vi sono stati grandi progressi nella riduzione degli inquinanti e nel miglioramento dell’aria, le specifiche circostanze orografiche e climatiche di quest’area costituiscono importanti ostacoli al portare la qualità dell’aria verso la media dei 35 paesi membri dell’OCSE (Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico).
A queste circostanze sfortunate occorre rispondere quindi con un impegno maggiore. Lo sforzo in questa direzione di numerose associazioni civiche dimostra che questo problema é fortemente sentito; il desiderio di impegnarsi di piú per risolverlo è ampiamente condiviso.
Tra queste associazioni CIVICUM si distingue nel suo approccio: suggerire alle Amministrazioni Pubbliche un metodo standard e un rendiconto standard, l’uno per individuare e applicare le soluzioni tecnologico-normative e l’altro per misurare i progressi.
Per le ragioni piú oltre motivate, il rapporto é focalizzato sull’abbattimento delle polveri sottili in Val Padana.
ll rapporto parte da una prospettiva sulla natura del problema, elenca le principali fonti di emissione di polveri sottili, i danni per la salute e per lo sviluppo economico delle aree piú sofferenti. Affronta poi la complessa tematica delle possibili soluzioni, elencando innanzitutto quali potrebbero essere i criteri di scelta.
In seguito viene proposto un approccio analitico articolato secondo dove una matrice a tre dimensioni:
i) il tipo di area,
ii) le caratteristiche dell’emittente di polveri sottili,
iii) la tipologia di combustione e il combustibile.
Infine si tratta di come ingaggiare le Pubbliche Amministrazioni per implementare le soluzioni che meglio rispondono alle sfide, al sentire dei Cittadini, alle competenze disponibili e naturalmente alla disponibilità di fondi.
Come risultato di questo studio, C-LAB si sta orientando ad una seconda fase del progetto nel quale é stata scelta una delle caselle della matrice, é stato identificato un insieme di soluzioni adatte allo scopo e infine é in elaborazione una proposta per le Amministrazioni competenti.

2. Inquinamento

Noi umani, nella nostra microscopica ma arrogante piccolezza, siamo una muffetta tenace che campa precariamente nello spessore angusto di una pellicola molto sottile che avvolge una palla di fuoco lanciata a velocità folle nello spazio gelido. Insieme ai licheni, sembriamo una patina che sporca il sasso sul quale viaggiamo. Siamo probabilmente la lordura che i latini chiamavano inquinamentum.
Lo abbiamo molto studiato ed é ben conosciuto, ma siamo lenti a cacciarlo via.
Alcuni sono piú lenti di altri, per esempio in Val Padana siamo i piú lenti d’Europa, insieme alla Polonia del sud.
C’é chi dice che l’inquinamento sia l’inevitabile conseguenza della grande capacità di produrre ricchezza combinata alla sfavorevole orografia della Valle. Non puó essere solo questo, gli italiani che sono riconosciuti magister mondiali della Qualità della Vita devono essersi distratti per un lungo momento. Ora peró devono velocemente porre rimedio e C-LAB vorrebbe essere un acceleratore dei rimedi e delle contromisure.
A proposito dell’inquinamento la Treccani recita: indica la presenza, in un determinato luogo limitato o circoscritto, di una o piú sostanze estranee, dette inquinanti, capaci di alterare i componenti dell’ambiente in cui l’uomo vive. Chiarissimo: quindi abbiamo sezionato in aree geografiche ben delimitate, in tipologie di inquinamento che vi «allignano» e abbiamo applicato il noto principio della difesa della propria reputazione cosí rifrasato: se inquino pago. Ora si tratta di far convergere sugli amministratori pubblici il consenso dei Cittadini e dei principali aventi interesse ad applicare le soluzioni piú adatte ad ogni sezione del problema. Si tratta di copiare quelle meglio sperimentate che utilizzano le piú avanzate e collaudate tecnologie. Oltre a questo abbinamento fra tipologie di inquinamento, C-LAB propone un metodo per l’applicazione dei rimedi mirati, come sempre, a un concreto miglioramento della Qualità della Vita.

3. Perché un’iniziativa C-LAB sull’Ambiente?”

La prima e piú importante ragione sta nel fatto che la Pianura Padana é l’area fra le piú inquinate d’Europa ed anche del Mondo. La seconda ragione, ma non meno importante, é che tutti riconoscono agli italiani uno straordinario senso della Qualità della Vita, molti stranieri ambiscono a visitare l’Italia, passarvi una vacanza e anche viverci. Ma non gradiscono vivere nell’inquinamento perciò possono decidere di spendere i loro soldi altrove.
Gli amici di C-LAB, che fra di loro amichevolmente si chiamano civitesi, si sono dati la missione di aiutare gli Amministratori Pubblici a massimizzare l’efficacia e l’efficienza della loro azione a favore di una migliore Qualità della Vita dei Cittadini italiani e dei loro ospiti.
I civitesi non sono scienziati dell’ambiente e non intendono diventarlo. Si ripropongono invece di identificare e suggerire quali comportamenti degli Amministratori Pubblici (e dei Cittadini) possono e devono essere abbandonati, modificati o adottati coerentemente con la missione della PA che non casualmente coincide con quella di C-LAB: migliorare equamente la Qualità della Vita dei Cittadini

4. La combustione

Dalle rilevazioni dell’ISPRA risulta che le emissioni nazionali di PM 10 si sono ridotte del 34%, nel periodo 1990-2014. Il settore del trasporto stradale[10] ha migliorato anche di più (-59%) e contribuisce alle emissioni totali con una quota del 12% nel 2015. Le emissioni provenienti dalla combustione non industriale invece sono quasi raddoppia dal 1990 al 2015, raggiungendo il 62% e rappresentano nel 2015 il settore più importante delle emissioni totali. Il 65% di tale incremento deriva dalla combustione di biomasse (pellet e legna) per riscaldamento domestico. Vedi anche la tabella fonte ISPRA Inventario Emissioni 2017.[11]
Va rilevato che la componente prevalente e crescente del PM10 è rappresentata dalle PM2,5 (quasi il 90% nel 2015 a livello nazionale). Tale componente è in grado di penetrare nel sangue attraverso gli alveoli polmonari.
In inverno il particolato deriva prevalentemente dal traffico e dai riscaldamenti ed è fortemente arricchito di particelle ultra-fini, tra cui il black carbon e l’organic carbon (BC e OC), prodotti prevalentemente dai motori diesel e dalla combustione di biomasse, specialmente nelle aree con minore densità di complessi abitativi. Questi generalmente non utilizzano impianti di riscaldamento centralizzati, ma piuttosto stufe e caminetti a legna o pellet. Il BC/OC è composto da atomi singoli o da piccole catene di carbonio, che reagiscono violentemente con gli ossidanti (es. fuoco) e con molti altri composti; questi processi di trasformazione attraggono e aggregano una grande varietà di sostanze cancerogene e geno-tossiche, quali ad esempio gli idrocarburi policiclici aromatici (IPA) e i metalli, veicolate nell’organismo[12].
A livello nazionale il particolato (PM10) risulta essere emesso maggiormente da processi primari di combustione non industriale, ma riducendo l’area di indagine a scala regionale o urbana le proporzioni cambiano e, per città fortemente congestionate dal traffico come Milano, il PM10 è emesso per il 41% da trasporto su strada e per il 27% da combustioni non industriali (dati INEMAR – Inventario Emissioni Aria – Lombardia 2014).

5. Perchè il Better Life Index invece di altri indicatori?

L’OECD pubblica annualmente il rapporto How’s Life, per ciascun Paese. Nell’infografica che segue ciascun segmento di disco rappresenta un indicatore il cui nome e simbolo stanno nel girone più esterno. Subito sotto, ed entro ciascun segmento, stanno i nomi dei sotto-indicatori il cui valore corrisponde alla dimensione delle barre che si irradiano dal centro. Quanto più lunga è la barra tanto migliore è lo stato dell’indicatore e viceversa.
Il concetto di Qualità della Vita facilmente scivola sul piano filosofico, la sfida di renderlo quantificabile ha attratto l’attenzione delle molte Civil Societies, intergovernative (come l’OECD e l’OMS) e private (come C-LAB, Transparency International, RiparteIlFuturo, Genitori AntiSmog) il cui scopo è aiutare gli Amministratori Pubblici nel perseguimento della loro missione: la Qualità della Vita. Da anni le Civil Societies raccolgono dati in forma di indicatori e li interpretano organizzandoli in proposte di miglioramento. Con l’esperienza, le misurazioni si fanno sempre più estese, più dettagliate e più precise, ma specialmente quei dati sono diventati un riferimento-standard per tutti a livello nazionale, al livello regionale e anche delle Città più importanti. C-LAB ha scelto di seguire prioritariamente le statistiche OECD che hanno il pregio di riferirsi ai Paesi a più elevato sviluppo economico con i quali si confronta l’Italia. C-LAB intende contribuire agendo su tutti e undici indicatori del Better Life Index per l’Italia con l’intento di spostarli verso l’alto a partire da uno dei peggiori: l’ambiente.

6. Perchè polveri sottili (PM) invece del COo il biossido d’azoto (NO2) che è perfino tossico?

C-LAB ha scelto di appoggiarsi agli indicatori dell’OECD che ha deciso di seguire l’andamento del particolato PM invece di quello dei gas. Non è stata una scelta solo metodologica, è anche basata su argomentazioni che in parte elenchiamo:

  1. Tossicità – La vegetazione, gli animali e noi respiriamo normalmente il CO2 senza alcun danno, anzi il CO2 è un elemento essenziale per la vita. Non vi è tossicità nel CO2, il danno viene dall’eccessiva percentuale di COnell’atmosfera (5% o più, ora è una frazione centesimale di questa densità) il cui effetto serra produce l’innalzamento della temperatura media. Il cui danno è indiretto e colpisce tutta l’umanità.
  2. Efficacia dell’azione – C-LAB definisce i problemi in ragione della capacità diretta degli Amministratori Pubblici (locali) di agire sulle cause dei fenomeni; per esempio il Sindaco di Milano non può ragionevolmente impedire alla VolksWagen di produrre auto diesel, nè di venderle. Il problema va perciò definito in modo che gli Amministratori Pubblici possano adottare soluzioni agibili ed efficaci entro l’ambito della loro responsabilità.
  3. Punti causali e danni puntuali – Gli Amministratori Pubblici Locali possono agire sulle cause puntuali dei fenomeni (es. le caldaie sul territorio) e sui danni puntuali cioè alle persone che vivono e transitano su un certo territorio. Gli AP difficilmente possono agire sulle politiche degli Stati e delle organizzazioni super statali. C-LAB ha scelto di agire sui fenomeni chiaramente circoscrivibili sui quali un responsabile della PA, con adeguate deleghe, possa effettivamente incidere.
  4. Giurisdizione – C-LAB agisce con e sugli Amministratori Pubblici che hanno una responsabilità diretta (giurisdizione) sulla salute delle persone entro un certo territorio. La distribuzione del danno indiretto (es. effetto serra) e globale implica invece una responsabilità condivisa fra Stati che spesso di traduce nella «tragedy of the commons»[1]. Nel caso specifico di questo progetto, C-LAB ha ristretto l’ambito d’azione ai soli amministratori pubblici che hanno giurisdizione sulla Val Padana o meglio, su parti di essa.
  5. Effetto trascinamento – Il particolato (PM – Particulate Matter – polveri sottili) è in gran parte il risultato di due tipologie di combustione che a loro volta producono CO2, NO2 e altri gas pericolosi. Di conseguenza l’abbattimento del PM implica anche una riduzione nell’emissione dei gas pericolosi. È opportuno notare che non è vero il contrario ed è questa la caratteristica distintiva dell’approccio C-LAB.
  6. Responsabile vicino – Sui grandi volumi e fenomeni agiscono le lobby dell’inquinamento e le ideologie partitico/movimentiste. A livello macro tutto è possibile, interpretabile e incerto. Sui fenomeni più segmentati non è possibile, o comunque è molto più costoso, l’intervento delle lobby pro-inquinatori; aumenta così «la probabilità» di successo a favore delle lobby pro-aria-pulita. Inoltre si hanno normalmente più successi concentrando le scarse risorse su ambiti più circoscritti invece di dedicarsi esclusivamente sui grandi fenomeni. Ogni successo su molti fenomeni limitati produce notevoli effetti sui grandi fenomeni: gli esempi più popolari sono i comportamenti dei fumatori nei locali pubblici e dei motociclisti con il casco[2]. Da ultimo, in assenza di appropriati limiti e di chiarezza, qualcuno potrebbe arrivare a credere che C-LAB dovrebbe agire contro la Cina perchè produce moltissimo NO2 e CO2.
 

[1] La responsabilità condivisa viene spesso interpretata come: nessuno è chiamato a decidere e a rispondere ai Cittadini, il che porta al disastro dei beni in comune (Tragedy of commons).

[2] È stato sufficiente alzare il costo delle sigarette e insieme vietare il fumo nei locali pubblici per ridurre drasticamente il numero di fumatori. Ricordando che il fumo di sigarette è un grandissimo produttore di PM. Qualcosa di simile è accaduto multando i motociclisti che non portavano il casco con le assicurazioni che non pagavano i danni alla testa per chi non portava il casco.

7. Il problema e l’obiettivo mobile

L’Organizzazione Mondiale della Salute (OMS) fornisce valori di riferimento e di pericolosità sui quali i legislatori hanno stabilito limiti di intervento e obiettivi di riduzione delle concentrazioni, in Italia il DLeg 155 2010 recepisce la direttiva europea 2008/50/CE. Come riportato dall’Istituto Superiore per la Ricerca Ambientale (ISPRA) le emissioni dei principali inquinanti sono molto diminuite nel tempo, anche quelle gassose. Sono risultati incoraggianti il cui merito va principalmente alle numerose Civil Societies che vi si sono dedicate e a tutti coloro che hanno sentito di dover partecipare in concreto al miglioramento della Qualità della Vita dei concittadini. Tutto ciò però non è ancora sufficiente sia perchè gli indicatori sono ancora molto superiori ai livelli target desiderati sia perchè scendono troppo lentamente. La velocità di discesa è infatti il fattore critico della questione.
Nel quadro europeo, il bacino padano rappresenta una delle aree di maggior criticità. Il particolato di diametro inferiore a 10 micron (PM10, PM2,5 e più piccole ancora) può permanere per molti giorni nell’aria e la sua concentrazione aumenta ove la ventilazione è scarsa e il clima è freddo[3]. La Pianura Padana, oltre a essere una delle zone di più alta intensità produttiva, è delimitata ai lati da catene montuose così che doppiamente subisce gli effetti sfavorevoli della situazione orografica. Si tratta di fattori che però non possono costituire alibi all’inerzia, ma devono semmai agire da stimolo ad azioni determinate ed efficaci.

[3] Queste condizioni sono caratteristiche della Val Padana dove il fenomeno dell’inversione termica spinge in basso le sostanze inquinanti e aumenta la densità dell’inquinamento già moltiplicato dalla scarsa ventilazione.

8. Danni

L’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) stima che l’inquinamento atmosferico ambientale causa nel mondo circa 4.2 milioni di decessi prematuri all’anno, più di 400.000 solo in Europa; esso è responsabile di 6.3 milioni di anni di vita persi e del 3% della mortalità cardio-respiratoria. In un recente processo di revisione della letteratura scientifica sui principali inquinanti, l’OMS ha raccomandato all’Unione Europea politiche urgenti di contenimento delle emissioni e standard di qualità dell’aria più stringenti (progetto REVIHAAP, www.euro.who.int). L’Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro dell’OMS ha recentemente stabilito per il cancro del polmone che esistono prove sufficienti della cancerogenicità del particolato atmosferico.
Per quanto riguarda gli effetti acuti sulla salute, l’OMS ha schematizzato le relazioni tra l’intensità delle conseguenze sanitarie, la proporzione di popolazione colpita e la gravità dell’inquinamento atmosferico.
La figura seguente riporta la variazione percentuale media stimata del numero di ricoveri urgenti per cause mediche, cardiovascolari e respiratorie riferita a un aumento della concentrazione media di PM10 di 50 g/m3 negli anni 2001-2006[6].

[6] Fonte: Istituto di medicina sociale e preventiva, Università di Basilea, 2009 – Analisi dell’impatto dell’inquinamento da polveri sottili (PM10) sui ricoveri urgenti negli anni 2001-2006, Rapporto breve, p. 8

9. Malattie

La correlazione tra l’esposizione a polveri sottili e alcune malattie respiratorie, come l’asma, è stata confermata da tempo, ma negli ultimi anni sono stati completati molti degli studi che indagano sulla salute mentale dell’uomo. Secondo un articolo pubblicato sulla rivista Translational Psychiatry dai ricercatori della University of Southern California, vivere in aree dove le concentrazioni di PM2.5, il particolato sottile il cui diametro aerodinamico è inferiore a 2.5 micron può aumentare significativamente nelle donne il rischio di demenza senile.
La tossicità a livello cerebrale è stata evidenziata anche da un altro recente studio, la scoperta è dei ricercatori dell’università di Lancaster che, sulla rivista scientifica Pnas, hanno dimostrato che i veleni delle città penetrano anche tra neuroni e sinapsi. Si tratta del particolato ultra-fine di magnetite (un ossido di ferro), prodotto dal traffico e dagli impianti di generazione di energia, responsabile di malattie polmonari e cardiocircolatorie, che questo lavoro inglese lega anche all’Alzheimer.
Bambini e anziani sono maggiormente colpiti dall’effetto dannoso delle polveri sottili. Secondo la World Health Organization l’inquinamento in genere uccide 1,7 milioni di bambini ogni anno, un quarto del totale delle morti infantili[7]. I bambini respirano con un ritmo quasi doppio rispetto a quello di un adulto. Hanno un’sistema immunitario meno sviluppato, in modo particolare nei primi anni di vita.
Gli studi scientifici dimostrano che i bambini fino a 14 anni accumulano più particelle rispetto ad un adulto. Gli anziani sono spesso più vulnerabili, sia a livello immunologico che per una maggiore possiblità di contrarre malattie respiratorie.
Lo studio, pubblicato su J of Pediatrics, ha evidenziato come le donne esposte all’inquinamento atmosferico durante il periodo di gestazione vedano aumentare il rischio che i loro figli nascano con difetti e malformazioni come il labbro leporino o palato anormale. Per arrivare a questa conclusione i ricercatori hanno confrontato i dati delle 57 stazioni di monitoraggio dell’Agenzia per la protezione ambientale degli Stati Uniti in tutto l’Ohio. I ricercatori hanno calcolato l’esposizione media all’inquinamento collegando le coordinate geografiche della residenza della madre per ogni nascita con la stazione di monitoraggio più vicina. Si è notata così l’associazione tra le anomalie alla nascita e l’esposizione della madre a livelli troppo alti di polveri sottili durante la gravidanza. Il tempo di esposizione più sensibile è risultato essere il mese prima e quello dopo il concepimento.
La tutela dell’ambiente e la considerazione dei suoi aspetti economici si sono imposte all’opinione pubblica internazionale a partire dagli anni settanta con il manifestarsi di problemi ambientali di carattere globale e con la presa di coscienza che essi vanno affrontati nell’ambito di politiche concordate in sede internazionale.
La comunità degli Stati ha approvato l’Agenda 2030 per uno sviluppo sostenibile, i cui elementi essenziali sono 17 obiettivi SDGs, (Sustainable Development Goals)L’abbattimento dell’inquinamento atmosferico è uno di questi obiettivi. In particolare, i livelli di inquinamento in città sono un indicatore per lo Sviluppo urbano sostenibile (SDG 11); l’accesso all’energia pulita – in particolare per il riscaldamento domestico – lo è per l’Energia sostenibile (SDG 7) e la mortalità dovuta all’inquinamento dell’aria (indoor e outdoor) è utilizzato per l’obiettivo Benessere e salute (SDG 3)[8].

[4] Monofattoriale significa: una sola causa genera un solo effetto. Con questa affermazione si comprende meglio la ragione per la quale abbiamo scelto un approccio alla Pareto: il 20% delle cause producono l’80% degli effetti. Rimosse o ridotte le cause prevalenti si riducono la maggior parte degli effetti. (link a post Pareto)

[5] Il Global Burden Desease misura la diminuzione della salute provocata centinaia di cause diverse mettendo i sistemi della salute in condizione di migliorarla con priorità e scelte razionali.

[6] Fonte: Istituto di medicina sociale e preventiva, Università di Basilea, 2009 – Analisi dell?impatto dell’inquinamento da polveri sottili (PM10) sui ricoveri urgenti negli anni 2001-2006, Rapporto breve, p. 8

[7] http://www.who.int/news-room/facts-in-pictures/detail/children’s-environmental-health

[8] https://www.un.org/sustainabledevelopment/sustainable-development-goals/

10. Inquinamento e sviluppo

Esistono numerose correlazioni tra inquinamento atmosferico e sviluppo economico.
Secondo l’OECD a pagare un prezzo più alto, in termini di Global Burden of Disease per l’inquinamento saranno l’India, la Cina e le altre economie emergenti. I Paesi a PIL pro-capite più basso solitamente subiscono un più grave inquinamento atmosferico, e non solo, perchè danno priorità alla crescita economica. Il fenomeno è comune e spiegabile con il criterio «la Qualità della Vita costa» che focalizza le scarse risorse disponibili sulla sopravvivenza invece che sulla qualità. Al contrario i Paesi a PIL-procapite più elevato possono dedicare più risorse alla cura dell’ambiente che a loro volta producono un’ulteriore accelerazione nell’aumento del PIL. Per esempio, aggiungere i filtri antiparticolato agli impianti industriali è un costo, ormai obbligatorio, ma è anche un ricavo addizionale per chi produce filtri, ancor più se si tratta di tecnologia avanzata ad alto costo e alta competenza degli operatori. Il divario di sviluppo economico fra gli oltre 200 Paesi ONU potrebbe ancora per decenni essere causa dell’aumento dell’inquinamento medio globale. Naturalmente nemmeno questo fenomeno può essere un alibi per frenare gli investimenti sulla Qualità della Vita nei Paesi dell’OECD, che semmai potrebbero sviluppare ed esportare tecnologie appropriate a costi ragionevoli con vantaggio per tutti.
L’alta concentrazione di inquinanti nell’aria sta danneggiando anche i prodotti dell’agricoltura e dell’allevamento. Sebbene manchino ancora studi definitivi sul tema, è ormai chiaro che nelle vicinanze di aree ad alto inquinamento atmosferico, oltre ai danni diretti alla salute per i residenti, i danni indiretti derivanti da prodotti esposti al particolato vengono trasportati ed utilizzati altrove, anche per l’alimentazione delle persone e degli animali. I casi più gravi conseguono a comportamenti criminali (es. incendi di rifiuti e sostanze tossiche), ma anche alle «normali» forme di inquinamento.

11. Le sorgenti delle polveri sottili

Le principali sostanze generatrici di polveri sottili sono organiche (a base di carbonio)[9] usate per la combustione, in particolare si tratta delle biomasse fresche (es.: legna) e fossili (es.gasolio). Il particolato è una miscela di particelle solide e liquide con varie caratteristiche fisiche, chimiche e morfologiche. Può essere di tipo primario, se prodotto dalla combustione e poi immesso in atmosfera, o secondario quando si forma a causa di reazioni post-combustione fra vari composti, organici e non, gassosi, liquidi e solidi. Nell’atmosfera i particolati più comuni sono aggregati di solfato, di nitrato, di ammoniaca, di cloruro di sodio, di carbonio, di polveri minerali. Il seguente grafico sintetizza l’evoluzione nazionale delle sorgenti di emissione del PM10 primario (in mg o migliaia di tonnellate).

[9] Esistono molti altri tipi di polveri sottili come quelle «naturali» provenienti dal suolo locale o trasportate dai venti. Queste non incidono più delle altre ed inoltre non sono causate dall’uomo, o almeno non in modo diretto (es. desertificazione).

[10] In quest’analisi sono per il momento esclusi i trasporti aerei, marittimi, le macchine per l’agricoltura e quelle tipicamente «movimento terra» usate anche per i cantieri delle grandi costruzioni.

[11] http://www.isprambiente.gov.it/it/pubblicazioni/rapporti/inventario-nazionale-delle-emissioni-in-atmosfera-1990-2015.-informative-inventory-report-2017

[12] Cfr. http://www.arpalombardia.it/sites/QAria/_layouts/15/QAria/Inquinanti.aspx

12. La Pianura Padana

Il problema della concentrazione di particolati atmosferici e della frequenza di superamento delle soglie pericolose è particolarmente rilevante in alcune aree geografiche centro europee e soprattutto nella Pianura Padana.
La seguente mappa (Fonte ISPRA) evidenzia le aree dove le concentrazioni medie di PM 10 sono state superiori ai valori limite OMS: nel 2014:
Fonte : ISPRA – Annuario – Indicatori

Si stima inoltre che in alcuni contesti urbani più del 50% sia di origine secondaria, cioè derivate per reazione di emissioni gassose di Ossidi di Azoto NOx, la cui principale fonte di emissione è rappresentata dai motori diesel.
La seguente mappa (Fonte ISPRA) evidenzia le aree dove le concentrazioni medie sono state superiori ai valori limite OMS ed il numero di giorni di superamento.

La foto qui di seguito, scattata nel Dicembre 2017 dal satellite Sentiel 5-P evidenzia in colore rosso le concentrazioni di biossido di azoto in Europa (le aree grigie sono opache per presenza di nubi)

13. I dati delle città padane e della Provincia di Milano

I grafici sottolineano il numero di giorni di superamento delle soglie nelle principali città Italiane dove spiccano le situazioni negative relativamente alle polveri sottili delle città di Torino, Cremona, Alessandria, Padova, Asti, Milano e Vicenza.
Fonte: Il Sole 24 Ore su dati Legambiente

14. L’articolazione delle priorità
  1. Sostanze combuste – Abbiamo visto che i processi più inquinanti riguardano la combustione di:
    1. Biomasse fresche per il riscaldamento nelle aree dove tale combustibile è meno costoso e di facile approvvigionamento
    2. Biomasse fossili (es. gasolio) per il riscaldamento
    3. Biomasse fossili (es. gasolio) per trazione
  2. Aree territoriali – I fenomeni di inquinamento PM tendono a tipizzarsi per area territoriale spesso delimitata da confini facilmente identificabili. Ciascuna area tipizzata richiede azioni specifiche correlate alla sua natura:
    1. Aree puntuali – Sono sopratutto impianti industriali il cui contributo alle polveri sottili è minimo rispetto alle altre aree. È generalmente più facile, e proporzionalmente meno costoso, intervenire su punti inquinanti omogenei e massivi con l’applicazione di tecnologie mirate (es. filtri). Inoltre in questi casi già esistono fiscalità e normative ragionevolmente efficaci. Lo azioni di mitigazione sulle aree puntuali sono iniziate già da molto tempo producendo risultati notevoli. 
    2. Aree concentrate (per esempio le città) – Queste sono senz’altro le aree di maggiore miglioramento potenziale perchè sono colpite dalla somma degli effetti prodotti dalla combustione di biomasse sia fresche sia fossili, per riscaldamento (causa prima di inquinamento) e dai motori diesel
    3. Aree lineari tra queste alcune autostrade e strade di grande traffico per le quali siamo riusciti a raccogliere solo dati frammentari:
      • Sul tratto autostradale Milano-Brescia sono transitati circa 10.000.000 milioni di camion nel 2017. Nello stesso periodo sul tratto del Brennero sono passati 2.200.000 camion con un incremento del 20% rispetto all’anno precedente. Si tratta della più alta densità d’Europa.
      • Nella fascia di terreno larga 50 metri a lato delle autostrade più trafficate l’inquinamento è tre volte più intenso di quanto rilevato nei terreni più distanti.
      • All’interno dei veicoli c’è più inquinamento che fuori, il che è particolarmente pericoloso per chi viaggia ripetutamente e a lungo sui percorsi più inquinati.
    4. Aree ampie che includono le valli e le vaste aree pianeggianti poco urbanizzate
      • Le rilevazioni statistiche collocano le aree agricole pianeggianti al terzo posto fra le zone critiche di inquinamento da PM. Le considereremo in una successiva fase e saranno oggetto di una specifica iniziativa.
      • Le valli invece contribuiscono fortemente alle PM specialmente a causa della massiva e non protetta combustione di biomasse.
15. Criteri di selezione delle soluzioni

Finora abbiamo sezionato il problema in dominî (aree) dai confini riconoscibili e per concause di inquinamento prevalenti. Su ciascuna area si possono quindi applicare una o più soluzioni già sperimentate altrove.
Qui di seguito proponiamo alcuni criteri che, per ciascuna soluzione, aiutino identificare e a misurare:

  • il danno e il beneficio potenziale
  • il bacino dei beneficiati
  • il bacino dei danneggiati e i loro risarcitori
  • la fattibilità delle soluzioni nei limiti della disponibilità delle risorse economiche, umane, tecniche e delle competenze oltre che della stima dei rischi nella messa in oipera.

Ovviamente il criterio di selezione più importante delle soluzioni è che ciascun provvedimento pubblico contribuisca a migliorare la Qualità della Vita di tutti con equità.

Da questo discendono altri criteri, ad esempio:

  1. Per sè e per gli altri – Il vantaggio del vivere insieme deriva dalla possibilità di agire beneficiando equamente e proporzionalmente sè stessi e gli altri. Non sempre però si riesce a realizzare un cambiamento che benefici tutti. In questo caso esiste un’alternativa: risarcire il danneggiato sempre che sia favorevole ad essere risarcito; senza questo suo consenso il cambiamento non si può fare. In questo studio preferiamo il criterio del fare del bene a sè stessi e agli altri.
  2. Innovazione – L’innovazione è l’ingrediente fondamentale per il miglioramento della Qualità della Vita, ma anche le migliori azioni producono effetti collaterali indesiderati. Qui interviene un criterio mitigante dei danni, ma solo, entro limiti calcolati[13] in modo da non bloccare il processo di innovazione.
  3. Reputazione – Molte imprese impegnate a sviluppare il valore del proprio brand e della propria reputazione chiedono ai propri fornitori prodotti poco inquinanti o migliorativi dell’ambiente (es: vernici, legni FSB, trasporti poco inquinanti) secondo i principi ESG, spesso tradotti in nuove metriche di ESG Rating.
  4. Danno e risarcimenti (carbon-tax?)
    Grazie alle tecnologie disponibili e sperimentate si possono stimare molti fenomeni con ragionevole precisione.
    Sul fronte invece del risarcimento si è dimostrato che l’applicazione di un sovraprezzo (tassa) ai servizi inquinanti ha una maggiore efficacia mitigante rispetto alle misure coercitive (on/off) e viene accolta con minori disagi dalla cittadinanza. Una carbon-tax ha alcuni vantaggi rispetto a rigide proibizioni:
  • Può essere flessibile nell’applicazione sia in termini di progressività nel tempo sia nell’intensità (ore, kilometri, g, ecc)
  • Si può applicare a punti di combustione fissi e mobili in modo differenziato per area.
  • Può essere calibrata con equità rispetto ai redditi.
  • Vicinanza[14] – Fatto salvo il diritto individuale di immaginare e di aspirare ad un proprio futuro, non è equo che esso venga realizzato a danno degli altri. Sono i più vicini a subire i danni più pesanti ed è vero anche l’opposto: sono i più vicini a godere dei maggiori benefici.
  • Anche il servizio pubblico se inquina paga?
    Alcune teorie suggeriscono che il servizio pubblico non dovrebbe pagare perchè è di per sè una leva per disincentivare i servizi meno performanti (es.bus invece di auto). Questa teoria si fonda sull’idea che l’amministratore pubblico per definizione agisca nell’interesse della comunità e dei singoli cittadini. In questo vi sono tre possibili inciampi, l’amministratore potrebbe infatti:
  • essere esposto a priorità diverse, per esempio potrebbe avere interessi elettorali di peso maggiore rispetto agli impegni presi sulla qualità del servizio e della qualità della vita
  • potrebbe dare priorità all’interesse della comunità rispetto agli interessi dei singoli cittadini, o viceversa
  • potrebbe dare priorità a gruppi di persone per lui più importanti di altri. È bene che anche l’amministratore pubblico sia sottoposto alle regole della comunità incluse la trasparenza economica (accountability) e debba essere trasparente sul come si spendono i soldi del contribuente anche e specialmente quando servono a facilitare un migliore Qualità della Vita.
  • Efficienza, quanto abbattere l’inquinamento – Non è quasi mai possibile ridurre l’inquinamento a zero, ha senso invece ridurlo in quantità ritenuta sufficiente secondo l’idea corrente di Qualità della Vita. Inoltre è opportuno che l’intervento sia economicamente sostenibile (costi/benefici/indicatoriQdV). Il metodo più pragmatico appare quello di applicare una tassa, una carbon-tax, opportunamente calibrata per categorie di utilizzi in modo da stimolare gli inquinatori pubblici e privati a trovare soluzioni più efficienti. In questo modo saranno i Cittadini stessi e le loro imprese a trovare soluzioni nuove e interessanti per tutti. L’amministratore dovrà solo controllare che non si generino distorsioni dei prezzi nelle direzioni indesiderate, per esempio un aumento dei carburanti per i camion potrebbero aumentare eccessivamente il prezzo dei vegetali freschi.
  • Equità distributiva: Le tasse lineari non sono eque e non necessariamente raggiungono gli obiettivi, specialmente se si applicano in aree vastissime (es. di dimensione nazionale) con alti divari socio-economici. Il caso del gasolio per trazione può essere un esempio da non seguire. Un tempo era il carburante usato per lavoro e per questo vi si applicava una tassazione inferiore a quella della benzina. Nel tempo si è trasformata in un beneficio per i diportisti diffondendo l’uso della combustione diesel che si è poi capito essere dannosa per tutti. È però interessante notare che mentre la leva fiscale sui carburanti è manovrata a livello nazionale, la leva del controllo del traffico con relativa tassa a consumo (es. area C a Milano) è mossa dal decisore locale, la linearità dei provvedimenti non armonizzati alle caratteristiche locali è causa di inefficienze ed effetti collaterali addizionali e indesiderati.

[13] Determinare i limiti quantitativi ai comportamenti innovativi è materia complicata perchè una «comfort bandwith» troppo stretta può indurre eccessiva rigidità alla società fino a farle perdere capacità di adattamento. Al contrario una banda troppo ampia può innalzare il rischio di fratture e di disgregazione della società.

[14] Il termine vicinanza è utilizzato in senso lato ed include tutte le persone che risentono, favorevolmente o sfavorevolmente, degli effetti delle azioni di ciascuno. Gli effetti di ogni azione si propagano dal centro del sistema di coordinate polari perdendo energia in proporzione alla distanza dal centro

16. Crescita del PIL-reddito pro-capite disponibile

Sarebbe auspicabile che le soluzioni adottate contribuiscano ad aumentare il PIL-procapite, per esempio con nuovi posti di lavoro qualificati come potrebbero essere quelli (pubblici o privati) nell’area dei servizi ingegneristici, amministrativi, informatici e tecnologici. Per esempio, l’eventuale applicazione di filtri sui camini dove si bruciano biomasse certamente costa, ma anche produce reddito per chi produce, installa e mantiene i filtri. Per perseguire il miglioramento della Qualità della Vita, studiando e applicando soluzioni avanzate, servono persone ben preparate e perciò meglio pagate. Le quali guadagnando di più anche spendono di più. probabilmente in Qualità della Vita.

17. Punti inquinanti mobili e fissi.

Nella Pianura Padana l’inquinamento non è uniforme e sembra un susseguirsi di aree contigue (capitolo 10) ciascuna delle quali subisce l’effetto di punti inquinanti diversi:

Punti inquinanti mobili – Già da molti anni i punti inquinanti mobili sono massivamente tracciati singolarmente per esempio dai tutor, dai velox, dai varchi elettronici tipo telepass e area C, dalle black-box[15] delle assicurazioni, dai tachigrafi dei mezzi pesanti e dai sistemi di pagamento dei servizi di transito e di parcheggio. I mezzi sono già registrati in vasti Data Base ragionevolmente precisi e se ne conoscono le caratteristiche tecniche anche relativamente alle masse spostate, potenza, etc. e tanto altro. I sistemi di geolocalizzazione sono ormai larghissimamente diffusi a livello individuale, fenomeno che dimostra l’estendibilità di tali sistemi. In sostanza potrebbe non essere troppo difficile tracciare i veicoli rispetto ai servizi che essi richiedono, ad esempio:

  1. Transito in autostrada di un mezzo inferiore alle 3.5 tonnellate con motore diesel che emette 350 mg di polveri per ora per la durata di 3 ore.
  2. Accesso e permanenza in aree C di un mezzo di 7 tonnellate con motore diesel che produce 500 mg di polveri/ora acceso per 4 ore.
  3. Pulmann da 50 passeggeri con motore da 400 cavalli acceso per 6 ore, fermo in sosta sui bastioni di Milano tiene il motore acceso per il condizionatore mentre non ha passeggeri a bordo.
  4. Camion pesante che trasporta prodotti per costruzioni al cantiere in via Canova. Secondo il percorso più breve e permanenza di tre ore al massimo.

A ciascuno di questi mezzi si potrebbe applicare una tassa calcolata sulla quantità di inquinamento prodotta in ciascuna situazione d’uso.

Punti inquinanti fissi – Stranamente gli immobili sono molto meno identificabili dei mezzi a motore eppure non solo sono grandi e immobili, ma altresì emettono un’enorme quantità di inquinamento da riscaldamento. Il libretto della casa è in discussione da molti anni, ma pare che ci siano ancora importanti ostacoli alla sua messa in esercizio, eppure gli edifici sono tassati (quindi noti e certamente presenti in numerose banche dati). I costruttori di nuove abitazioni sono obbligati a fornire ai compratori un pacchetto di documenti che ne accertino le caratteristiche di base, gli amministratori di condomini devono tenere con il Comune un insieme di relazioni ben documentate e probabilmente molti altri devono tenere un archivio più o meno aggiornato sull’esistenza, consistenza e stato della manutenzione. Non si può escludere che gli edifici meno documentati possano essere proprio quelli pubblici, sarebbe un ottimo esercizio di trasparenza e accountability quello di procedere ad un inventario con emissione di libretto dell’edificio. Molti edifici pubblici sono dati in comodato d’uso ad altri enti pubblici i quali spesso non li riportano nei loro rendiconti (si veda CIVICUM: REI – Rendiconto Economico Integrato) e in conseguenza non ne registrano i consumi e le manutenzioni come ad esempio il riscaldamento. Sulla scia della dichiarazione di classe energetica, già in uso, e delle altre registrazioni similari, è ragionevolmente possibile che il consumo energetico sia migliorabile in termini di rilevazione delle qualità e quantità.

[15] La black-box è in sostanza un localizzatore GPS installato sul veicolo e in grado di lanciare segnalazioni alla compagnia assicurativa con dati del tipo: coordinate geografiche, velocità, kilometri percorsi, ecc. Queste informazioni consentono ad esempio di calcolare il costo del premio assicurativo a secondo dei km percorsi con notevole risparmio per chi percorre pochi kilometri all’anno. Oppure, alla rilevazione di un urto, può automaticamente attivare il soccorso stradale che è un beneficio non trascurabile. Il sistema è naturalmente di beneficio anche per le compagnie che sono in grado di determinare chi ha ragione e chi torto con maggiore precisione, e specialmente di evitare molte truffe. Oppure di valutare le prestazioni dell’assicurato calibrandone il premio e perciò competere meglio sul mercato. L’utilizzo più utile e diffuso è sui mezzi pesanti per controllare i turni, i percorsi ed altro per rendere i trasporti più sicuri ed efficienti.

18. Possibili approcci alla riduzione del PM

Storicamente le proibizioni alla circolazione delle merci contribuiscono a creare condizioni favorevoli al mercato nero i cui prezzi sono fuori dalle regole mitiganti del mercato libero e non sono tassabili. Uno degli esempi del recente passato riguarda il fumo, l’indisponibilità di certi tipi di sigarette; l’innalzamento del loro prezzo ha immediatamente rivitalizzato un mercato nero che collocava i suoi prezzi fra il massimo (fissato dalla PA) e il prezzo al netto del costo dell’organizzazione e del rischio che i contrabbandieri erano disposti a prendersi. Il sistema che fino ad ora ha dato i migliori risultati è il sistema misto di innalzamento del prezzo al quale applicando sconti a chi adotta i comportamenti più efficienti. L’esempio forse più attuale è quello della black-box assicurativa che prevede:

  1. Un premio assicurativo piuttosto alto per chi non adotta la black-box.
  2. Sconti importanti a chi adotta la black-box e guida bene (comportamenti), oppure a chi guida poco (situazione che ovviamente riduce la probabilità di incidente). Nel nostro caso l’approccio potrebbe essere simile:
    • Innalzamento progressivo e importante dei prezzi del gasolio secondo un programma pluriennale (tipo euro 4, 5 e 6).
    • Sconti significativi a chi adotta la black-box consentendo una gradualità della tassazione legata all’età del bruciatore (motore o caldaia), al consumo di gasolio (potenza), alle caratteristiche d’uso (e dell’abuso) e ad altri parametri.
    • Sconti tarati ai meno fiscalmente capienti
    • Pubblico e privato – Queste misure dovrebbero essere applicate allo stesso modo sia al privato sia al pubblico; è ovvio che gli interventi sugli immobili pubblici hanno l’effetto di ridurre gli sprechi liberando risorse.
    • Sanità – Le risorse finanziarie, raccolte localmente, potrebbero/dovrebbero andare a finanziare/facilitare i programmi di sostituzione degli impianti e dei veicoli, o alla sanità locale. Le tassa di circolazione è già oggi regionale e quindi si potrebbero trasferire i fondi così raccolti alle unità sanitarie anch’esse regionali.
    • Controlli è Il sistema incentivante faciliterebbe la mobilitazione sui casi di mancata adesione volontaria, in questo modo solitamente emergono non solo le infrazioni alla regola sociale «chi inquina paga», ma anche l’evasione fiscale o i movimenti illegali delle organizzazioni criminali.
    • Giurisdizione, responsabilit?àe accountability – Ogni area geografica, a partire da quelle più inquinate, dovrebbe avere la piena responsabilità sugli obiettivi, sul programma e sulle risorse. Programmi di questa natura devono essere condotti da un unico punto di decisione che agisca entro la sua «giurisdizione», la quale deve includere tutte le funzioni necessarie: dalla raccolta fondi all’organizzazione delle risorse umane e tecniche. Il programma dovrebbe essere condotto con la massima trasparenza verso i cittadini sui risultati intermedi e sui costi. La responsabilità deve essere piena sia per i doveri che per i diritti.
    • Danni Collaterali – Potrebbe accadere che gli utilizzatori optino per rifornirsi nelle zone limitrofe dove il prezzo del gasolio potrebbe essere inferiore. Questo potrebbe provocare qualche danno economico alla distribuzione locale di carburanti.
    • Mezzi in transito – I mezzi che non sono immatricolati nell’area geografica ma vi transitano potrebbero optare per l’installazione della black-box oppure per la non-installazione pagando una tariffa per un percorso predefinito o standard. Questi mezzi sarebbero sorvegliati maggiormente perchè non si sono adeguati allo standard.
    • Strade ad alta intensità di traffico – In assenza di infrastrutture fisse come i varchi o i caselli si potrebbe applicare una sorta di carbon tax sui percorsi più critici ricorrendo ai localizzatori nei veicoli, agli incentivi, ai permessi ad hoc o alla tariffa standard più elevata. I casi da trattare sono molti, ma non sembra difficile isolarli e impostare un sistema tarato di tassazione che sarebbe senz’altro migliore dell’attuale sistema autostradale che applica tariffe tendenzialmente non correlate al contributo di inquinamento degli specifici mezzi.
    • Progressività e trasferimenti di risorse – Gli abbattimenti dell’inquinamento devono essere ben calibrati nel tempo in modo da trasferire risorse da chi inquina a chi deve cambiare tecnologia, specialmente se finanziariamente deboli. Un trasferimento programmato consente di migliorare senza dover gravare troppo su chi fa più fatica.
    • Privacy – Il sistema black-box garantisce, già ora, che i dati possono essere utilizzati solo in condizioni concordate. Già oggi i cittadini forniscono gratis i propri dati, inclusa la geolocalizzazione.
    • Valli e biomasse – Nelle valli l’inquinamento stagionale da biomasse è molto elevato e si traferisce verso la Val Padana dove peraltro non mancano numerosissimi punti di combustioni «polverosa». Accade anche in Città per esempio con le numerose pizzerie senza filtri sul forno a legna.
    • Adeguamento retroattivo – Sebbene sia possibile proporre la progressività non è da escludere che i benefici facciano scattare un’ondata massiva di adesioni creando molti problemi amministrativi. Si potrebbe eventualmente mitigare il fenomeno consentendo l’adeguamento entro, ipoteticamente, tre anni dalla richiesta garantendo gli sconti se davvero il sistema venisse installato entro il periodo.
    • Mappatura degli immobili – Vi sarebbe anche una ricaduta di benefici collaterali sulla mappatura edilizia classificando con l’occasione le categorie energetiche e l’estensione del libretto dell’immobile. Va da sè che bisogna eliminare i sussidi sulla combustione di biomasse che va spostata sulle tecnologie per il miglioramento delle emissioni.
    • Localizzatori – Le assicurazioni dicono che in Italia la prima ragione per la quale i cittadini evitano i localizzatori sui veicoli è la privacy, ma all’estero la situazione è diversa e le varie situazioni vanno analizzate specificamente. La ricerca della privacy va tuttavia ricondotta alla realtà statistica dei fenomeni: ci sono moltissime aree controllate da tutor, monitor di velocità, aree C, autostrade e video sorveglianza. La protezione della privacy sembra più una richiesta marginale risolvibile già con i sistemi in essere. Sottolineiamo che la tecnologia di localizzazione viene applicata quasi gratuitamente dalle assicurazioni ai veicoli che peraltro godono anche di importanti sconti. La tecnologia di localizzazione rimuove la necessità di costose installazioni al suolo per la sorveglianza delle aree a traffico limitato e aumenta la flessibilità sia degli orari sia degli spostamenti dei confini delle aree per fare fronte a fenomeni stagionali, orari e di altra prevedibile natura. Da ultimo, è importante che le tasse raccolte vengano riversate agli operatori meno finanziariamente dotati in modo da consentire loro il rinnovo tecnologico senza indurre un eccessivo innalzamento dei costi di trasporto.
    • Traffico passante – Il traffico turistico va incentivato in quanto sorgente importante di ricavi per i cittadini residenti. Il traffico turistico può essere registrato in ingresso e in uscita con i più che collaudati strumenti di tutoring e di telepass. Anzi sono già in funzione strumentazioni di questo tipo a scopo di sicurezza. Ai turisti si può prospettare un periodo gratuito, un periodo con localizzatore per chi viene spesso in Italia eventualmente premiando la fedeltà turistica, oppure si può garantire l’anonimato, ma allora tale riservatezza sarebbe un servizio aggiuntivo. Cosa diversa è il trasporto merci che va regolato come detto nei punti precedenti (punto 9) anche nel caso di trasportatori professionisti identificati dal localizzatore: se i mezzi sono in regola (tecnologie adeguate) paghano quanto previsto per i mezzi dei residenti, se non in regola o non identificabili pagano tariffa piena.
    • Innovazione – Tutti questi servizi richiedono l’uso di tecnologie e impianti avanzati che richiedono competenze tecnologiche normalmente ben compensate. Questo contribuirebbe ad un qualche aumento del reddito individuale.
    • Equità – Il passaggio da una tecnologia inquinante ad una meno inquinante è normalmente già oggi incentivata sia fiscalmente sia proibendo l’accesso alle aree geometriche come l’area C di Milano. Gli incentivi più usati per ridurre il peso dell’investimento si basano sul credito d’imposta. Questo sistema non funziona perchè condanna gli «incapienti» all’impossibilità di cambiare tecnologia e quindi anche di continuare a pagare un servizio con costi molto elevati (gas Vs gasolio). Sarebbe perciò opportuno che gli impianti venissero sostituiti (upgraded) con finanziamenti legati alla gestione di tali impianti da parte di operatori che possano utilizzare il differenziale di costo del servizio per ripagare il capitale investito. Lo stesso meccanismo potrebbe essere utilizzato per le Amministrazioni Pubbliche che tendono a prendere decisioni che premiano l’effetto elettorale e meno l’effetto efficienziale. Il meccanismo finanziario sopra citato massimizzerebbe l’effetto elettorale, ma anche l’efficientamento e il miglioramento della Qualità della Vita, oltre che generare PIL (redditi anche in forma di nuovi posti di lavoro).
 

19. Alcune contraddizioni reali o apparenti

  1. Perchè i sistemi di riscaldamento a pellet (biomasse) godono di agevolazioni fiscali che possono arrivare al 65%? È possibile che molti sussidi siano reclamati e ottenuti da categorie politicamente, corporativamente o sindacalmente organizzate (lobby) a spese di altre categorie meno sindacalizzate. L’asimmetria può fornire l’occasione all’intervento delle Civil Societies che propongono soluzioni di vantaggio per tutti.
  2. Perchè l’indicatore OECD «Health» segnala che gli italiani godono di un’aspettativa di vita fra le più lunghe al mondo, particolarmente in Val Padana, mentre il tasso di inquinamento è fra i peggiori al mondo? Difficilmente l’elevato tasso di inquinamento contribuisce ad allungare l’aspettativa di vita. Al contrario la diminuzione progressiva dell’inquinamento, in atto da anni, potrebbe essere una delle concause del miglioramento dell’indicatore Health

Perchè si dice che in Italia le internalizzazioni (tasse) che incidono sul trasporto su gomma più che ripagano le esternalitàSi intuisce, e alcuni affermano sulla base di solidi dati statistici, che il costo dei carburanti, delle tariffe autostradali e altri costi similari siano molto alti in Italia e che questi dovrebbero avere già ricalibrato il sistema non solo in senso economico, ma anche in equilibrio col surplus sociale (qualità della vita). Il fenomeno potrebbe davvero avere raggiunto un corretto equilibrio, tuttavia questo dato stona quando è messo a confronto con il surplus sociale sfavorevole in Val Padana (zona gravemente inquinata). Forse il problema sta nel metodo: il paragone dei costi medi italiani o europei con il surplus sociale della Val Padana.

20. Un pratico ipercubo

Possiamo immaginare un ipercubo a più dimensioni così fatto:

  1. Sull’asse X vi sono quattro tipologie di aree: puntuali, concentrate, lineari, vaste
  2. Sull’asse Y vi sono due sezioni: punti fissi e punti mobili.
  3. Sull’asse Z vi sono solo due sezioni: le Biomasse e il Gasolio
  4. In ciascun incrocio vi sono numerosi elementi inquinanti appartenenti alla stessa categoria, per esempi del tutto ipotetici:
    • In una valle (X) vi sono edifici (Y) che bruciano biomasse (Z) che possono beneficiare[16] della soluzione di tipo F (filtri sui camini).
    • Su una strada di grande traffico (X) transitano molti mezzi (Y) che bruciano gasolio (Z) i quali possono beneficiare delle soluzioni C(filtri catalitici), G (GPS, Tutor, Telepass) per la localizzazione e per il calcolo dei percorsi).
    • In una Città (X) vi sono molti edifici (Y) che bruciano gasolio (Z) che potrebbero beneficiare delle soluzioni GT (trasformazione a GeoTermico), M (conversione a metano), TR (teleriscaldamento).
    • In una Città (X) vi sono molti trasporti (Y) che bruciano gasolio (Z) che potrebbero beneficiare delle soluzioni E (mezzi ibridi ed elettrici), R (Riduzione del traffico spostandolo su mezzi pubblici e biciclette).

L’esercizio, da completare, consentirebbe anche di elencare le molte soluzioni già ora disponibili e collaudate per esempio:

  1. F (filtri sui camini)
  2. C (filtri catalitici)
  3. G (GPS, Tutor, Telepass)
  4. GT (geotermico)
  5. M (metano)
  6. TR (teleriscaldamento)
  7. E (mezzi elettrici o ibridi)
  8. R (riduzione del traffico)

ed alcune di queste implicano grandi investimenti pubblici.

Alcune scuole di pensiero sostengono che i grandi investimenti pubblici raramente sono sostenuti da un ragionevole tornaconto. L’esperienza registra che spesso la sostenibilità sociale (costi/benefici) non venga calcolata oppure appare essere stata, a consuntivo, largamente ottimistici. La risposta più o meno giustificatoria che viene generalmente data: l’investimento ha natura strategica e perciò non è necessario calcolare i costi e i benefici. I più maliziosi insinuano che gli investimenti dove i conti non quadrano diventano subito «strategici». Rimane un fatto: la maggior parte degli investimenti per il miglioramento della Qualità della Vita sono individuali. La PA, oltre a condurre i propri investimenti sulle infrastrutture strategiche a livello sistemico, può avere un ruolo cruciale nell’accelerare gli investimenti individuali applicando incentivi/disincentivi fiscali[2].

[16] In senso sia riflessivo (beneficiare sè stessi) e sia transitivo (beneficiare gli altri)

[2] Da evitarsi invece i provvedimenti lineari on/off, più crudamente definiti proibizionistici, perchè la storia dimostra che ad ogni proibizione si forma un mercato nero che fornisce i servizi desiderati ma con modalità illegali e perciò dagli effetti dirompenti sulla coesione e sull’efficienza sociale.

21. I prossimi passi – Fase 2 – Esecuzione dei piloti

Sulla traccia della collaudata metodologia CIVICUM, la fase 2 proseguirà con questi passi:

  1. Conferma dei tre casi pilota individuati: un’area concentrata (una Città), un’area lineare (una strada di grande traffico), un’area ampia (una valle). Una prima selezione è già stata fatta, ma è necessario rifinire i criteri di selezione e verificarne l’effettiva applicabilità e disponibilità degli Amministratori Pubblici coinvolti.
  2. Formazione dei tre team di lavoro con partecipanti provenienti dalle Amministrazioni Pubbliche, dalle imprese coinvolte e degli esperti
  3. Condivisione della metodologia, della data di fine progetto, dei risultati attesi che presumibilmente prenderanno la forma dello standard REI di C-LAB, opportunamente adattato.
  4. Un evento unico o tre distinti con il coinvolgimento delle PA locali e nazionali con lancio della fase 3 diffusionefre
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